Il Tirreno

Livorno

Sos incendi

Livorno, bruciano due mastelli sotto casa del pittore Antonio Vinciguerra

di Flavio Lombardi
Le conseguenze del rogo doloso
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Le conseguenze del rogo doloso

I bidoni dell'Aamps sono stati dati alle fiamme: danni alla colonna, fino al citofono. L'artista: «Ma non credo ce l'avessero con me»

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LIVORNO. Un atto vandalico nella notte scorsa ha colpito l’abitazione di Antonio Vinciguerra, noto pittore e scultore livornese, al civico 25 di via del Bosco, all’angolo con Borgo Cappuccini. Due mastelli Aamps, messi sul marciapiede in attesa della raccolta, contenenti carta e cartone e appoggiati alla base della colonna del cancello d’ingresso, sono stati dati alle fiamme. Il rogo ha distrutto i contenitori e annerito la colonna fino all’altezza del citofono, lasciando dietro di sé i segni evidenti dell’incendio.

Al momento in cui Vinciguerra ha raccontato l’accaduto, i carabinieri non erano ancora arrivati per il sopralluogo. In assenza di ulteriori elementi, l’ipotesi più plausibile resta quella di un atto vandalico senza un bersaglio preciso, forse compiuto da qualcuno per noia o per una bravata notturna. A rendere ancora più inquietante l’episodio ci sono però altri particolari. Sul lato di Borgo Cappuccini, dove si trova il garage separato dalla strada da una saracinesca metallica, Vinciguerra ha trovato anche schizzi di vernice e di olio.

L’artista vive al piano superiore dell’edificio, insieme a un’altra famiglia, mentre il piano terra è occupato da un ulteriore nucleo familiare. La casa, costruita nel 1936, porta con sé anche un frammento di storia cittadina: per un breve periodo vi abitò Costanzo Ciano e nelle cronache dell’epoca è ricordata per alcune “cacciuccate” che il gerarca organizzava nel giardino.

Vinciguerra condanna con fermezza quanto accaduto, ma esclude di poter collegare l’atto a persone che possano avercela con lui. «Sono sempre stato una persona che fa il proprio lavoro, affrontando anche grandi temi come la pace e l’eguaglianza tra i popoli, ma non credo ci sia qualcuno che voglia minacciare la mia incolumità fisica. È un fatto spiacevole, di quelli che non vorremmo mai raccontare, ma penso resti confinato al gesto sciocco di qualcuno che non sapeva come trascorrere la serata». Eventuali immagini delle telecamere presenti in zona potrebbero adesso aiutare gli inquirenti a ricostruire quanto avvenuto e a individuare i responsabili di un atto vile e senza senso.

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