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Livorno, tenta di raggirare una donna al telefono: il vicino smaschera i malviventi

di Stefano Taglione
Un convegno della polizia di Stato per informare gli anziani e prevenire le truffe (foto d'archivio)
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Un convegno della polizia di Stato per informare gli anziani e prevenire le truffe (foto d'archivio)

Un operatore del cosiddetto "call center della malavita" aveva convinto la donna, che abita in via di Coteto, a radunare l’oro per consegnarlo a un carabiniere (sarebbe stato un falso militare dell'Arma) che sarebbe passato da casa di lì a poco

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LIVORNO. Ha tentato di truffare una donna chiamandola al telefono e spacciandosi per un carabiniere. C’era qualcuno, in città, pronto ad agire. Un complice reclutato per citofonare e farsi consegnare tutto l’oro. Ma per fortuna, grazie a un vicino di casa piuttosto attento, il raggiro è stato sventato. L’ennesimo episodio ha riguardato un’abitante di via di Coteto, raggiunta all’utenza fissa da un malintenzionato – con ogni probabilità un operatore dei cosiddetti “call center della malavita”, che aprono la strada ai basisti – che ha cercato di convincerla, con le classiche scuse degli accertamenti da effettuare dopo fantomatiche rapine commesse con auto di proprietà, di radunare tutti i gioielli, metterli da parte e mostrarli a un militare dell’Arma che sarebbe passato di lì a poco.

Il ruolo del vicino

Come nel caso della truffa alla sessantacinquenne che abita in viale Fabbricotti – che in quei giorni aveva la madre in fin di vita ed è poi purtroppo deceduta – il ruolo del vicino di casa è stato fondamentale. In quel caso, chiamando il 112, aveva consentito il rapido intervento della polizia di Stato e l’arresto, in collaborazione con la polfer, di entrambi i malviventi. Stavolta, invece, ha fatto in modo che non si presentassero alla porta, spiegando alla vittima che quanto paventato non era reale e convincendola a non consegnare niente. Un lieto fine che dimostra come un condominio unito, o comunque buone relazioni di vicinato, possano prevenire queste scorribande criminali, molto spesso facilitate dalla solitudine. Su quanto accaduto, in ogni caso, indaga la polizia di Stato, intervenuta nel condominio con un equipaggio della Squadra volante della questura.

I consigli

Per prevenire le truffe poliziotti e carabinieri, spesso nei centri anziani e nelle parrocchie, cercano di incontrare a più riprese la popolazione sensibilizzando su cosa fare e non fare in questi casi. Quasi sempre è una telefonata concitata che annuncia un grave incidente stradale o l’arresto imminente di un figlio o di un nipote, chiedendo subito denaro o gioielli per evitare conseguenze penali. Seguire poche regole fondamentali può fare la differenza per fermare questi odiosi raggiri. Diffidate dalle telefonate d’urgenza: nessuna forza dell’ordine, avvocato o assicuratore chiama a casa per chiedere pagamenti immediati in contanti o in oro per liberare un parente fermato in caserma o in questura. Non consegnate mai oggetti di valore: non aprite mai la porta agli sconosciuti che si presentano a domicilio per «ritirare il denaro» o gli oggetti preziosi, neanche se dicono di essere mandati dal tribunale o dalle forze dell’ordine. È sempre una menzogna: si tratta di truffatori. Prendete tempo e verificate: se ricevete una chiamata sospetta, riattaccate subito. Chiamate direttamente il parente per accertarvi delle sue condizioni usando un numero già in vostro possesso. Controllate la linea telefonica: spesso i truffatori rimangono in attesa per impedire di effettuare altre chiamate e simulare la voce di un operatore del 112 quando provate a digitare il numero. Verificate che il segnale sia libero prima di telefonare, oppure usate il cellulare. Attenzione ai finti tecnici delle utenze: un’altra tecnica molto diffusa riguarda chi si presenta alla porta qualificandosi come operatore del gas, dell’acqua (di Asa ad esempio) o dell’energia elettrica per ipotetiche «fughe tossiche» o «verifiche ai contatori». Spesso chiedono di mettere l’oro nel frigorifero o sul tavolo «per evitare che si rovini con i controlli»: è solo un trucco per individuare dove tenete i preziosi e rubarli. I gestori delle utenze non mandano addetti a ritirare contanti né a controllare l’oro in casa. Attenzione infine ai finti dipendenti Inps o delle banche: nessuno si presenta a domicilio per consegnare rimborsi, effettuare verifiche sulle banconote o controllare presunti errori di pensione. Né chiama chiedendo i codici “Otp” inviati al cellulare, visto che servono per accedere al vostro "Internet banking". Se qualcuno vi propone controlli sul denaro per verificare se le banconote siano false, rifiutate immediatamente e chiamate il 112. L’imperativo, insomma, è uno solo: mai aprire la porta agli sconosciuti. E, al telefono, riagganciare. Segnalate sempre al 112: anche un semplice tentativo andato a vuoto va denunciato. Avvisare tempestivamente carabinieri o polizia permette di pattugliare le zone prese di mira e di proteggere altri cittadini. Informare i propri vicini e familiari è il primo passo per spezzare la rete dei truffatori.

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