Ospedale di Livorno, Inail smentisce la firma sul progetto esecutivo e la struttura di viale Alfieri rischia di non reggere più
Forza Italia chiede subito un piano straordinario e un commissario per gli Spedali Riuniti. Tenerini: «Per Inail l’iter indicato dall’Asl non è fattibile. E l’istituto attende entro due mesi la documentazione»
LIVORNO. Non passa settimana senza che in redazione arrivi una lettera che denuncia un problema con l’ospedale. L’ultima, dell’altro ieri, raccontava di un’attesa di otto ore in pronto soccorso: ci siamo addirittura interrogati se pubblicarla perché otto ore, con le esperienze che ci testimoniano molti pazienti, sembrano poche. Si chiama assuefazione al disagio e ai disservizi. Un sentimento profondamente ingiusto.
Due giorni fa abbiamo raccontato del primo piano del 2° padiglione che sarà riaperto dopo lunghi lavori: è il padiglione più nuovo di viale Alfieri, la cui ristrutturazione durò più di 10 anni e che era stato inaugurato meno di 9 anni fa.
La mancanza di sale operatorie (legata agli organici) porta le attese per interventi chirurgici, anche quelli importanti (come ricostruzioni post mastectomie) a due anni, per i casi meno gravi ne servono di più.
Le denunce dei sindacati sulla mancanza di organici, in quasi tutti i reparti, sono dischi che ascoltiamo da anni. In settimana l’Asl ha addirittura annunciato una querela verso un sindacalista, che aveva denunciato una situazione d’allarme a Cardiologia per mancanza di Oss.
La situazione strutturale di reparti come il 4° o il 6° padiglione, con le impalcature che reggono i soffitti è un’altra piaga che va avanti da anni e che non può essere relegata al solo capitolo edilizio, ma riveste un peso specifico gigantesco nelle cure, perché il comfort ospedaliero è considerato essenziale per i pazienti (e per la fiducia che essi nutrono in una struttura sanitaria) ma anche per gli operatori (alcuni dei quali negli ultimi anni hanno infatti pensato bene d’andarsene, basti citare Giovanni Bagnoni che proprio al 4° padiglione aveva la sede).
Se questo è il quadro attuale, che racconta di un ospedale che ogni giorno sembra reggersi “coi fili” (come si dice a Livorno) e riesce comunque a svolgere il suo ruolo grazie all’abnegazione, alla professionalità, alla dedizione dei suoi medici e infermieri, i livornesi dovrebbero almeno poter sperare nel futuro, nel grande monoblocco di via della Meridiana.
Ma anche qui le incertezze, il continuo cambio delle tempistiche e degli iter, gli annunci smentiti dai fatti sembrano indicare una città di serie B, se non proprio abbandonata, così poco considerata a Firenze, ancor più guardando a pochi chilometri da qui i grandi passi avanti e la montagna di soldi regionali che stanno piovendo su Cisanello.
Può sembrare inutile ma non lo è andare indietro nel tempo e rileggersi due, tre promesse fatte ai livornesi. Luglio 2023: la dg dell’Asl Casani annuncia in una lunga intervista al Tirreno la scaletta coi tempi per il nuovo ospedale. Che in sintesi prevede: luglio 2025 progetto esecutivo e affidamento dei lavori con bando europeo, dicembre 2025 apertura del cantiere, agosto 2028 conclusione dei lavori.
Un mese dopo, a fine agosto 2023, in una conferenza stampa convocata di corsa arriva il governatore Giani per annunciare il progetto vincitore dello studio Rossiprodi.
A dicembre 2024 il Tirreno scopre che il cronoprogramma nel frattempo è stato completamente stravolto: i lavori inizieranno nel 2026 e l’ospedale sarà pronto nel 2030. I 245 milioni della Regione non esistono più ma i fondi arriverebbero da un prestito Inail.
Passa un altro anno e mezzo e il 15 maggio 2026 nuova conferenza stampa del governatore: viene ripresentato il progetto di Rossiprodi (stavolta il definitivo) e si spiega che la prima pietra sarà posata nel 2028. «Lo studio Rossiprodi – spiega in quell’occasione Giani – ha elaborato il progetto definitivo e ora seguirà un’interlocuzione con Inail, finanziatore del progetto, per capire se debba essere la Regione, attraverso finanziamenti all’Asl, a redigere il progetto esecutivo oppure se seguire la strada dell’appalto integrato a partire dal progetto che oggi viene presentato. Inail si è riservata di darci una risposta entro un mese».
Di mesi ne passano quattro e l’altro ieri durante l’inaugurazione della casa della salute di via Ernesto Rossi, la dg dell’Asl Casani spiega al Tirreno che il progetto esecutivo sarà affidato ad Inail. Se questa novità accelererà i processi, pensano in molti, ben venga. E invece…
E invece, dopo l’articolo del Tirreno, Forza Italia, tramite la deputata Chiara Tenerini, interagisce coi vertici di Inail che cadono dalle nuvole.
«Da fonti Inail a noi risulta che questa strada non sia percorribile e che il progetto esecutivo resti in capo all’Asl, con Inail chiamata successivamente alla verifica – racconta Tenerini –. Sempre secondo quanto ci risulta da fonti Inail, ad oggi su Livorno non sarebbe ancora pervenuta la documentazione prevista, il cui arrivo è indicato entro la fine del 2026. E siamo a ottobre. Fine 2026 è un battito di ciglia».
Tenerini lancia una riflessione politica su cui, al di là dei colori dei partiti, tutta la città, da sinistra a destra, dovrebbe coalizzarsi, considerando che in ballo c’è la salute dei cittadini di Livorno e provincia: «La Regione Toscana vuole davvero realizzare il nuovo ospedale di Livorno? Esiste ancora una volontà politica reale di arrivare al cantiere?».
La deputata forzista spiega: «Se la strada della progettazione esecutiva affidata a Inail non esiste, ancora oggi non è chiaro se si procederà attraverso l’appalto integrato oppure se sarà Rossiprodi a sviluppare ulteriormente la progettazione. Nel 2023 la stessa Asl indicava, dopo il progetto definitivo, la gara per l’appalto integrato di progettazione esecutiva e lavori; nel luglio 2025 tornava a indicare Inail come soggetto delle fasi successive, compresa la verifica della progettazione e la gara. A ottobre 2026 non è ancora chiaramente definito uno dei passaggi fondamentali per arrivare dal progetto definitivo al cantiere. E questo rende ancora più difficile comprendere le dichiarazioni fatte appena pochi mesi fa: il 15 maggio Regione, Comune e Als parlavano di “copertura economica certa”, di un percorso “ormai chiaramente tracciato” e di una “strada di non ritorno”. Oggi quella strada appare tutt’altro che lineare. Perché quando un’opera viene annunciata con 245 milioni già individuati, poi cambia modello finanziario, cambiano le procedure, cambiano le date e, arrivati all’ottobre 2026, non è ancora perfettamente chiaro neppure come si arriverà al progetto esecutivo, allora il problema non può più essere liquidato come semplice fisiologia amministrativa. E non è accettabile – afferma Tenerini - che oggi, di fronte allo slittamento dei tempi, si spieghi ai livornesi che per realizzare un ospedale possono servire dieci o quindici anni. Se quello era realmente l’orizzonte, andava detto subito, soprattutto quando venivano indicati ben altri cronoprogrammi».
Forza Italia chiede che la Regione «metta sul tavolo il cronoprogramma vero. Dica quale sarà il percorso per l’esecutivo, chi lo farà, quando la documentazione arriverà a Inail, quali verifiche dovranno essere compiute, quando partirà la gara e quale sia oggi una previsione realistica per l’apertura del cantiere».
Ma nel frattempo, come dicevamo, c’è un’altra emergenza che non può più essere sacrificata sull’altare del nuovo ospedale: gli Spedali Riuniti. «Quello è l’ospedale nel quale oggi vengono curati i livornesi. Ed è una struttura che deve continuare a funzionare ancora per anni», afferma Tenerini, che chiede «un piano straordinario di riqualificazione dell’attuale presidio, con risorse dedicate, priorità definite e tempi certi. Chiediamo che venga valutata anche una gestione straordinaria degli interventi, fino alla possibile individuazione di una figura commissariale dedicata, dotata degli strumenti necessari per accelerare progettazioni, affidamenti e lavori. Non possiamo lasciare una città di oltre 150 mila abitanti sospesa tra un ospedale nuovo che continua ad allontanarsi e uno vecchio al quale si chiede semplicemente di resistere».
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