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Livorno

Parla l’avvocato

Livorno, tentato omicidio fuori dall’Appendaun. La difesa: «Lui non era a bordo, c’era solo la fidanzata»

di Stefano Taglione
A sinistra Federico Gonzaga, a destra un'immagine dell'accaduto
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A sinistra Federico Gonzaga, a destra un'immagine dell'accaduto

Una diciassettenne rimase gravemente ferita a una gamba dopo lo schianto contro il gruppo di ragazzi dell'auto guidata dalla compagna di Federico Gonzaga, la trentacinquenne Ievanet Cambara Zorril, che verrà giudicata con il rito abbreviato

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LIVORNO. «Federico Gonzaga non era a bordo dell’auto ed è estraneo al tentato omicidio». L’avvocato Luca Cianferoni, che assiste l’ex pugile e la compagna Ievanet Cambara Zorril, intende dimostrare al giudice che il trentanovenne si trovasse dall’altra parte della strada quando la fidanzata, alla guida della macchina, si è scagliata contro il gruppo di giovani peruviani.

«L’azione della Cambara è stata improvvisa. Lui non era nell’abitacolo», sostiene il legale. La macchina coinvolta nell’episodio apparteneva al padre dell’ex boxeur, Emilio Gonzaga. «Contiamo di offrire al giudice una ricostruzione che, pur nella gravità del fatto, ne attenui il significato giuridico», spiega Cianferoni, riferendosi alla donna per la quale ha scelto il rito abbreviato. L’obiettivo è ricostruire la dinamica e il ruolo della sua assistita, «per dimostrare la complessità della sua azione, seppur grave». La difesa solleva inoltre dubbi sul valore probatorio dei filmati acquisiti agli atti: «Ci sono forti dubbi sulla loro natura probatoria», prosegue l’avvocato.

Un aspetto che sarà approfondito nel corso dell’istruttoria, insieme alla posizione della trentacinquenne, che chiederà di essere ascoltata. Per Cianferoni, dunque, sarà fondamentale distinguere le diverse condotte contestate e ricostruire con precisione la sequenza degli avvenimenti.Entrambi sono imputati per tentato omicidio, mentre nella prima fase dell’inchiesta lo era solo Cambara Zorril. Poi, dopo nuove testimonianze, anche per Gonzaga c’è stata l’iscrizione per il più grave reato.

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