Soldi
Livorno, Marcella Amadio attacca dopo la condanna: «Infame chi mi ha denunciato»
E Alessandro Palumbo chiede di convocare il partito: «Lì ci confronteremo su tutto»
LIVORNO. Non prende le distanze dalla frase, ma attacca direttamente i quattro che l’hanno denunciata, li definisce «infami» e assicura che non farà un passo indietro. La consigliera regionale e comunale di Fratelli d’Italia, Marcella Amadio, affida ai social parole dure dopo il decreto penale di condanna al pagamento di 1.500 euro emesso dalla gip Sara Merlini per la frase «Viva la razza bianca».
L’esponente di FdI l’avrebbe pronunciata – secondo quanto emerso a seguito dell’esposto di quattro militanti del partito di Giorgia Meloni – il 19 settembre 2025, durante una cena elettorale a Montescudaio. E ora – due giorni dopo la notizia pubblicata dal Tirreno – Amadio sceglie la strada dell’attacco. «Non arretro di un sol passo, ci sono e ci sarò e continuerò, dalla trincea, a fare politica per il territorio e per le persone che, quotidianamente, mi contattano», sottolinea. Poi aggiunge: «Continuerò la mia attività in consiglio comunale, in consiglio regionale e nel partito».
Amadio racconta anche di aver ricevuto, nelle ore successive alla pubblicazione della notizia, numerose telefonate e messaggi di solidarietà. «Sto ricevendo una marea di telefonate e di messaggi di vicinanza e di solidarietà da parte di amici, iscritti, dirigenti di partito e questo è la conferma di quanta stima ed affetto sia riuscita a guadagnarmi negli anni». Quindi ribadisce: «Ci sono e ci sarò, come sempre».
Il passaggio più duro, però, è quello rivolto ai quattro denuncianti. «Ma questo post è dedicato anche a coloro che mi hanno denunciato, a coloro che tramano nell’ombra, a coloro che pensavano di ottenere chissà che cosa e che, invece, come al solito, hanno perso – aggiunge – . Come si dice: “Morirete pazzi”!». E infine l’attacco diretto: «Comunque, tanti complimenti a quei quattro infami che mi hanno denunciato».
Nel post Amadio conferma anche di aver appreso la notizia della vicenda dal Tirreno, sottolineando di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale. «Ad oggi, non ho ricevuto alcuna notifica da parte della Procura, quel che so l’ho letto sul quotidiano Il Tirreno». Il riferimento è al decreto penale di condanna emesso dalla gip Sara Merlini, che prevede il pagamento di 1.500 euro. Entro 15 giorni dalla notifica, è prevista la possibilità di pagare la multa in forma ridotta, pari a 1.200 euro, oppure di fare opposizione. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 604-bis del codice penale che punisce qualsiasi condotta di propaganda sulla superiorità o sull'odio razziale.
Ma intanto la vicenda si intreccia inevitabilmente anche con la politica interna di Fratelli d’Italia, dopo il congresso provinciale unitario dello scorso luglio. Tra i protagonisti della fase congressuale c’è Alessandro Palumbo, che aveva sfidato Amadio e poi ritirato la candidatura per arrivare a un congresso unitario.
Contattato dal Tirreno, Palumbo non entra nel merito della vicenda giudiziaria. «Premesso che io quella sera a Montescudaio non c’ero, e che quindi sono abituato a credere solo a ciò che vedo e che sento – sottolinea – . Confido che venga convocato al più presto il primo coordinamento provinciale dal congresso unitario di luglio, che ne ha definito la composizione. Quella sarà la sede per confrontarsi su tutto».
Un passaggio che lascia aperta la discussione politica all’interno del partito, mentre Amadio, nel suo post, sceglie invece di ribadire pubblicamente la sua linea: «Non arretro di un sol passo».
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