Polizia di Livorno: Michele Abenante è il nuovo questore
Arriva da Terni, come il predecessore di Giusy Stellino, Roberto Massucci. Ha quindi lavorato nella stessa città del sindaco e imprenditore labronico Stefano Bandecchi
LIVORNO. Michele Abenante è il nuovo questore di Livorno. Cinquantasettenne, calabrese, laureato in giurisprudenza a “La Sapienza” di Roma, arriva dalla questura di Terni, dove si era insediato il primo luglio dell’anno scorso. Il dirigente della polizia di Stato prende il posto di Giusy Stellino, che va in pensione dopo tre anni e mezzo ed è stata molto apprezzata per il lavoro svolto in via Fiume: «Una città che vuole molta sicurezza, ma che ha anche tanta sicurezza – erano state alcune delle sue parole congedandosi dai giornalisti – noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ho lavorato con persone straordinarie, e anche se i numeri ci dicono che determinati reati sono in calo, ed è così, poi c’è la percezione del cittadino al quale dobbiamo dare risposte. Qui, in ogni caso, lascio il cuore: una città straordinaria».
E c’è subito una coincidenza dopo la nomina ufficializzata dal Dipartimento di pubblica sicurezza: anche il suo predecessore, l’attuale questore di Roma Roberto Massucci, arrivava dalla città umbra, dove prima di giungere in Toscana aveva ricoperto lo stesso incarico di Abenante. A Terni, fra l’altro, ha lavorato con un sindaco labronico: l’imprenditore Stefano Bandecchi.
Per il dirigente di 57 anni una lunga carriera nella polizia di Stato, iniziata nel 1988 con il corso quadriennale per allievi vicecommissari. Il suo percorso professionale è cominciato al commissariato di pubblica sicurezza di Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, in Calabria. Successivamente ha diretto diversi commissariati distaccati e ha ricoperto l’incarico di vicedirigente della Squadra mobile di Cosenza. Nel 2007 è stato chiamato alla guida del reparto prevenzione crimine Calabria settentrionale. Nel 2010 il cambio di regione: si trasferisce in Puglia, dove fino al 2013 guida la Squadra mobile di Lecce, maturando anche esperienze investigative internazionali in Turchia, Germania e Belgio.
Promosso primo dirigente, si sposta poi alla divisione polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione di Potenza. Nel 2014 torna in Puglia e diventa capo di gabinetto del questore di Taranto, occupandosi anche dei delicati servizi di ordine pubblico legati alla vertenza dell’acciaieria Ilva. Quindi gli incarichi da vicario del questore a Oristano, in Sardegna, Avellino e Foggia, prima della promozione a dirigente superiore nel luglio di due anni fa. Quindi Roma, come consigliere ministeriale al dipartimento della pubblica sicurezza, all’ufficio centrale ispettivo in particolare. Dal primo luglio dell’anno scorso la nomina a questore di Terni. Nella provincia umbra Abenante ha lavorato anche sul rafforzamento dei controlli nelle aree più sensibili della città e sulla gestione dei servizi legati alla movida e alle manifestazioni sportive.
Nel corso del suo mandato ha adottato diversi provvedimenti di prevenzione, tra cui daspo e fogli di via. Nel curriculum del nuovo questore di Livorno, per lui questo il secondo incarico di massimo livello, oltre 60 attestati fra lodi, encomi ed encomi solenni, oltre a numerose attestazioni di stima ricevute dai vertici dell’amministrazione della pubblica sicurezza, dalla magistratura e dalle autorità civili.
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