Il Tirreno

Livorno

Il racconto

«In biblioteca un film osceno e volgare che ha offeso le persone in platea»: la lettera di una lettrice livornese

di Carla Biagiotti (*)

	La locandina del film uscito nel 1972
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La locandina del film uscito nel 1972

La proiezione a Villa Maria lo scorso 14 settembre. La testimonianza: «La pellicola ha messo a disagio molti dei presenti, serve più trasparenza specificando i contenuti della programmazione e la presenza di scene non adatte a tutti»

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Pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice, che lo scorso 14 settembre alle ore 18 ha assistito al film “Pink Flamingos” (1972) diretto da John Waters, pellicola-manifesto del cinema trash, interpretato dall'icona transgender statunitense Divine, che in una scena mangia gli escrementi di un barboncino. La proiezione era inserita nell’anteprima di “Open Drag”, festival che si è svolto il 18 e 19 settembre, dedicato al linguaggio drag e alla cultura Lgbtqia+, promosso da Arcigay Livorno. Nella presentazione del cartellone ufficiale da parte di Arcigay e Agedo, era stato inserito il titolo del film, mentre nel comunicato stampa del Comune - datato 10 settembre - relativo al programma di promozione culturale della Biblioteca di Villa Maria, “Un autunno tra cinema, teatro e letteratura”, si faceva riferimento in maniera generica a “un film di John Waters (il titolo rimane segreto)”.

***

Desidero esprimere, in prima persona, il mio sconcerto e la mia piena disapprovazione per la proiezione del film che, in data 14 settembre scorso, ha inaugurato la stagione cinematografica gratuita presso la Biblioteca di Villa Maria. Come negli anni passati, sono stata informata dell’inizio della rassegna tramite una semplice e-mail contenente l’elenco delle date, il titolo dei film in programma e i successivi incontri su tematiche legate al mondo dello spettacolo. Non era presente alcun tipo di avviso che spiegasse la natura dei contenuti che avremmo visto. Fidandomi delle scelte della biblioteca, che frequento da diversi anni, mi sono recata, convinta di trascorrere due ore piacevoli. Purtroppo ci siamo trovati di fronte alla proiezione della pellicola “Pink Flamingos” del 1972, un’opera dai contenuti estremamente volgari, osceni, disgustosi e demenziali che, imposta gratuitamente, ha offeso e messo in profondo disagio quanto me una gran parte dei presenti.

Tengo a sottolineare che il pubblico pomeridiano di Villa Maria è formato soprattutto da persone anziane, cittadini che escono di casa per un’occasione di socializzazione e che non sono affatto interessati a questo tipo di intrattenimento. Se questo genere di spettacolo è considerato una forma d’arte, che venga pure proposto a un pubblico ristretto di nicchia, in grado di apprezzarlo, ma siate pur certi che non fanno parte di tale pubblico le gentili signore livornesi che, se non se ne sono andate in segno di protesta, è soltanto per l’educazione e il senso di rispetto che appartengono ancora a una certa generazione. Però me ne sono andata io. Non ho certo aspettato la fine di una simile indecorosa bruttura. Mi sembra il minimo chiedere che sarebbe gradito, per le prossime proiezioni in programma, venisse garantita la massima chiarezza e trasparenza, specificando i contenuti e l’eventuale presenza di scene non adatte a tutti. Mi auguro che questa mia segnalazione venga accolta come un atto di buonsenso, utile ai responsabili della rassegna per evitare che in futuro si ripetano scelte così sbagliate ed inopportune.

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