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Livorno, idraulico condannato per prostituzione: «Ma non ha sfruttato, solo favorito»

di Stefano Taglione

	Due abitazioni sequestrate all’epoca dei fatti dalla procura
Due abitazioni sequestrate all’epoca dei fatti dalla procura

Per l’ottantaquattrenne Antonio Mattera, la pena è stata rideterminata in un anno e cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa, contro i due anni e mezzo inflitti in primo grado a Livorno

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LIVORNO. Assolto dall’accusa di sfruttamento della prostituzione, ma condannato per il favoreggiamento. La corte d’appello di Firenze ha in parte riformato la sentenza nei confronti di Antonio Mattera, l’ex idraulico livornese finito a processo (e all’epoca dei fatti arrestato) nell’ambito dell’inchiesta su un giro di escort in tre appartamenti della città. Per l’ottantaquattrenne la pena è stata rideterminata in un anno e cinque mesi di reclusione e 300 euro di multa, contro i due anni e mezzo inflitti in primo grado a Livorno.

I fatti

La vicenda era emersa da un’indagine della sezione di polizia giudiziaria investigativa della polizia municipale, diretta dall’ispettore Marco Vaccai. A far scattare gli accertamenti erano state anche le segnalazioni degli operatori del benessere, insospettiti da alcuni annunci online di presunte massaggiatrici. Gli annunci riconducevano a tre appartamenti, in via Provinciale Pisana, via Maggi e via dei Funaioli. Uno degli operatori, fingendosi un cliente, aveva contattato una delle donne. «Scusi, vorrei fare dei massaggi. Quanto costano?», aveva chiesto al telefono. La risposta, secondo quanto raccontato nel corso dell’inchiesta, era stata chiara: «No, qui solo sesso. La tariffa è 50 euro per un rapporto completo». Da quelle verifiche era partita l’indagine dei vigili.

Le condanne

Secondo la ricostruzione accusatoria, il giro sarebbe andato avanti dal 2018 fino al periodo dell’emergenza Covid, con clienti di età compresa tra i 18 e i 70 anni e prestazioni a partire da 20 euro. Nel procedimento, oltre a Mattera, erano stati coinvolti tre cittadini cinesi: il trentaduenne empolese Junmeng Xie e le pratesi Jin Hong Ma (56 anni) e Zhenjie Dong, di 55, che hanno da tempo patteggiato una pena di un anno e otto mesi. Durante il processo erano state ascoltate anche persone che avevano segnalato le attività illecite. Un rappresentante aveva raccontato di aver effettuato verifiche per conto del collegio degli operatori del benessere e di aver trovato, in uno degli appartamenti, una donna che secondo il suo racconto avrebbe riscosso il denaro dai clienti. «Questi immobili erano delle case d’appuntamento», aveva riferito agli investigatori.

L’assoluzione

Per Mattera, però, il processo ha preso una direzione diversa rispetto a quella degli altri imputati, che hanno tutti scelto riti alternativi. La difesa, rappresentata dall’avvocato Federico Pistoia, optando per il dibattimento aveva sostenuto che non ci fossero elementi sufficienti per dimostrare che l’anziano avesse ricavato utilità economiche dalla prostituzione e aveva ricondotto il suo comportamento, almeno per quanto riguardava il favoreggiamento, a un rapporto di natura sentimentale con una delle donne coinvolte. In primo grado il tribunale di Livorno lo aveva condannato a due anni e sei mesi di reclusione e 750 euro di multa per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con la pm Sabrina Carmazzi che aveva chiesto una pena superiore ai quattro anni. Ora la corte d’appello, dopo il ricorso dello stesso legale Pistoia, esclude invece la responsabilità per lo sfruttamento e mantiene quella per il favoreggiamento, riducendo sensibilmente la pena.

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