Livorno, la storia di Alessandro, autista di bus a 19 anni: «Orgoglioso di essere tra i più giovani» – Il sogno nel cassetto
Alessandro Celano ha trasformato quella che era una grande passione in un lavoro, diventando uno dei più giovani autisti di bus della Toscana. Il sogno? «Lavorare per Autolinee»
LIVORNO. Da bambino adorava salire sugli autobus. Erano colorati e, come giganti, si insinuavano tra le vie della città con quel tipico e inconfondibile "sfiato" che è solo loro. «Sono sempre stato affezionato a questi mezzi». E adesso, ad appena 19 anni, Alessandro Celano ha trasformato quella che era una grande passione in un lavoro, diventando uno dei più giovani autisti di bus della Toscana. Il sogno? «Lavorare per Autolinee».
Il suo percorso
Vent’anni il prossimo ottobre, Alessandro ha studiato al liceo Enriques, indirizzo Scienze Applicate, e, contemporaneamente, ha frequentato i corsi per prendere la patente. Prima quella per la moto, poi la B per le auto. Infine, una volta diplomato, la D e anche la carta CQC per guidare il bus. Perché desiderava con tutto se stesso trasformare il suo amore per i pullman nella sua attività principale.Ha potuto farlo perché l’anno scorso una modifica al codice della strada, introdotta per tamponare la carenza di autisti, ha abbassato da 24 anni (o 21 a seconda dei casi) a 18 l’età minima consentita per mettersi al volante. Ecco, dunque, che Celano è riuscito a coronare il suo sogno. «Ho frequentato all’autoscuola un corso di dieci mesi per prendere la patente D e la CQC. Poi mi sono rivolto ad Autolinee Toscane».
Il lavoro
Fatto il colloquio e in attesa di un’eventuale risposta, Celano ha lavorato (e lavora tutt’ora) per Labronica bus, «a cui At ha subappaltato alcuni servizi». Quello degli autobus è «un settore che mi piace fin da ragazzino». E che ogni giorno lo appassiona sempre di più. «A guidare mi sono sempre trovato bene - racconta Celano -. Adoro il suono del bus e questo lavoro mi permette di stare a contatto con le persone, di vivere la città e di rendermi utile. Vorrei guidare i bus Breda, con cui sono cresciuto. Hanno la mia età e sono l’ultimo pezzetto della vecchia Livorno che rimane». Inoltre «mi ha sempre affascinato la meccanica che sta dietro all’autobus. Mi diverto ancora ad approfondirla». E nella sua per adesso breve esperienza al volante dei bus di Labronica, si è trovato anche a doversi misurare con una rissa. «Ero sul notturno e andavo verso Miramare quando è scoppiata una rissa tra ragazzini. Io ho messo in atto tutti i protocolli previsti, intimando loro di scendere. Poi la situazione è rientrato e non c’è stato bisogno di interrompere la corsa, sono andato avanti». Attualmente il 19enne lavora ancora per Labronica Bus «ma ho svolto principalmente i servizi in appalto, che ora sono terminati. Quindi devo decidere con il mio datore di lavoro, che comunque sia mi ha affidato sin dal primo giorno l’autobus, cosa di cui sono stato grato da subito, il da farsi organizzandoci insieme». Una cosa è certa: Alessandro ha le idee chiare. «Sono orgoglioso di essere uno degli autisti più giovani e sarei felice di proseguire su questa strada».
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