Livorno, il negozio che resiste nel rione delle saracinesche chiuse: il salone di via Passaponti è un simbolo
Dopo ventitré anni Anna Maria Pisciotta ha lasciato il testimone a Elena Lavinia Cebuc: «Ho impiegato tre anni per trovare qualcuno a cui lasciare il salone e sono contenta di averlo dato a lei, in tante cose mi ci rivedo»
LIVORNO. Ventitré anni parrucchiera di quartiere, poi il momento della pensione. Ma per Anna Maria Pisciotta l’idea di abbassare definitivamente la saracinesca non è mai stata un’opzione. Quell’attività, costruita da zero e diventata nel tempo un punto di riferimento della zona, doveva continuare a vivere.
Il passaggio di testimone
E così, invece della chiusura, è arrivato un passaggio di testimone. «Il mio desiderio non era chiudere il salone come purtroppo succede a tante realtà - racconta Pisciotta - ma dare a un’altra persona l’opportunità di continuare questo lavoro. È una passione che ho avuto per tutta la vita e che ho ancora. Volevo trasmetterla a qualcuno che avesse lo stesso entusiasmo». Dopo tre anni di ricerca, la persona giusta è arrivata attraverso conoscenze comuni nel settore. La nuova titolare è Elena Lavinia Cebuc, 38 anni e quasi venti di esperienza; è lei che apre la porta di Balayage & Airtouch Salon by Lav Shine in via Passaponti al civico 25. Ha cominciato a 19 anni, appena arrivata a Livorno dalla Romania, ha lavorato in due saloni della città e adesso, finalmente ha un’attività tutta sua. «Dopo tanto tempo da dipendente il cambiamento è totale», racconta. Un salto importante, ma affrontato con una base solida che viene dalla clientela storica di Anna Maria che è stata mantenuta, e che è andata a unirsi a un’altra parte di clienti che l’avevano conosciuta dove lavorava in precedenza e che l’hanno seguita. Il risultato è un avvio migliore delle attese.
Locale rinnovato
Il locale è stato rinnovato con sacrifici senza cancellare la sua anima, lo sforzo di mantenere il salone alla Bastia. Anna Maria ha fatto shampoo e messe in piega fino al 31 dicembre; poi, un mese di lavori di ammodernamento e ai primi di febbraio, l’inaugurazione della nuova gestione. Una attività, un fondo, un presidio. «Quando arrivai qui non c’era praticamente niente - ricorda Anna Maria- era un fondo Casalp come le altre attività accanto. Gli altri intanto hanno chiuso e le botteghe son diventate appartamenti. Questo è l’ultimo rimasto e non volevo che diventasse anch’esso una casa ma restasse una vetrina; è un valore simbolico in questo quartiere». Ma il passaggio di consegne non è finito con la firma. Anna Maria nel frattempo, continuava a frequentare il salone, dando supporto anche psicologico alla nuova titolare.
Il nuovo capitolo
Non una presenza ingombrante, ma come memoria viva dell’attività. Ed è così che alla fine è arrivata la proposta di Elena: «Senti, se viene un controllo mi fanno la multa. Ti assumo, così puoi stare tutto il tempo che vuoi. Anzi, ti mando a fare i corsi di aggiornamento che negli ultimi tempi non hai fatto». Anna Maria ha accettato con entusiasmo, come fosse una tirocinante; cinque mesi per un percorso di aggiornamento e studio di nuove tecniche. Mettersi così al passo in un settore che cambia rapidamente. Una storia non comune di due donne appartenenti a generazioni diverse con la medesima passione e la solita dedizione alla professione. Diventate di famiglia in poco tempo. «Ho impiegato tre anni per trovare qualcuno a cui lasciare il salone e sono contenta di averlo dato a lei. In tante cose mi ci rivedo». Una storia professionale lunga 23 anni che insomma non si è interrotta, ma che ha solo cambiato mani. Con una ex titolare ora collaboratrice lasciando le redini a chi da dipendente in altre realtà ha compiuto il grande salto realizzando il proprio sogno.
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