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Orti urbani, il Comune va avanti. Il sindaco incontra Frangerini: «Ci ha presentato il progetto»

di Martina Trivigno

	Un momento dell’assemblea di giovedì 27 agosto agli Orti Urbani
Un momento dell’assemblea di giovedì 27 agosto agli Orti Urbani

L’incontro col sindaco giovedì 27 agosto: «C’è un’idea che porterà a una gestione innovativa dei mini-cantieri rispetto alla fruibilità del verde». E intanto da via Goito contestazioni per Avs: «Scelga da che parte stare»

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LIVORNO. Il Comune e Frangerini vanno avanti sugli Orti Urbani, mentre il comitato alza la mobilitazione. Giovedì pomeriggio, mentre in via Goito l’assemblea degli attivisti si accendeva sul futuro dei sei ettari, il sindaco Luca Salvetti, insieme all’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani, incontrava Stefano Frangerini, l’imprenditore che a fine giugno si è aggiudicato all’asta l’area per circa 1,16 milioni di euro.

Il faccia a faccia

Il confronto è avvenuto a Palazzo Civico, più o meno nelle stesse ore in cui agli Orti si discuteva animatamente del futuro dell’area compresa tra via Goito, via dell’Ambrogiana, via dell’Erbuccia e via da Verrazzano. Salvetti voleva capire direttamente da Frangerini quali fossero le sue intenzioni dopo l’aggiudicazione dell’asta. «Ieri sera (giovedì per chi legge, ndr) abbiamo incontrato Frangerini - spiega il sindaco -. Noi dovevamo sapere quali sono le intenzioni in relazione all’area. Così ci ha illustrato il suo progetto che presenterà alla città in una conferenza stampa a inizio settimana». E subito il sindaco ha informato la giunta e convocato la maggioranza per ieri alle 18. «Ci sono due aspetti interessanti - anticipa -. Il primo è che ristabilisce la verità dei fatti sul rapporto tra verde e costruito. L’altro riguarda l’inizio di un percorso sulla gestione dell’area e sulle relative tempistiche. C’è un’idea, in fase di strutturazione, che porterà a una gestione intelligente e innovativa della presenza dei tre mini-cantieri rispetto alla fruibilità di tutto il resto del verde». Il quadro completo sarà illustrato nella conferenza stampa annunciata per giovedì prossimo, definita da Salvetti un momento «esplicativo e importante per riproporre correttamente i contorni della vicenda».

Il nodo dell’80 per cento

Questa nuova fase arriva dopo tre aste andate deserte con l’ultimo tentativo di vendita fissato per il 23 giugno: alla procedura avevano partecipato Frangerini e un gruppo fiorentino. L’aggiudicazione è arrivata a fine giugno, per poco più di un milione di euro, e l’acquisto dovrà essere perfezionato entro i 120 giorni previsti dalla procedura giudiziaria. Ma intanto è arrivato un altro passaggio decisivo: a inizio luglio la giudice Elisa Pinna del tribunale di Livorno ha disposto la liberazione dei terreni, senza attendere il decreto di trasferimento, rilevando che l’area risulta occupata da terzi senza titolo. Gli orti dovrebbero quindi essere sgomberati tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, in pratica quando i terreni saranno consegnati all’aggiudicatario. Ed è qui che torna al centro il rapporto 80-20: gli strumenti urbanistici prevedono che circa l’80 per cento dell’area sia destinato a verde e servizi, mentre sul restante 20 per cento sia possibile costruire. L’attuale Piano operativo ha ridotto la superficie edificabile a circa 4.500 metri quadrati, prevedendo quattro edifici. Il resto dovrebbe diventare un parco pubblico, con spazi per l’agricoltura urbana, attività ludico-sportive, viabilità e parcheggi. Per l’amministrazione si tratta di una forte riduzione dell’edificabilità e della conferma che la parte largamente prevalente del comparto resterà destinata a verde e servizi pubblici. Il comitato degli Orti Urbani contesta però questa lettura: per gli attivisti, il consumo di suolo non può essere calcolato considerando soltanto i metri quadrati occupati dagli edifici, dal momento che - sostengono - alle costruzioni serviranno infatti strade, parcheggi, accessi e infrastrutture, con un impatto più ampio della sola superficie dei fabbricati. Una differenza di vedute che ormai va oltre i numeri e rappresenta due idee diverse del futuro di via Goito: un grande spazio verde con una quota di edificazione, secondo il Comune; un polmone verde da mantenere libero da nuove costruzioni, secondo il comitato.

Clima incandescente

Ma l’assemblea di giovedì ha mostrato quanto la vicenda sia diventata incandescente anche sul piano politico. Gabriele Volpi, co-portavoce di Europa Verde, è stato duramente contestato e non ha potuto concludere suo intervento. «Devi uscire dalla maggioranza», hanno gridato alcuni dei presenti. Volpi ha provato a ricucire: «Sono qui per portare un contributo. Bisogna cercare di stare tutti insieme».Nel mirino c’è soprattutto la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha dato la propria adesione alla manifestazione del 5 settembre ma, allo stesso tempo, ribadisce il sostegno alla giunta Salvetti. Una posizione che il comitato considera una contraddizione. «Ogni adesione è bene accetta - ribadiscono gli organizzatori - ma Avs, se vuole sostenere la difesa del polmone verde di via Goito, deve uscire dalla maggioranza. Non si può stare contemporaneamente su tutti e due i fronti».

Il fronte della protesta

Il comitato prepara intanto la manifestazione del 5 settembre. Il 4, alle 14,30, è previsto un presidio dentro il Comune in occasione della commissione consiliare Assetto del territorio. E da ieri mattina l’ingresso di via Goito è presidiato e gli organizzatori stanno mettendo a punto i turni. Il conto alla rovescia per (provare a) trovare un punto d’incontro è dunque iniziato. l© RIPRODUZIONE RISERVATA

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