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Livorno, un esercito di precari a scuola: «Sono 895 i supplenti di sostegno»

di Martina Trivigno
Ragazzi mentre entrano a scuola
Ragazzi mentre entrano a scuola

L’analisi della Flc Cgil in vista dell’inizio delle lezioni: «È un problema strutturale». In provincia sono 150 le immissioni in ruolo: «Ancora troppo poche per il reale fabbisogno»

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LIVORNO. «Nonostante le nuove immissioni in ruolo, la scuola continua a reggersi sulle spalle dei precari». Siamo quasi alla vigilia della prima campanella e a Livorno è già pronto a scendere in campo un vero e proprio esercito di supplenti che seguiranno alunni e studenti livornesi di ogni ordine e grado. In particolare sono 895 i posti in deroga sul sostegno che dovranno essere coperti, a fronte di appena 150 immissioni in ruolo (sostegno e non) e che saranno ufficialmente assegnati dall’Ufficio scolastico provinciale alla fine della prossima settimana. In ogni caso sono numeri che raccontano la fotografia di una scuola che, anche quest’anno, si prepara a partire affidandosi in larga parte a lavoratori precari. A fare il punto è Veronica Virgili, segretaria generale della Flc Cgil di Livorno, che sottolinea come le assunzioni fatte non siano sufficienti a cambiare il quadro complessivo. «Il problema è strutturale: si continua ad assumere meno persone di quelle che servono e a coprire il fabbisogno con contratti a termine», sottolinea. In Toscana, le nuove assunzioni a tempo indeterminato autorizzate per il prossimo anno scolastico sono circa 1.900, mentre nella provincia di Livorno sono entrati in ruolo 115 docenti provenienti dai diversi concorsi e dalle graduatorie.

La vera emergenza

Un dato che, secondo la Cgil, va letto però insieme a quello dei posti rimasti da coprire con supplenze. È soprattutto sul sostegno, infatti, che la situazione assume proporzioni importanti. I posti in deroga autorizzati per la provincia di Livorno sono complessivamente 895: 40 nella scuola dell’infanzia, 270 nella primaria, 225 nella secondaria di primo grado e 360 nelle scuole superiori. «Questi numeri dicono che il sostegno è ancora una delle grandi emergenze della scuola», spiega Virgili. E particolare è il dato dell’infanzia, dove i posti in deroga sono 40. «Qui le certificazioni sono molte meno rispetto agli altri ordini di scuola – osserva la segretaria della Flc –. Da una parte c’è il calo delle nascite, dall’altra il fatto che le certificazioni arrivano progressivamente nel percorso scolastico. Ma il tema resta quello della continuità: gli studenti con disabilità hanno bisogno di insegnanti che possano accompagnarli nel tempo, non di una girandola di docenti». Le assegnazioni delle supplenze da Gps, le graduatorie provinciali per le supplenze, sono attese tra il 28 e il 31 agosto. Sarà la prima tornata, quella nella quale verrà assegnata gran parte dei posti disponibili. «Da qualche anno si è cercato di dare una sorta di sembianza di posto fisso – dice Virgili – ma non è così. Questi insegnanti hanno un contratto che scade il 30 giugno e, da quel momento, entrano in disoccupazione. Non possiamo chiamarlo posto fisso: è lavoro precario, con uno stipendio che arriva con tempi spesso incerti, mentre le bollette e l'affitto, quelli sì, arrivano puntualmente».

Le difficoltà

La precarietà, inoltre, non riguarda soltanto la durata del contratto: sono diversi i docenti e anche il personale Ata che, denuncia la Flc Cgil, attendono ancora il Tfr 2025 o hanno incontrato problemi nell'accesso alla disoccupazione a causa di difficoltà nella trasmissione dei dati tra ministero dell’Economia e delle Finanze e Inps. «Sono situazioni che pesano sulla vita delle persone – aggiunge Virgili – e che non possono essere considerate semplicemente degli intoppi burocratici».

Il nodo Ata

E anche sul fronte del personale Ata, la Flc Cgil segnala una situazione preoccupante. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato per la provincia di Livorno 14 immissioni in ruolo per gli assistenti amministrativi, tre per gli assistenti tecnici e 37 per i collaboratori scolastici.

Numeri, però, molto inferiori rispetto ai posti disponibili: 46 per gli amministrativi, otto per gli assistenti tecnici e 98 per i collaboratori scolastici. «L’anno scorso il taglio lineare degli organici era stato rinviato, quest’anno invece torna a farsi sentire – spiega la sindacalista –. Il risultato è che si fanno meno immissioni in ruolo e sempre più posti rimangono affidati ai precari». Il problema non è soltanto occupazionale, ma riguarda direttamente il funzionamento quotidiano delle scuole. «Ci sono istituti che rischiano di aprire l'anno scolastico con organici insufficienti, soprattutto nelle segreterie, ma anche per la sicurezza, la sorveglianza e la pulizia – prosegue Virgili – . È emblematico il caso dell’Enriques: a fronte di sette posti disponibili, c’è un solo dipendente a tempo indeterminato, e non è ancora certo che tutti gli aventi diritto accettino. Situazioni analoghe riguardano l’istituto “Buontalenti-Cappellini-Orlando” con cinque posti disponibili, il “Vespucci” e l’Iti “Galilei” con tre posti ciascuno. «Se una segreteria non ha personale sufficiente, la scuola va in difficoltà su tutto – sottolinea Virgili –. E una scuola non può funzionare sulla buona volontà di chi c’è o chiedendo continuamente agli stessi lavoratori di fare di più».

L’impegno dell’Usp

La segretaria della Flc riconosce però il lavoro svolto dall’Ufficio scolastico provinciale. «Questi dati non dipendono dall’Usp di Livorno, che anche quest’anno ha fatto un ottimo lavoro, utilizzando al meglio le risorse disponibili – conclude Virgili – . Il problema è a monte, nelle scelte del ministero. La scuola è il nostro futuro e sarebbe indispensabile investire qui, sui nostri ragazzi, invece di continuare a mettere toppe per garantire un’istruzione adeguata. Non possiamo pensare di tenere in piedi il sistema grazie alla buona volontà dei docenti o approfittando della loro condizione di precarietà. Servono investimenti, stabilità e continuità didattica. Perché la prima campanella può suonare, ma dietro quella campanella deve esserci una scuola in grado di garantire davvero il diritto all'istruzione».

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