L'analisi
Livorno, la guerra dei numeri sui crocieristi. L’Authority: «Ora un nuovo studio»
L’8 per cento di chi è sceso in città nel 2023 accende lo scontro tra il sindaco e Perini
LIVORNO. C’è un numero che, più di altri, sta dividendo la politica: 8 per cento. Una percentuale apparentemente piccola, ma diventata in questi giorni una vera linea di confine tra maggioranza e opposizione. Da una parte Fratelli d’Italia, dall’altra il sindaco Luca Salvetti. In mezzo, circa 700mila crocieristi, una montagna di statistiche e una domanda tutt’altro che banale: quanti di quelli che scendono dalle navi visitano davvero Livorno?
Prima, però, una precisazione fondamentale: quel famoso 8 per cento si riferisce ai dati del 2023. Non è dunque una fotografia aggiornata all’oggi, né un dato prodotto nelle ultime settimane. È il risultato di uno studio di Risposte Turismo riferito proprio ai flussi del 2023. Ed è su questa fotografia di tre anni fa che si è acceso lo scontro politico.
A innescare il dibattito è stato il consigliere comunale di FdI Alessandro Perini, che ha attaccato l’amministrazione e, in particolare, l’operato del Lem, sostenendo che «appena l’8 per cento dei croceristi resta in città». Una frase che, a Palazzo Civico, evidentemente è suonata come una campanella d’allarme. E così il sindaco Luca Salvetti ha convocato una conferenza stampa-lampo per fornire la sua versione. Dati dell’Irpet alla mano, ha snocciolato i numeri: l’82 per cento dei crocieristi scende a terra e, di questi, il 29 per cento rimane a Livorno. E ora, naturalmente, apriti cielo. Perini non ci sta e rilancia: il suo primo argomento è proprio l’origine del famoso 8 per cento. «Sui dati dei croceristi il sindaco smentisce addirittura se stesso – attacca – : il dato secondo cui solamente l’8 per cento dei croceristi visita Livorno è stato diffuso proprio da Salvetti, insieme all’allora presidente dell’Autorità portuale livornese, Luciano Guerrieri, il 4 novembre 2024. All’epoca i dati erano veritieri e oggi sono falsi?. È cosa ormai nota che, su numeri e dati, Salvetti sia meno affidabile del mago che promette i numeri del Lotto».
Perini, poi, sottolinea che il dato non è comparso dal nulla. «I risultati di questo studio sono stati pubblicati anche dal Tirreno e da tutti i giornali del settore portuale e navale, tra questi c’è addirittura Port News, che è la rivista ufficiale dell’Autorità portuale. Possibile che anche l’autorità abbia diffuso dati “inventati”, come afferma Salvetti?».
Ma proprio qui arriva la precisazione dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, guidata dal presidente Davide Gariglio. Il dato dell’8 per cento, spiega l’Authority, è corretto per l’universo e la metodologia dello studio Risposte Turismo sui dati 2023, ma va contestualizzato. «Il dato che quantifica all’8 per cento la quota di crocieristi che si ferma solo a Livorno è metodologicamente corretto ma va contestualizzato», si legge nella presa di posizione di Palazzo Rosciano. Quel numero fotografava «esclusivamente chi sceglieva fin da subito di non usufruire dei tour organizzati verso città d'arte o altre destinazioni ed esperienze turistiche». E qui sta il punto: “restare solo a Livorno” non è necessariamente la stessa cosa di “visitare Livorno”. In altre parole, un crocierista può scendere, passare per via Cogorano, girare in centro, andare al mare, prendere il bus turistico e poi magari proseguire altrove. E il sindaco insiste proprio su questo, riferendosi a uno studio equivalente, basato su un’indagine diretta ai crocieristi sbarcati a Livorno nel 2016 e pubblicato nel 2018: «Da lì si evince chiaramente che un crocierista su tre resta a Livorno».
Ed ecco che il primo cittadino passa all’attacco, accusando il consigliere comunale di FdI di utilizzare numeri parziali per costruire una polemica politica. «Perini si agita, passa le sue giornate a spulciare internet per trovare appigli – commenta Salvetti – . Quello dell’8 per cento è un dato parziale, che fa riferimento a un universo che non considera tutto il resto di quello che resta a Livorno per tutta la giornata. E c’è un altro dato importante: il crocierismo porta a Livorno un fatturato di circa 20 milioni di euro, stimato in proiezione a 30 milioni nel 2026. Ecco, questo è il quadro certo. Il fatto che Perini si agiti per fare le sue elucubrazioni strumentali non significa che sia giusto che la città di Livorno debba subire l’onta di giudizi spregevoli e del discredito da parte di queste persone. I livornesi si sono stancati».
La discussione si sposta poi su un altro numero, il +64 per cento, utilizzato dal sindaco per descrivere la crescita turistica rispetto al 2019. Ed è qui che Perini torna all’attacco: «La percentuale citata non riguarda i croceristi, bensì i turisti». E non solo. «Il dato del 64 per cento non riguarda Livorno città, ma la sua provincia».
E l’Autorità portuale, intanto, annuncia un nuovo studio. «Per superare ogni margine di dubbio e fotografare con esattezza l’attuale realtà dei flussi, l’AdSP ha intenzione di commissionare uno studio aggiornato», spiega. Perché se il dato dell’8 per cento riguarda il 2023, oggi siamo nel 2026 e la domanda è inevitabile: che cosa è cambiato in questi tre anni? L’Autorità stessa ricorda che lo studio di Risposte Turismo prevedeva una crescita della quota di crocieristi intercettati da Livorno, stimando un incremento nell’ordine di cinque punti percentuali tra il 2023 e il 2025. Se l’8 per cento era il punto di partenza del 2023, bisogna sapere dove siamo arrivati nel 2026. Ma il punto, ora, non è vincere la guerra dell’8 per cento. È fare in modo che, qualunque sia il numero di oggi, domani sia più alto.
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