Clima e misure
Star mondiale del make up apre una scuola in città: «Pronta a svelare i segreti del trucco nella mia Livorno»
Dalia Colli, in un delizioso fondo tra il Pontino e La Venezia, tramanderà il suo mestiere: «Livorno è "la scelta", la prima e l’unica. Vorrei che Livorno fosse più connessa al cinema»
LIVORNO. La notizia è di quelle che fanno drizzare le antenne e alzano l’asticella dell’attenzione, non solo cittadina o campanilistica. Dalia Colli, star mondiale del make-up cinematografico apre una scuola di trucco a Livorno per tramandare, a chi lo desidera, il suo mestiere.
La carriera
Cinquant’anni computi il 23 maggio, nata e cresciuta a Livorno, formatasi al Liceo Artistico Cecioni e poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, candidata all’Oscar per "Pinocchio" di Matteo Garrone, vincitrice di tre David di Donatello (per "Reality", "Dogman" e "Pinocchio", tutti diretti da Matteo Garrone), Dalia Colli ha curato il trucco di oltre quaranta film tra cui "Gomorra", "Io capitano" (entrambi di Garrone), "La mafia uccide solo d’estate" (di Pif) , "Smetto quando voglio" (di Sidney Sibilia), "Il nome del figlio" (di Francesca Archibugi), "Una questione privata" (dei fratelli Taviani), "Torneranno i prati" (di Ermanno Olmi) e la serie Netflix "Adorazione". In uscita nella prossima stagione ha diversi gioielli tra cui il nuovo film di Alice Rohrwacher con Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley, Isabella Rossellini e Mick Jagger e l’attesissimo seguito de "La passione di Cristo" di Mel Gibson.
Il suo quartier generale a Livorno
E in un delizioso fondo tra il Pontino e La Venezia, dove ha piazzato il suo quartier generale (e dove prenderà vita la scuola), a cuore aperto, spiega la sua idea e i suoi perché. «Il mio progetto è quello di raccogliere tutte le nozioni che ho imparato in trent’anni di carriera e comunicarle a qualcuno o qualcuna che le sappia raccogliere», spiega Dalia letteralmente senza trucco e senza inganno, «fondamentale è che chi verrà da me sia veramente interessato perché, in mondo dominato dall’intelligenza artificiale che elargisce consigli su tutto, noi abbiamo il dovere di creare una classe umana capace di fare davvero, che sappia agire per esperienza diretta». E trent’anni di cinema ai livelli di Dalia Colli, nella vera "Serie A dei Maestri", sono un’esperienza vissuta, un tesoretto, che nessuna scuola "glamour" italiana può darti. «Sul set ho imparato tantissimo, la vera scuola l’ho fatta lì, e io adesso quei segreti acquisiti sul campo ho voglia di trasmetterli, perché ne ho bisogno io - continua con gli occhi che le brillano - quello che so è una cosa che nessun tutorial di internet e nessuna AI ti potrà dare. Si torna all’arte di bottega, aperta al mondo. Al mestiere tramandato. Voglio prendere dei ragazzi e delle ragazze e dar loro una professione. Penso al mio lavoro come una forma di artigianato».
I corsi
I corsi di Dalia Colli avranno una struttura a livelli, definita, partendo sempre dalle basi. Entrando nel dettaglio della scuola che immagina dice: «Mi piacerebbe che ai miei corsi venissero persone che sono un po’ già nel campo del make-up o dell’arte in generale, persone desiderose di imparare, attratte dalla bellezza, dalla storia dell’arte e dal cinema. Comunque, ho deciso di organizzare corsi dal livello base fino al livello master. Cinque tipi di corso. Uno sui fondamentali, uno di secondo livello (un corso avanzato di make-up in alta definizione), poi il master di livello uno e master di livello due, focalizzati sul cinema. Poi penso ad un corso per gli effetti speciali. Durata di ciascun modulo ottanta ore, fino a centoquarantaquattro per quelli più strutturati. Otto ore di lezione al giorno, due volte alla settimana. Sono corsi a suo modo aperti, in base alle competenze che uno ha già, perché se un’estetista già formata desidera imparare l’uso dell’aerografo per truccare può farlo, perché prevedo lezioni sull’airbrush make-up, che è l’ultima frontiera del trucco, anche nel cinema non lo utilizzano in tanti. Il punto è che in questo mestiere bisogna sempre stare al passo coi tempi».
Il credo di Dalia Colli
Perché il nodo è che questo è un mondo dove molti s’inventano influencer e pensano di poter dar lezioni a tutti attraverso i video dimostrativi. «Io voglio seguire sei/otto persone al massimo per corso - di più è impossibile. Il colore è una scienza. I miei corsi iniziano tutti nello stesso modo, anche il master di ultimo livello: dalla regola del colore e il suo rapporto con la luce. Colori primari, complementari e la loro relazione con la luce e le luci - del cinema, del teatro di posa, del giorno, le luci calde, le luci fredde, le loro reazioni col trucco. Il make-up è come la pittura. Poi ci sono le scelte del regista, del direttore della fotografia: il truccatore sul set è una parte dell’ingranaggio produttivo, non deve truccare a suo gusto, deve truccare ad arte per quelle che sono le scelte del film, per le luci del film, per il risultato finale». L’ultima considerazione (ma non la meno importante, anzi) Dalia la fa sulla scelta del luogo dove far nascere la scuola: «La scelta di Livorno non è un caso. Livorno è "la scelta", la prima e l’unica. Vorrei che Livorno fosse più connessa al cinema. La città ama il cinema. I giovani qui vanno al cinema. Le arene estive sono sempre piene. Quello che vorrei dare io alla città è una scuola professionale con sbocchi lavorativi: nel cinema spesso si entra per apprendistato, come assistenti. Immagino la scuola come una mano protesa verso chi ha voglia di imparare per salire a bordo di un mondo fantastico». Per contatti e informazioni scrivere a info@daliacolli.com o consultare il sito www. daliacolli. com.
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