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Livorno, Zone 30 e attraversamenti rialzati: interventi in serie – Le strade interessate e tutte le tempistiche

di Flavio Lombardi

	Via Borsi, una delle strade al centro del tema viabilità
Via Borsi, una delle strade al centro del tema viabilità

Per il 2026 sono disponibili 200mila euro destinati agli interventi di sicurezza stradale e a settembre partiranno tre lavori: un attraversamento rialzato in via Redi e due in viale Mameli

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LIVORNO. Parte da via Giosuè Borsi, ma il tema riguarda ormai molti quartieri della città. Nei giorni scorsi, fornendo generalità e numeri di telefono allegati, due cittadini, Andrea Paolini e Rosanna Rigoli, hanno inviato in copia al nostro giornale il documento di ciò che il Comune aveva appena ricevuto: una petizione per chiedere interventi contro la velocità eccessiva dei veicoli, che si immettono da viale Marconi e percorrono il tratto fino all’incrocio con via delle Grazie. La richiesta è di introdurre il limite dei 30 chilometri orari e realizzare uno o più attraversamenti pedonali rialzati, facendo leva anche sulla classificazione di via Borsi nel Pums come strada urbana di quartiere. Una mobilitazione che è diventata occasione per fare il punto con l’assessora alla mobilità urbana Giovanna Cepparello sui criteri con cui Palazzo Civico decide dove intervenire.

Richieste e priorità

La prima precisazione è che le due questioni, pur legate, non coincidono. «Io distinguerei tra il discorso Zone 30 e quello degli attraversamenti rialzati», spiega Cepparello. Per questi ultimi le richieste sono numerose. «Solo stamattina (ieri, ndr) ne ho ricevuta una analoga per via Tommasei e ieri (mercoledì, ndr) per via Giacomelli. Di richieste, soprattutto per quanto riguarda gli attraversamenti rialzati, ne riceviamo veramente tante». Non basta tuttavia una segnalazione per far scattare il cantiere. Il Comune deve stabilire una graduatoria, tenendo conto soprattutto di due elementi: presenza di scuole, parchi e luoghi frequentati da bambini, oppure livello di incidentalità della strada. «Come criterio principale utilizziamo la presenza di scuole, di parchi, di luoghi frequentati da bambini, oppure l’alta incidentalità», sottolinea l’assessora. È questo il filtro attraverso il quale sarà esaminata anche la petizione di via Borsi. «La richiesta sarà presa in seria considerazione come tutte le altre, cercando soprattutto di capire il grado di incidentalità della zona». Gli attraversamenti rialzati, del resto, non sono una soluzione da moltiplicare senza limiti. Rallentano i veicoli, ma possono creare problemi ai mezzi di emergenza. «Le ambulanze non è che abbiano un vantaggio dagli attraversamenti rialzati - osserva Cepparello - quindi vanno fatti in maniera molto chirurgica».

Primo step

Su questo capitolo il Comune ha già una programmazione definita. Per il 2026 sono disponibili 200mila euro destinati agli interventi di sicurezza stradale e a settembre partiranno tre lavori: un attraversamento rialzato in via Redi e due in viale Mameli. «Una anticipazione: a settembre ne partono tre. Due in viale Mameli e uno in via Redi», annuncia Cepparello. Le opere saranno realizzate in asfalto stampato rosso, come quelle presenti sul viale Italia e via Montebello, per capirci; una pavimentazione continua sagomata e colorata. In corrispondenza dei nuovi rialzi scatterà il limite dei 30 chilometri orari, da venti metri prima, fino a venti metri dopo l’attraversamento. In alcuni casi il Comune valuterà anche segnaletica luminosa o un’illuminazione dedicata. E il programma non si ferma certo qui.

Sul tavolo

Tra le priorità, indicate anche dalla commissione consiliare e dai consigli di zona, ci sono via Mastacchi, via dei Pensieri e via di Collinaia, dove sono già previsti due attraversamenti per ciascuna strada. Un ulteriore rialzo è previsto anche in viale del Risorgimento, all’interno del progetto della pista ciclabile via Pannocchia-viale del Risorgimento, ormai vicino alla definizione finale. Altri interventi potranno aggiungersi, anche sullo stesso viale Mameli.

Zone 30

Qui il riferimento è il Pums e, più nel dettaglio, il Piano del traffico, che contiene già studi e bozze progettuali per alcune aree considerate prioritarie. L’elenco fornito dall’assessora comprende Scopaia, via Garibaldi, via Soffredini, Scali Manzoni, Borgo San Jacopo, Villa Maria e Villa Fabbricotti. Sono ambiti nei quali il limite ridotto non deve essere considerato soltanto come un cartello, ma come parte di un disegno di moderazione della velocità e di maggiore convivenza fra auto, pedoni e mobilità dolce. Ed è proprio qui che la richiesta dei residenti di via Borsi trova un primo riscontro favorevole. La strada in oggetto, ricade infatti nell’area di Villa Maria, una delle Zone 30 che l’amministrazione considera fra le prime da realizzare. «Secondo me, via Borsi a 30 all’ora ha un grande senso - dice Cepparello - perché è una strada di quartiere, dentro il quartiere». Su questo fronte, dunque, l’ipotesi appare coerente con la pianificazione già impostata e un eventuale prossimo incontro coi cittadini, promette di concludersi in maniera positiva. Più prudente la valutazione sull’attraversamento rialzato: «Quello va valutato bene con l’incidentalità».La petizione, quindi, non porterà automaticamente a un dosso, ma entra in un quadro definito. Il Comune dovrà verificare i dati sugli incidenti e la fattibilità tecnica dell’opera, mentre l’inserimento di via Borsi nella futura Zona 30 di Villa Maria rende più concreta la possibilità di intervenire sulla velocità con strumenti più ampi. È lo stesso metodo che l’amministrazione intende applicare alle richieste che arrivano dai quartieri: da un lato gli interventi puntuali, scelti dove il rischio è maggiore o sono presenti utenti fragili; dall’altro la costruzione progressiva delle Zone 30.

I tempi

Settembre, in questo senso, diventa il primo banco di prova della nuova fase: i cantieri di via Redi e viale Mameli daranno il via a una serie di interventi già individuati, mentre il lavoro sulle Zone 30 dovrà trasformare gli studi del Piano del traffico in progetti operativi. Per via Borsi, intanto, il primo risultato della petizione è aver acceso un riflettore istituzionale sulla criticità segnalata dagli abitanti e aver ottenuto dall’assessora un’apertura netta sul limite dei 30. Il resto passerà dai numeri sui parametri già detti: incidentalità, caratteristiche della strada e priorità tecniche.

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