Il ritratto
Livorno, addio al dottor Massimo Campana: pilastro della chirurgia generale
In viale Alfieri era stato il numero due del reparto, a Piombino primario. Lascia la moglie e due figli. Il funerale l’8 agosto alle 11 nella chiesa della Santissima Trinità di piazza Gavi
LIVORNO. Lutto nel mondo della sanità livornese: è morto a 69 anni il dottor Massimo Campana. Stimato medico, per oltre 30 anni ha prestato servizio negli ospedali dell’allora Asl 6 e, successivamente, della Toscana nord Ovest, arrivando a ricoprire l’incarico di primario della chirurgia generale del Villamarina, a Piombino. Lascia la moglie Paola Matteucci e i figli Alessandro, ufficiale di polizia, e Francesco, medico a Livorno.
Nato a Livorno il 6 gennaio 1957, Campana si era laureato in medicina e chirurgia all’Università di Pisa nel 1983, conseguendo cinque anni più tardi la specializzazione in chirurgia generale. Nel 1996 aveva poi completato il proprio percorso formativo con una seconda specializzazione in chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva chirurgica all’Università di Siena.
L'intera carriera professionale si è svolta nella sanità pubblica del territorio. Entrato in servizio nel novembre del 1988 come assistente di chirurgia generale agli Spedali riuniti di viale Alfieri, dal 1993 era diventato dirigente medico, sviluppando gran parte della propria attività nella seconda unità operativa di chirurgia. Negli anni aveva assunto responsabilità sempre maggiori, ricoprendo dal 2000 il ruolo di vicario del primario e, dal 2005, quello di responsabile della sezione professionale di chirurgia laparoscopica.
Fra i professionisti che hanno contribuito allo sviluppo della chirurgia mininvasiva a Livorno, Campana è stato anche tra gli organizzatori dell'attività endoscopica ambulatoriale, partecipando alla nascita del centro unico di endoscopia dell’ospedale cittadino. Ha inoltre preso parte ai gruppi multidisciplinari dedicati alla patologia oncologica dell'apparato digerente e della mammella, mantenendo nel corso degli anni un costante rapporto di collaborazione con la chirurgia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana.
Nel dicembre del 2011 era stato chiamato a dirigere la chirurgia generale dell’ospedale di Piombino, della quale era poi diventato primario, incarico mantenuto fino al pensionamento, avvenuto alla fine del 2020, durante l’emergenza Covid. Imponente la sua attività operatoria. Nel corso della carriera, dal 1988 al 2020, ha eseguito circa 8.500 interventi chirurgici come primo operatore, sia programmati che d’urgenza, utilizzando tecniche tradizionali e laparoscopiche. Parallelamente ha svolto un’intensa attività di tutoraggio nei confronti dei colleghi più giovani, partecipando inoltre a numerosi congressi come relatore e autore di pubblicazioni scientifiche.
Conclusa l’esperienza nella sanità pubblica, aveva continuato a esercitare la professione in libera attività, collaborando anche con il “Minihospital Sandro Pertini” di Capannori, in Valdera. Aveva uno studio medico anche all’isola d’Elba.
Al di fuori degli ambienti sanitari, invece, era molto conosciuto anche per il suo impegno nel Rotary club e per la grande passione per i viaggi, che coltivava insieme alla famiglia. Il funerale, a cura delle onoranze funebri della Misericordia di via Verdi, sarà celebrato sabato 8 agosto alle 11 nella chiesa della Santissima Trinità di piazza Gavi, in Borgo Cappuccini.
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