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L’intervista

Livorno, un anno alla guida del porto: il presidente Gariglio fa il punto su cantieri e Darsena Europa

di Maurizio Campogiani

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Il presidente dell'Autorità portuale ripercorre i primi dodici mesi del mandato: dalla riorganizzazione interna alle opere strategiche, fino agli obiettivi per il prossimo anno

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LIVORNO. Primi dodici mesi a Palazzo Rosciano per il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Davide Gariglio.

Presidente, spegne la prima candelina all’AdSP di Livorno. Quale bilancio si sente di tracciare?

«L’anno appena trascorso è stato particolarmente complesso dal punto di vista geopolitico, segnato da tensioni internazionali che hanno avuto pesanti ricadute sia a livello globale sia sul nostro sistema portuale. In questo scenario, il mio arrivo è coinciso con una delicata fase di lacerazioni interne che avevano compromesso l'operatività dell'AdSP. Il nostro primo obiettivo è stato quindi ripristinare le condizioni per un lavoro ordinato, superando le contrapposizioni e definendo un nuovo assetto organizzativo. L'ente ha infatti affrontato un lungo periodo di transizione: per un anno è rimasto privo del Segretario Generale – a seguito del suo passaggio alla carica di Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Genova – il Comitato di Gestione era incompleto e il Collegio dei Revisori dei Conti è stato reinsediato solo a fine aprile, appena in tempo per approvare il bilancio.

Oggi, finalmente, la struttura è tornata a pieno regime: con gli organismi operativi e il nuovo Segretario Generale in carica dal primo luglio, ci sono tutte le condizioni per procedere speditamente.

Nonostante le difficoltà istituzionali, i cantieri non si sono fermati. Abbiamo portato avanti i lavori esistenti e avviato interventi strategici, come la resecazione del canale di accesso, fondamentale per la piena operatività dello scalo. Abbiamo inoltre lanciato la progettazione del nuovo ponte mobile sullo scolmatore, finanziato dall'AdSP e vitale per i collegamenti della Darsena Europa e della sponda ovest della Darsena Toscana, e dato il via alla nuova banchina nord di Piombino a servizio dei piani di Metinvest. È stato un anno di transizione profonda, ma anche di grandi e concreti passaggi strategici».

Qual è stata la maggiore difficoltà incontrata in questi mesi?

«Le difficoltà affrontate erano tutte interne. Dovevamo innanzitutto lasciarci alle spalle una situazione di forte tensione, acuita dalle prescrizioni della relazione ispettiva ministeriale pubblicata ad aprile. C'era poi da riorganizzare il dialogo con il Commissario Straordinario della Darsena Europa. Lo abbiamo fatto adottando una convenzione dedicata e avviando un avviso interno per mettere a disposizione del Commissario le migliori risorse del nostro personale.
Anche la nomina del nuovo Segretario Generale è stata un passaggio delicato ma decisivo. Considerandola una scelta chiave per il futuro dell'ente, ho voluto strutturare una procedura pubblica che ha attratto ben 55 domande. La scelta è caduta sul profilo professionale e personale solido e idoneo a guidare la struttura. L'obiettivo resta uno solo: dare all'AdSP una macchina operativa efficiente, capace di dialogare in modo autorevole e positivo con il Ministero dei Trasporti e con tutte le istituzioni interessate alle nostre opere».

Qual è stata, viceversa, la situazione che le ha dato maggiore soddisfazione?

«Vedere così tante persone in AdSP lavorare con orgoglio e competenza è la mia soddisfazione più grande. Quando si parla di Port Authority si evocano sempre i grandi cantieri, ma le infrastrutture da sole non bastano: il porto ha un fine sociale. Serve a creare lavoro e a portare benessere al territorio. Il cuore della nostra attività sono i lavoratori e le loro famiglie, a cui vogliamo dare certezze per il futuro. Questa è la nostra missione: essere al servizio della comunità. Avvertiamo la responsabilità di dare risposte rapide ed efficaci e, nonostante i momenti di tensione, la struttura ha dimostrato di saper lavorare con una dedizione encomiabile.
I risultati, d'altronde, parlano chiaro. Non ci siamo fermati un attimo: abbiamo sbloccato l'iter della Darsena Europa, completato il nuovo waterfront della Darsena Vecchia e avviato il ripristino dell'acquaticità della Fortezza Vecchia. Abbiamo spinto sull'ambiente con i progetti di cold ironing a Livorno, Piombino e Portoferraio, e portato avanti i lavori di allargamento del canale di accesso e di ripristino dell'acquaticità della Torre del Marzocco. Inoltre, stiamo sostenendo Porta a Mare nella nascita del nuovo porto turistico di Livorno, alla realizzazione del quale l'AdSP ha dato un contributo fattivo determinante, e abbiamo approvato il Piano Operativo Triennale, lo strumento strategico che rappresenta la base del confronto che a breve avvieremo con gli operatori per stabilire le priorità infrastrutturali.

C'è una grandissima energia in corso. Penso ai traguardi commerciali e industriali per Piombino, dove siamo riusciti ad attrarre 92 milioni di euro dal MIMIT per la banchina nord dedicata alle acciaierie e altri 5 milioni dalla Regione per la nuova Torre. Insomma, c'è una reale e diffusa voglia di fare».

C’è grande aspettativa per la Darsena Europa. A che punto siamo?

«Il cantiere procede. E' stata conclusa la fase delle attività ante operam e dell'allestimento delle aree di lavoro e siamo in attesa del completamento delle prescrizioni della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Questo iter si sta concludendo proprio in queste settimane, aprendo la strada alla costruzione vera e propria delle infrastrutture. Nonostante questa attesa burocratica, nei mesi scorsi non siamo rimasti fermi: sono già stati completati ben 1,2 chilometri della nuova diga, un'opera fondamentale per delimitare la vasca di colmata destinata a ospitare i materiali dei futuri dragaggi.
Oltre ai lavori sul campo, è proseguito un fitto confronto con le imprese per perfezionare i progetti e gestire l'impatto del rincaro delle materie prime, mentre si avvia a conclusione il consolidamento della prima vasca di colmata, cioé della metà del futuro terminal. Parallelamente, si registrano importanti passi avanti sul fronte delle connessioni viarie: stiamo definendo una convenzione con Regione Toscana e ANAS per far atterrare la superstrada Fi-Pi-Li direttamente all'interno della Darsena Europa (DE). Altrettanto strategica è la progettazione del nuovo ponte mobile sullo Scolmatore. Quest'opera è essenziale per liberare il nostro scalo dai vincoli dei ponti mobili sul Canale dei Navicelli, le cui 850 aperture annuali creano un pesante blocco logistico che rischia di isolare la sponda ovest della Darsena Toscana e la futura Darsena Europa. Nel frattempo, si è insediato il nuovo Commissario Straordinario, con il quale abbiamo già delineato la nuova struttura organizzativa per gestire al meglio queste sfide».

Tra un anno, a suo parere, cosa si potrà prevedere di nuovo?

«Le sfide per il futuro sono numerose e ambiziose. Con la pubblicazione delle linee guida operative per la gestione del cold ironing, inteso come servizio di interesse generale, siamo pronti a preparare la gara per l'erogazione dell'energia elettrica e la gestione degli impianti. Questo ci consentirà di accogliere le prime navi capaci di azzerare le emissioni in banchina, spegnendo i motori e allacciandosi direttamente alla rete elettrica di terra.

Sarà inoltre l'anno del lancio sul mercato per l'affidamento della Darsena Europa (DE). Il nostro obiettivo è individuare un partner privato in grado di completare l'infrastruttura – i cui piazzali e banchine richiedono un massiccio investimento non sostenibile interamente dall'AdSP – e di gestirne il terminal. Parallelamente, daremo il via ai lavori nella parte nord di Piombino, dove assegneremo le aree libere valutando le numerose istanze già presentate dagli operatori attraverso una formale procedura pubblica. L’agenda dei prossimi mesi prevede inoltre la gara per la gestione dei cantieri navali del porto di Livorno e l'affidamento in concessione della Darsena 1.
In questo quadro, il passaggio attraverso gli Stati Generali sarà fondamentale per condividere la scaletta degli investimenti. I nostri scali necessitano di una molteplicità di interventi che, nel complesso, ammontano a centinaia di milioni di euro; per questo vogliamo definire le priorità d'azione insieme a tutto il cluster portuale. Infine, indipendentemente dall'esito e dai tempi della riforma portuale, disporre di un piano di opere chiaro e condiviso ci permetterà di richiedere e ottenere i finanziamenti necessari, sia che vengano gestiti direttamente da questa AdSP, sia che transitino dalla futura governance centralizzata di Porti d'Italia».

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