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L'inaugurazione

Collesalvetti al tempo dei romani: riaprono la Mansio e le sue terme

di Franco Marianelli
Collesalvetti al tempo dei romani: riaprono la Mansio e le sue terme

Il complesso archeologico del primo secolo dopo Cristo era chiuso da anni.  Susini: «Lavori di restyling effettuati: volano di turismo e promozione». Come prenotare le visite

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COLLESALVETTI Ancora pochi giorni e la storica Mansio romana, a fianco dell’Emilia, tra Torretta Vecchia e Castell’ Anselmo, sarà riaperta ai visitatori. Il 6 agosto è una data da segnare sul calendario per Collesalvetti che festeggia la “rinascita” di quel gioiello archeologico chiuso da anni e con aperture speciali a singhiozzo. La comunità si riappropria di quel tesoro secolare chiuso per ragioni di sicurezza, unico nel suo genere in tutta la Toscana per la sua storicità. È un taglio del nastro quanto mai atteso da Jacopo Susini, assessore al Turismo e alla Cultura che tanto ha lavorato in questa direzione.

«In prima battuta pensavamo di aprire la “stazione” nella primavera scorsa ma poi si sono verificati dei problemi urgenti e contingenti per il nostro Comune da risolvere, così abbiamo optato per posticipare l’apertura. Ma ci siamo», entra nel merito Susini. La Mansio romana aveva bisogno di lavori di restyling e messa in sicurezza, per esempio delle pedane. «Nel frattempo avevamo ben tutelato la struttura, recintandola, per far si che non ci fossero visite di vandali o altre cose spiacevoli. Ciclicamente abbiamo sempre inviato anche operatori per il taglio dell’erba».

Ed ecco il grande giorno: un passo indietro. Ci fu un’ apertura “speciale” al pubblico della Mansio il 30 novembre 2025 per il ventennale dell’associazione Gaia. Nel novembre 2021 un ’altra apertura; dal 2018 al 2020 il complesso era regolarmente aperto. Ora comincia il “nuovo” corso per quel gioiello del primo secolo dopo Cristo, un sito di grande interesse archeologico venuto alla luce durante gli scavi effettuati nella frazione decenni fa .

Ai tempi dei romani

Ai tempi fu una “stazione di posta” degli antichi romani. Paradossalmente il merito della scoperta non fu, nel 1989, da attribuire a qualche archeologo di rango ma ai tecnici dell’impresa che in quel periodo operavano in zona per la costruzione di un tratto dell’autostrada Livorno- Civitavecchia e che, inconsapevoli e forse anche seccati per il successivo stop imposto al loro lavoro dalla Sovrintendenza, portarono alla luce questa antica area “di servizio”.

La Mansio, luogo di sosta, terme e ristori, era usata quando le truppe dei soldati si spostavano da Roma verso le Gallie. Un riferimento per i comandanti delle truppe: se ne trova traccia anche nella tavola putingheriana, una mappa stradale per guidare i soldati con le zone adibite alla sosta.

I primi resti portati alla luce furono quelli di un pozzo funzionale all'alimentazione idrica di tutto l'edificio termale ed una fornace. Si identificano 4 luoghi fondamentali: il frigidarium (ambiente riservato ai bagni freddi), il calidarium, praefornium e tepidarium. Questi ultimi sono allocati nella zona scoperta, mentre i resti del frigidarium difficilmente potranno essere riportati in superficie poiché situati al di sotto di edifici moderni. Da sottolineare anche il ritrovamento della fistula la cui funzione era quella della rete idrica, generalmente riutilizzata dai romani per il recupero del metallo di cui è composta. Al tepidarium sono ancora oggi visibili parti del sistema originale di riscaldamento.

Sono oltre 600 i metri quadri della “Mansio Turrita” (il nome originale): risulta essere stata operativa sino alla metà del sesto secolo dopo Cristo. Verosimilmente il toponimo Torretta è quindi da attribuirsi all’antico nome della Mansio. «Cittadini, turisti, scuole e genericamente tutti gli appassionati della materia potranno tornare a visitare l’antica stazione di posta», riprende Susini.

Le terme dei romani

E a proposito di guide turistiche chi meglio di Silvia Ioli, appunto tale, che per conto dell’associazione culturale Gaia già ha accompagnato alla Mansio turisti e appassionati della materia, nel primo periodo di apertura nell’infelice periodo Covid con tutte le restrizioni del tempo. La stessa associazione si occuperà della gestione della struttura e delle sue visite: è risultata la realtà scelta dopo apposita manifestazione di interesse indetta dal Comune. «Gaia si occupa di escursioni in natura, visite guidate storiche, educazione ambientale e birdwatching – spiega la guida – e di conseguenza ci siamo ritrovati perfettamente nel ruolo legato alla visita alla Mansio». Anche Silvia Ioli, che oltre ad essere guida è anche archeologa: «La mia tesi di laurea l’ho fatta proprio sulle terme», confida.

Ioli come Susini entra nel merito delle specificità della stazione di posta, in prima battuta per lodare la modernità e la perfetta tecnica di costruzione delle terme con la presenza di un doppio sistema termale ovvero di due pozzi.

E va nello specifico: «uno dei quali collegata ad una falda acquatica – racconta Ioli - poi estinta, un’opera di alta ingegneria idrica che ci fa comprendere quale fosse il genio degli “ingegneri” romani. Le terme erano di un lusso unico e si capiva come i frequentatori, ovvero i passeggeri che sostavano alla Mansio, non potessero non essere che di alto rango. Basterebbe solo pensare alle diverse temperature disponibili per le immersioni dal frigidarium al calidarium passando per tepidarium. Un lusso unico. Le vasche poi erano per gruppi ma anche per singoli clienti».

Gestione e visite

L’ingresso per i visitatori era e sarà gratuito. È la direzione in cui vuole continuare ad andare l’amministrazione.

«Abbiamo la necessità di incentivare le conoscenze e le bellezze della nostra realtà collinare e di conseguenza potremo fare a meno di istituire un ticket. Fra l’altro fra i nostri visitatori ci sono molte scuole e la diffusione della storia del nostro paese, anche attraverso lo studio delle proprie “rovine”», prosegue Ioli. Inaugurazione a parte c’è già un calendario di prossime visite.

L’orario è da definire ma ecco quando: il 13, 20, 27 agosto. «Ne sono state calendarizzate altre in autunno e saranno tematiche», continua. Per avere info e prenotare le visite guidate gratuite basta chiamare il numero 328 4775518. «È necessario prenotare specificando il numero dei visitatori. A suo tempo pubblicheremo su quale piattaforma chiedere la visita». La chicca l’archeologa-guida la lascia per ultima: «Fra i ritrovamenti nella Mansio, specificamente in una struttura che verosimilmente fu un forno, abbiamo trovato una pietra di marmo particolarissima, a forma di un “panino”, meglio di una “rosetta”. L’abbiamo studiata bene e ci siamo resi conto che ere così. Presumiamo sia stato un ninnolo per l’ abbellimento del forno. Una scoperta simpatica che mostreremo ai visitatori».

L'inaugurazione

Il 6 agosto riapre ufficialmente la Mansio romana di Torretta Vecchia. Taglio del nastro alle 18,30 e dalle 19 alle 21 subito una visita guidata gratuita «su prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti», specificano dall’associazione culturale Gaia che si occuperà della gestione del sito archeologico (in tandem col Comune). Inaugurazione a parte c’è già un calendario di prossime visite. L’orario è da definire ma ecco quando: il 13, 20, 27 agosto. «Ne sono state calendarizzate altre in autunno e saranno tematiche», specifica la guida turistica Silvia Ioli dell’associazione Gaia. E chiude: « Per avere informazioni e prenotare le visite guidate gratuite basta chiamare il numero 328 4775518». l
 

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