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Livorno

La manifestazione

Palio Marinaro di Livorno, il Borgo è il re del centenario. Remi al cielo anche per Igor Protti

di Juna Goti

	La dedica con la maglia di Protti (foto Stick)
La dedica con la maglia di Protti (foto Stick)

Avvincente testa a testa con il Venezia. I quartieri nord tornano sul podio con il Labrone dopo più di mezzo secolo. Squalificato l’Ovosodo

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LIVORNO. La gara è stata tiratissima, il testa a testa a distanza, dalla boa uno alla boa sette, entusiasmante. Alla fine il verdetto del mare ha parlato chiaro: è il Borgo il vincitore del Palio Marinaro più prestigioso della storia delle gare remiere livornesi, il Palio del centenario.

La sfida con il Cavallino del Venezia ha tenuto il pubblico con gli occhi incollati sullo specchio d’acqua della Terrazza quasi fino all’ultima palata. Bella, alla fine, anche la sorpresa Labrone, che con i quartieri nord è tornato sul podio del Palio dopo più di mezzo secolo.

Squalificato, invece, l’Ovosodo, per incongruenza tra la lista presentata e i vogatori effettivamente in barca.

La gara delle gare, oggi 27 giugno, è partita alle 20.15 in punto. Super sintesi: sparo con volata proprio per l’Ovosodo, che sembrava poter dire la sua. Poi, dal primo giro di boa, subito prua avanti per il Venezia, che ha iniziato a spingere. Da lì è partito l’avanti e indietro con il Borgo, che invece è uscito per primo dalla seconda virata. Un testa a testa diventato entusiasmante dopo la terza boa. Fino a quando il Costante Neri non ha staccato tutti.

Ai microfoni della diretta di Fabrizio Pucci e Simona Poggianti per un attimo si è entusiasmato anche il numero uno di casa, il cavaliere Piero Neri: «I numeri uno sono tutti i vogatori del Borgo e degli armi scesi in acqua», reagisce al microfono: «Quindi complimenti a tutti, ancora una volta una manifestazione bellissima. Viva il Palio e arrivederci all’anno prossimo...». E intanto prende e porta in cantina il “cencio” storico. Sorride il presidente dei bianconeri, David Panicucci: «Ci voleva... questa volta ci daranno anche una copia del cencio, che resterà in cantina. Siamo nella storia». Poi onore al merito anche per i secondi classificati: «È stata una bella gara, tiratissima con il Venezia, congratulazioni anche a loro».

Appena tagliato il traguardo, dal Costante Neri si è alzata al cielo la maglia amaranto di Igor Protti. Se l’era portata in barca uno dei vogatori, Enrico Barbini. Una dedica speciale al Capitano che se ne è andato pochi giorni fa. Anche l’equipaggio del Labrone, che ha come direttore generale proprio l’amico e compagno di squadra Cristiano Lucarelli, ha voluto omaggiare Protti dalla barca con una bella immagine.

Il Sorgenti-Corea-La Cigna, che nel Labrone è confluito dopo gli accorpamenti, aveva vinto il Palio nel 1973 ed era salito sul podio l’ultima volta nella burrascosa edizione del 1975.

Così trattiene a stento le lacrime il presidente Dario Senzacqua: «Dopo più di cinquant’anni è un’emozione grandissima, mai vissuta se si toglie la nascita dei miei tre figli. Un coreano puro sangue come me, di via Gobetti, ha portato in alto i quartieri nord insieme a tutta la dirigenza. Un obiettivo importante raggiunto con un percorso lungo otto anni: grazie a chi c’è stato, a chi c’è e a chi ci sarà». Poi l’annuncio a sorpresa: «Sarà la mia ultima gara da presidente, passo il testimone al vice Yari Dibartolomeo».

Il commento del Venezia, dalla boa sette, è affidato a un volto storico, Emiliano Fanelli: «Senza dubbio abbiamo dato il meglio, non abbiamo niente da recriminarci, abbiamo fatto di tutto per vincere, a tratti sembrava possibile e a tratti no, è chiaro che non siamo contenti del secondo posto. Abbiamo perso davanti a un avversario degno».

La classifica finale: Borgo (9' 59'' 27), Venezia (10' 04'' 08), Labrone (10' 19'' 91), Ardenza (10' 29'' 24), San Jacopo (10' 32'' 23), Salviano (10' 36'' 27), Pontino in boa otto (10' 38'' 75), Ovosodo squalificato (10' 20'' 99).

I rossobianchi hanno invece vinto il Minipalio, su un percorso di mille metri. I ragazzi under 18 hanno inaugurato la manifestazione alle 18.30 e, nonostante il sole cocente, hanno regalato un bellissimo spettacolo. L’ordine di arrivo: Venezia, Borgo, Salviano, Pontino, Ovosodo, Ardenza, Labrone, San Jacopo.

«Puntiamo tanto sui giovani, li facciamo crescere», ha commentato a caldo il vicepresidente del Venezia, Nicola Baccigalupo: «Faccio presente che proprio l’allenatore Cristiano Novelli è partito dal nostro vivaio, dal Minipalio, ha vinto a dieci remi ed è diventato allenatore del Venezia».

C’è una storia nella storia che merita di essere raccontata: braccio destro di Novelli è Massimiliano Bendinelli, che questa volta non ha tifato solo per i suoi ragazzi: in acqua sono scese infatti anche la moglie e le due figlie, tutte vogatrici, che si sono sfidate su due gozzette diverse: Sara, con il Borgo, ha battuto la sorella Denise e la mamma Valentina Baldanzi, che invece avevano i colori del Labrone.

Il Palio femminile a quattro (la gara a dieci non è stata disputata) è andato alle atlete del Borgo, in testa sempre, nonostante la tenace rimonta del Labrone. La classifica: Borgo 1, Labrone 2, Ovosodo 1, Labrone 1, Ardenza, Borgo 2, San Jacopo, Ovosodo 2.

Sullo scacchiere, inquadrato dal drone del Lem, è arrivato anche il presidente della Regione, Eugenio Giani, che si è messo alla prova con qualche tiro a canestro nel Villaggio allestito alla Terrazza, prima di raggiungere il Gioco del Ponte a Pisa. Soddisfatto il sindaco Luca Salvetti, che detto tra parentesi è pure borghigiano: «È stato uno spettacolo emozionante, bravi i giovani, brave le donne, che sono più di 50, qualche anno fa era impensabile. E bravi i vogatori a dieci remi. È stata una bella sfida tra Venezia e Borgo. Complimenti anche al Labrone, sul podio dopo tantissimi anni, e a tutti gli equipaggi. Dietro a questa gara c’è la fatica di mesi di allenamento, è un patrimonio della città».

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