Livorno, licenziato dopo aver perso la vista: ora fa vertenza – «Non accettiamo i soldi offerti»
L’operaio Sandro Niotta è stato messo alla porta dopo la malattia. La Fiom Cgil: «Si tratta di giustizia sociale, pronti ad andare in tribunale»
LIVORNO. Nessun accordo. La Fiom Cgil di Livorno si è opposta al licenziamento di Sandro Niotta, operaio 43enne di Cecina diventato cieco e messo alla porta dopo la conclusione del periodo di malattia, e va avanti nella vertenza. «Passeremo anche alle vie legali se necessario - spiega Massimo Braccini, segretario della Fiom - l’azienda ci ha contattato e le abbiamo detto che se pensano di cavarsela con una piccola offerta economica si sbagliano».
La perdita della vista
Ma andiamo con ordine. Niotta fino a poco tempo fa lavorava per la E - Repair, azienda con sede a Livorno specializzata nella riparazione di componenti elettroniche. «Ero nel settore della sala lavaggio - ha raccontato l’ex operaio durante una recente intervista al Tirreno -. Arrivavano i moduli danneggiati e io li aprivo, smontavo tutto, lavavo le schede e le mettevo in un forno a 60 gradi. Poi toglievo le componenti dal forno e le portavo al laboratorio tecnico».
Dopo il Covid però ha perso la vista a causa di un tumore. E una volta terminati i giorni a disposizione del lavoratore per la malattia, è scattato il licenziamento, che gli è stato comunicato prima via WhatsApp e poi tramite raccomandata. Niotta ha quindi deciso di rivolgersi alla Fiom. «Non c’è stata volontà da parte dell’azienda - ha spiegato più volte Braccini - di prevedere un ricollocamento della persona altrove. Né è stato valutato un incentivo all’esodo. Il calcolo del periodo di malattia sarà certamente sottoposto a verifica ma, al di là di questo, non possiamo accettare che il mondo del lavoro espella chi si ammala gravemente. Il lavoratore deve essere tutelato».
Offerta economica e vertenza
Ecco, dunque, che il sindacato ha proceduto a impugnare il licenziamento. «Studieremo inoltre le carte (comprese quelle relative al conteggio dei giorni di malattia, ndr) per valutare di intraprendere le vie legali». Braccini dice che l’azienda avrebbe fatto «una piccola offerta economica» all’ex dipendente. «La legge - sottolinea il sindacalista della Fiom - stabilirà se questo licenziamento sia legittimo o meno, ma c’è una questione che va oltre le carte e i cavilli: un lavoratore che perde la vista a causa di una grave malattia non può diventare invisibile anche per la sua azienda. Riteniamo inaccettabile che una persona con anni di esperienza venga considerata un problema da archiviare anziché una risorsa da tutelare. Per questo andremo avanti con determinazione in tutte le sedi necessarie, perché qui non è in gioco soltanto il destino di Sandro Niotta, ma il principio che chi si ammala gravemente non debba essere espulso dal mondo del lavoro proprio nel momento di maggiore fragilità». Niotta, del resto, ha detto chiaramente che ha deciso di raccontare la sua storia affinché una cosa del genere non capiti ad altre persone. «Non possiamo far finta di niente- ha detto durante l’intervista al Tirreno il 43enne cecinese - Io sono sempre stato fiero di essere un operaio. E dobbiamo far capire la forza che, tutti insieme, abbiamo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=86c3ea1)