“I talenti non hanno genere”: a Livorno un progetto universitario per valorizzare il lavoro femminile nei porti
L’Università di Pisa lancia un progetto speciale dedicato alle donne nel lavoro portuale: ricerca, borse di studio e un convegno finale per promuovere inclusione, conoscenza e innovazione nel settore logistico
LIVORNO. Superare stereotipi e valorizzare competenze in un settore strategico per l’economia nazionale. Nasce a Università di Pisa il Progetto Speciale per la Didattica “Divisione del lavoro e differenziazione dei talenti: le donne e il lavoro portuale”, con l’obiettivo di promuovere una riflessione scientifica e culturale sul ruolo femminile all’interno degli scali marittimi.
L’iniziativa, sviluppata nell’ambito del corso “Teorie dell’Organizzazione e del Lavoro” del Corso di laurea in Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici, è promossa dal professor Luca Michelini in collaborazione con la sociologa Barbara Bonciani, già assessora al porto del Comune di Livorno e ideatrice del progetto “Il porto delle donne”.
Alla base del progetto c’è una consapevolezza chiara: nei porti, nodi logistici complessi e strategici, il fattore umano rappresenta la vera infrastruttura. Se le opere fisiche restano fondamentali, la competitività passa sempre più dalla qualità del lavoro e dall’organizzazione delle risorse umane. In questo contesto, attrarre talenti – senza distinzione di genere – diventa una priorità per il presente e il futuro del settore.
Il progetto nasce anche per dare continuità al percorso avviato proprio a Livorno con “Il porto delle donne”, puntando a valorizzare il contributo femminile nel comparto portuale e marittimo. Un contributo reso oggi ancora più significativo dall’evoluzione tecnologica che ha trasformato profondamente il lavoro portuale, rendendolo accessibile sia agli uomini che alle donne.
Nonostante questi cambiamenti, persistono però stereotipi culturali che continuano a rappresentare il porto come un ambiente esclusivamente maschile. In questo scenario, Livorno si distingue a livello nazionale: lo scalo labronico registra infatti una presenza femminile superiore alla media italiana, con radici che risalgono al 1982 quando, grazie alla visione di Italo Piccini, la Compagnia portuale avviò le prime tre lavoratrici.
Il progetto didattico coinvolgerà direttamente gli studenti del Polo dei Sistemi Logistici di Livorno. Sono cinque le borse di studio assegnate a Matteo Bellini, Giovanni Razzauti, Leonardo Palmerini, Christian Pugliese e Arsen Parsegov, che realizzeranno interviste a operatori del cluster portuale e a lavoratrici per analizzare l’evoluzione della presenza femminile e individuare possibili margini di miglioramento organizzativo, economico e strategico.
Il percorso si concluderà con un convegno finale, durante il quale saranno presentati i risultati della ricerca. L’obiettivo è duplice: da un lato aumentare la conoscenza del lavoro portuale tra le nuove generazioni, dall’altro stimolare una riflessione concreta su come rendere il settore sempre più inclusivo e capace di valorizzare tutti i talenti.
Un’iniziativa che guarda al futuro dei porti italiani, partendo da un presupposto semplice ma ancora attuale: i talenti non hanno genere.
