Previdenza
Livorno, devastata la sede Cgil: «È un attacco mirato, hanno distrutto tutto»
Il racconto della dipendente che si è trovata di fronte ai danni dei vandali: «Hanno addirittura strappato i disegni della figlia della mia collega prendendoli da un cassetto»
LIVORNO. Secondo gli addetti ai lavori è un attacco diretto alla Cgil, un atto vandalico verso il sindacato. Nella notte fra martedì 28 e mercoledì 29 aprile, infatti, è stato assaltato il Caf della sigla di rappresentanza dei lavoratori di via Mastacchi, a Shangai, negli stessi locali dove ha sede lo Spi - la federazione dei pensionati - dei quartieri nord.
Il racconto dell’impiegata
«Ho trovato la spazzatura sulle scrivanie – racconta un’impiegata della struttura – e hanno buttato all’aria tutto. Mi pare uno spregio verso la Cgil, data la cattiveria messa in atto. Queste persone hanno bevuto, fumato, utilizzato perfino il bagno dove hanno aperto pure la cassetta del pronto soccorso».
La condanna di Pd e Rifondazione comunista
A parlare di quanto accaduto è anche il Partito democratico, che mette in relazione quanto successo con gli atti vandalici avvenuti nel recente passato verso la Casa del popolo di Salviano, l’Anpi, l’Arcigay e l’Agedo. «Il gruppo Pd del consiglio comunale di Livorno – scrive il partito – esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per l’irruzione. Si tratta dell’ennesimo episodio che colpisce presidi fondamentali del tessuto sociale cittadino: luoghi di socialità, partecipazione e rappresentanza come associazioni, case del popolo e sedi sindacali. Episodi analoghi hanno già interessato realtà come la Casa del popolo di Salviano, Arci, Arcigay, Agedo e Anpi, tutte espressione di un impegno civile, sociale e culturale riconducibile ai valori della partecipazione democratica, dell’antifascismo e della solidarietà. Una sequenza di atti sempre più frequente e allarmante per la comunità, che sembra colpire in modo mirato realtà impegnate nella promozione dei diritti e della coesione sociale. Quando vengono colpiti questi spazi, non si danneggia soltanto un immobile, ma si mette in discussione un patrimonio collettivo fatto di diritti, relazioni e cultura popolare. Riteniamo necessario rafforzare le azioni di prevenzione e controllo, affinché si possa dare una risposta efficace a una serie di episodi che, ad oggi, non sembrano trovare un adeguato contenimento. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza allo Spi Lega 1 Cgil e a tutte le realtà che operano quotidianamente nei luoghi di aggregazione e rappresentanza del territorio, veri presidi di democrazia e coesione sociale». «Il partito della Rifondazione comunista – è il commento di Rc – esprime piena solidarietà alla Cgil di Livorno per il grave atto vandalico che ha colpito la sede di via Mastacchi. È l’ennesimo segnale di una situazione cittadina che si va deteriorando, dopo i danneggiamenti che nei mesi scorsi hanno colpito altre realtà associative del territorio. È odioso colpire chi, come Cgil, rappresenta lavoratrici e lavoratori e agisce per la difesa e l'avanzamento dei diritti sociali ed economici di tutti. Colpire la Cgil, come è stato colpire le associazioni di via Terreni, significa colpire un presidio democratico e uno strumento fondamentale di tutela sociale. ll livello allarmante di episodi anche ai danni di attività commerciali e privati cittadini segnala inoltre un campanello d’allarme sullo stato di salute sociale della città. Non una mera questione di ordine pubblico, ma il riflesso di una crisi materiale che allarga l'area del grave disagio e delle dipendenze, e che richiederebbe risposte sistemiche. Per questo pensiamo che serva una risposta ferma e unitaria: difesa degli spazi democratici, rilancio di politiche pubbliche che riducano le disuguaglianze e restituiscano prospettive reali. Rifondazione Comunista è al fianco della Cgil e di tutte le realtà colpite, per difendere insieme diritti, partecipazione e convivenza civile».
L’intervento della polizia
Sul posto nella mattinata di mercoledì 29 aprile è intervenuta la polizia con le volanti. «Hanno addirittura strappato i disegni della figlia della mia collega prendendoli da un cassetto – prosegue la dipendente – e tolto i fogli dalla fotocopiatrice. Manca anche il tablet che utilizziamo per le firme digitali, ma l’inventario preciso dobbiamo ancora concluderlo».
