Il Tirreno

Livorno

La città che piace

Livorno vista dai fossi: il servizio di Italia 1 tra storia e cacciucco

di Francesca Suggi

	Alcune immagini delle riprese (foto Alice Coppa)
Alcune immagini delle riprese (foto Alice Coppa)

I protagonisti delle riprese: «Promozione della città»

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LIVORNO Le telecamere di Italia 1 tornano ad accendersi sulla città. Sulle sue tradizioni, tipicità, porto, palazzi d’epoca e sapori.

L’identità labronica piace alla produzione di Studio Aperto Mag, la rubrica di approfondimento del telegiornale di Mediaset, in onda quotidianamente intorno alle 19, solitamente in coda all'edizione principale. «È la seconda volta che la produzione ci chiama e noi siamo ben felici di metterci a disposizione per promuovere la nostra città», afferma Luca Fiordi, 57 anni, veneziano doc, oste del marketing 4.0 e ristoratore che da qualche settimana ha dato vita insieme all’artista Mario Botteghi all’associazione Livorno City nata per dare una spinta alla Livorno turistica e culturale. È tra i protagonisti delle riprese dei giorni scorsi. In gennaio Italia 1 venne a Livorno per una puntata su ponce e ricotta briàa. Questa volta sotto i riflettori c’è la Livorno vista dai fossi. Ci si imbarca dagli scali delle Pietre, ingresso Fortezza Nuova. Poi il battello passa dal Mercato Centrale, da sotto il Voltone di piazza della Repubblica, la Fortezza, la Darsena Nuova, il porto Mediceo. C’è il supporto di Livorno Sailing e delle Guide Storiche con la guida turistica Ursula Ida Pareti.


«Ho vissuto queste riprese con grande orgoglio - dice l’esperta guida turistica - Ho scelto le soste, ho raccontato la storia e tanti aneddoti sul Mercato delle Vettovaglie, sull’ottocentesca fabbrica del ghiaccio a Montenero, sui cannoni impietrati usati come bitte in Darsena Nuova, il faro, la storia del suo guardiano e poi ho parlato del cacciucco».

Il servizio andrà in onda in questi giorni. Ancora i diretti interessati non sanno la data. Immancabile, a bordo, il cantastorie delle tradizioni labroniche Enrico Faggioni. Con la sua chitarra canta l’identità livornese. Ogni luogo una canzone dedicata. Al Mercato delle Vettovaglie, ai 4 Mori, al faro e poi stornelli sul mare. «Una bella soddisfazione - commenta - non è la prima volta che accade: cerco di tenere alta la tradizione popolare livornese, oggi un po’ annacquata. Livorno piace e quando si chiede un contributo io ci sono».

Durante il giro Fiordi racconta dell’evento che organizzerà Livorno City a giugno. Tutto si chiude di nuovo alla banchina, all’ingresso della Fortezza Nuova con sua maestà il cacciucco. «Arrivati a banchina, mio fratello titolare del ristorante Il Forte ha portato un cacciucco completo e la troupe ha chiuso le riprese col piatto labronico- chiude Fiordi - Abbiamo raccontato i tesori di Livorno, per dare una mano alla città a incrementare il turismo, parallelamente ad altre realtà che già lo fanno».l

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