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Livorno: la casa e i segreti del mago Wetryk tra stucchi, storia e aneddoti

di Francesca Suggi
Livorno: la casa e i segreti del mago Wetryk tra stucchi, storia e aneddoti

Ardenza: il grande illusionista dei primi del ’900 e l’appartamento in vendita. La nipote: «Due ville progettate per essere un unico edificio, ma nonno morì prima»

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LIVORNO Una casa, come un numero di magia. Si vende a 530mila euro un appartamento, al pian terreno, di quella che doveva diventare una reggia monumentale per la famiglia allargata. Fatta a “C”. Tra eclettismo, simboli esoterici e stile liberty. In principio questo era il progetto del più grande illusionista dei primi del ’900 per le due ville con torrette lungo il viale Italia, fronte Accademia. Purtroppo morì prima di realizzarlo in toto.

Oggi sono 2 palazzine gemelle, indipendenti, unite dal giardino e dalla fontana: portano la firma del mago Wetryk, al secolo Antonio Pastacaldi. In calce, sotto la finestra del “castello” sulla sinistra, spalle al mare, c’è impresso il suo nome d’arte. E lui, che abitava nell’altra dimora storica a destra, amava con orgoglio affacciarsi e leggere il suo nome. Lui che da Livorno portò l’arte magica, appresa dal maestro Cesare Watry, in mezzo mondo.

«Nonno abitava con nonna Mery che era la sua assistente e mia mamma nella villa dove non c’è la scritta col suo nome: la fece fare in quella davanti per guardarsela dalla finestra, ne andava fiero», racconta la nipote Federica Odello. Vive a Monza, fa l’avvocato: sua mamma Liliana scomparsa all’età di 91 anni era l’unica figlia di Pastacaldi.


In vendita c’è il suo grande appartamento di 190 metri quadri al piano terra: si è affidata all’agenzia specializzata in proprietà di pregio Engel & Volkers. In italiano e inglese la consulente immobiliare Barbara Giannelli e Simone Borgioli, per l’agenzia licence partner Pisa, Colline Pisane e Livorno, lo propongono anche sul mercato estero. Quella villa col tempo è stata divisa in appartamenti. L’altra è del fratello Giorgio Odello che vi abita con la famiglia.


All’interno: le stanze sono impreziosite da stucchi che raccontano storie diverse. I pavimenti d’epoca lasciano immaginare i tempi in cui Pastacaldi passava ore e ore davanti allo specchio ad esercitarsi. Per non parlare dei sotterranei (si dice che arrivino fino all’Accademia): al giornalista e mago Luciano Donzella si deve la sua riscoperta. La sua storia vera. Grazie alla raccolta dei ricordi, delle carte, e degli aneddoti dalla figlia Liliana. Nella biografia certosina raccolta da Donzella si leggono alcune delle sue illusioni più celebri: il cannone, la donna serpente, la pagoda di Kepy Now (in costume turco), la donna che si solleva e sparisce, la decapitazione umana, una delle illusioni più terrificanti. Pastacaldi muore a 46 anni; dopo pochi mesi anche la moglie Mery (fuori dal cancello si legge “Villa Mery”). Nel 1906 l’incontro che gli cambia la vita: a Livorno si esibisce al teatro Avvalorati un famoso prestigiatore, Watry. Pastacaldi ne resta folgorato. Ne diventa l’assistente. Al momento del suo ritiro dalle scene, ne prende il posto, col nome d'arte di Toni Wetryk. Riempiva i teatri, più di Eleonora Duse. Così dicono le cronache dell’epoca. Nel 1915 lavora alla Corte di Spagna: il re Alfonso XIII lo proclama Gran Mago di Corte. Porta il suo spettacolo “Il sogno delle illusioni” davanti ai Reali d'Italia. Con la nascita della figlia decide di fermarsi per dedicarsi alla famiglia. Nel 1935 la proposta di una nuova tournée in Nord Europa. L’ ultima illusione di Wetryk non arriverà mai. Un male se lo porta via 22 aprile del 1936.

LA NIPOTE E I RACCONTI ESCLUSIVI DEL NONNO

Livorno Federica Odello e nonno Antonio Pastacaldi. Da buona nipote del più grande illusionista del primo Novecento comincia a raccontare le storie raccolta in casa, da mamma Liliana, con un colpo di scena. Suo nonno, di fatto, ha inventato la figura del mago moderno, non un uomo con dei poteri, ma un intrattenitore che esegui trucchi magici. «Nonno è nato con una magia: quando è venuto alla luce era dato per morto, sua mamma infatti morì di parto e anche lui non respirava: furono messi insieme in una bara, quando nonno cominciò a respirare».
È un aneddoto che ha sempre sentito a casa: lei con la famiglia abita a Monza, fa l’avvocato. Tante estati ha trascorso a Livorno, nella sua casa ora in vendita al pian terreno di una delle palazzine gemelle. Quella che doveva diventare una unica “reggia” per la famiglia allargata del mago Wetryk. «Non ho mai conosciuto nonno e neppure nonna, morirono a distanza di 6 mesi e mamma che aveva 9 anni: fu crescita dagli zii, la famiglia Odello». Nessuno in famiglia ha la vena magica di nonno, ma tutti conservano con grande cura la sua memoria. E ci tengono a farla conoscere. «Nonno è stato un personaggio che ci ha lasciato tanto - e snocciola un altro aneddoto - Una volta, a Monza, mi chiamarono al telefono: una voce maschile mi disse “sono mago Silvan”, io subito pensai a uno scherzo e volevo buttare giù, poi capii che era vero. Mi cercava perché stava scrivendo un libro su nonno». E infatti mago Silvan poi incontra la famiglia. A casa Wetryk, a Livorno.
«All’inizio nonno e nonna abitavano nella palazzina dove è il mio appartamento, mamma mi raccontava che la posa della prima pietra fu una sorta di cerimonia». In questa palazzina, infatti, sotto la torretta c’è l’immagine della Madonna di Montenero. «Nonno fece imprimere la sua firma nella palazzina gemella di fronte perché amava vederla quando si affacciava dalla finestra». Tante le foto d’epoca del nonno nella sua casa di Monza. «Dal cahier de voyages di nonno che ho ritrovato, ho scoperto anche recentemente tanti aspetti di lui, ma devo dire che tutta la riscoperta della sua grande storia si deve al giornalista Luciano Donzella».
Nei racconti di mamma Liliana anche gli esercizi casalinghi di Antonio Pastacaldi.
«Passava ore e ore davanti allo specchio: i suoi grandi numeri erano frutto di un grandissimo esercizio e impegno». E sgorga un altro curioso aneddoto: «In casa trovai due costumi, uno era da sultano: erano gli abiti di scena del nonno, quel che era rimasto, io li usavo come vestiti di carnevale». E ricorda anche il suo bisnonno: «Era, ai tempi, un importante impresario teatrale, quindi nonno ha conosciuto tanti ambienti di quel mondo sin da piccolo».
I legami di Federica Odello e Livorno restano comunque saldi. «Mio fratello e le mie nipoti abitano nella palazzina gemella che per fortuna è rimasta tutta in famiglia». 

ANEDDOTI, LIBRI E FILM

Intorno alla storia del mago Wetryk sono stati scritti libri. Un poliziesco noir dell’autore labronico Diego Collaveri “Il commissario Botteghi e il Mago. L'ultima illusione di Wetryk”. E poi il collega, lo scrittore Michele Cecchini che parla di Antonio Pastacaldi e della sua casa (nella foto in un’immagine degli anni Venti) in “Il cielo per ultimo”. ancora: un regista romano, Tony Saccucci vincitore al festival di Venezia con un suo film nella sezione documentari, sta lavorando a un film, a lui dedicato. Tra gli aneddoti vari dalla biografia di Antonio Pastacaldi custodita e aggiornata dal giornalista del Tirreno in pensione Luciano Donzella, emergono fatti di colore e aneddoti. Tra questi si ricorda la cartolina con una maschera da scheletro alla moglie Amneris: “Guarda Mery come mi sono ridotto senza di te”. E ce n’è uno sul calcio. O meglio sul Livorno calcio. È una sorta di leggenda livornese: quando il mago si affacciava al balcone della villa, il Livorno vinceva. Ma lui, tifoso della Juventus, quando si giocò Livorno-Juventus non si affacciò. E ancora i vecchi livornesi fino agli anni ’70 quando qualcuno voleva fare “il grande” erano soliti dire “e devi esse' vetrìcche”. 

L' EREDITA' DELLA CORTE DEI MIRACOLI

La scuola livornese fin dal Settecento è stata protagonista dell'arte magica, e il top lo ha raggiunto a inizio Novecento con Wetryk. Con la scomparsa di Antonio Pastacaldi a proseguire la tradizione rimarrà fino al 1945 solo un suo allievo, Fulmen, al secolo Ottorino Pacinotti, poi più niente fino ai primissimi anni '80, quando il giornalista Luciano Donzella e un giovanissimo Alberto Giorgi riprendono insieme il percorso della magia labronica. 
Saranno loro nel 1993, insieme ad altri tre appassionati livornesi (Alberto Tanfi, Marco Orsetti e Riccardo Taccia, gli ultimi due prematuramente scomparsi) a fondare la Corte dei Miracoli. Per la Corte da subito Wetryk diventa un punto di riferimento. In suo nome negli anni vengono organizzati tre importanti galà magici, al teatro di Villa Mimbelli e al Goldoni. A lui la Corte dedica un premio che verrà assegnato ai più grandi prestigiatori italiani in occasione delle varie edizioni del Convegno nazionale di storia della magia, che si svolge alla House of magic della Corte ed è giunto alla sesta edizione. Il Premio Wetryk fino ad oggi è stato consegnato (dalle mani del prof Giorgio Odello, nipote di Antonio Pastacaldi) a Silvan, Tony Binarelli e Arturo Brachetti.
Oggi la Corte dei miracoli, tra riconoscimenti mondiali e successo in ogni dove, nella sede di via Cestoni da cui sono passati i più grandi prestigiatori del mondo, continua la tradizione della grande magia livornese, e nel triennio 2024/2026, con la vittoria di tre titoli europei e tre titoli mondiali, si è affermata come il club magico più premiato del pianeta, con Alberto Giorgi e Laura, Francesco Fontanelli e tanti altri prestigiatori di livello mondiale che rinverdiscono le glorie del grande Wetryk. 

 


 

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