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Cgil e tavolo prefettizio sull'automotive, a Livorno l’assenza che fa rumore: «Non vogliamo boicottare Dionisi»

di Stefano Taglione
A sinistra il prefetto Giancarlo Dionisi, a destra il segretario generale della Filt-Cgil di Livorno, Giuseppe Gucciardo
A sinistra il prefetto Giancarlo Dionisi, a destra il segretario generale della Filt-Cgil di Livorno, Giuseppe Gucciardo

Il segretario della Filt, il principale sindacato del settore, Giuseppe Gucciardo la spiega così: «Per una serie di coincidenze non potevamo essere presenti»

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LIVORNO. Un’assenza che ha fatto rumore. È stata quella della Filt-Cgil, il sindacato con più iscritti del settore, al primo incontro convocato il 9 aprile dal prefetto Giancarlo Dionisi per affrontare i problemi occupazionali dell’automotive e della logistica labronica. Un’assenza che, inevitabilmente, rischia di provocare tensioni in un momento in cui i dossier aperti sono più d’uno e il tema scotta. Con una delle altre sigle, l’Usb, che in comunicato ufficiale ha scritto nero su bianco che «la Cgil ha scelto di disertare l’incontro».

Ed è vero, perché insieme ai rappresentanti degli altri sindacati – oltre all’Unione sindacale di base c’erano la Cisl e la Uil – agli assessori al lavoro di Livorno e Collesalvetti Federico Mirabelli e Daniele Rossi e ai rappresentanti dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, la Confederazione generale italiana del lavoro nel Palazzo del Governo non c’era.

Una diversità di strategie, secondo alcuni addetti ai lavori, dietro quest’assenza. Anche se la Filt minimizza, respingendo l’ipotesi di tensioni con Dionisi ed evidenziando come si sia trattatadi una mera coincidenza. «Non c’è stata una volontà di sabotaggio del tavolo – le parole del segretario livornese della Federazione italiana lavoratori trasporti, Giuseppe Gucciardo – semplicemente una serie di circostanze ci hanno impedito di partecipare».

Dovrà ora essere convocata la cabina di regia per andare avanti con il tavolo tecnico, visto che l’organismo ha come obiettivo affrontare – anche con la Regione Toscana – tutte le emergenze lavorative in corso a Livorno fra logistica e automotive. «Noi siamo soddisfatti della firma del manifesto del buon lavoro proposta dal Comune di Livorno e auspichiamo che parallelamente alle buone intenzioni del manifesto vi sia una vera applicazione delle norme contrattuali nei luoghi di lavoro e che si inizi subito ad affrontare la crisi de “Il Faldo”», sono invece le parole del segretario della Fit-Cisl provinciale, Uliano Bardini.

«Ringraziamo il prefetto per aver dato avvio a questo percorso di confronto su uno dei settori più importanti del tessuto economico del nostro territorio. Lo spirito condiviso – aveva spiegato il leader di Usb Livorno, Giovanni Ceraolo – è stato quello di andare ad analizzare quelle che sono le criticità generali che hanno generato e generano sempre più spesso, occasioni di conflittualità sindacale. Quindi evitare di affrontare solo la singola vertenza ma tentare di aprire un confronto sulle motivazioni alla base delle problematiche. L’Unione sindacale di base ha presentato una propria relazione dettagliata con alcune proposte sindacali rivolte alle istituzioni cittadine. Il Prefetto ha comunicato di voler ri convocare nuovamente il tavolo allargando la discussione anche alla Regione Toscana e alle associazioni di categoria. Crediamo sia un passo avanti importante verso il superamento del vero e proprio “Far west” della logistica che da anni denunciamo e combattiamo in tutti i piazzali del porto e dell’interporto».

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