Referendum, Salvetti sul "No" che dilaga a Livorno: «Orgoglioso della mia città»
La gioia del primo cittadino per il record uscito dalle urne: ben il 67% dei votanti ha espresso netta contrarietà alla riforma della giustizia di Giorgia Meloni
LIVORNO. 67 livornesi su cento hanno votato No. È la percentuale più alta tra tutti i Comuni della provincia. Ma anche il record tra i Comuni capoluogo in Toscana (Firenze ha il 66,5%, Pisa il 64%, tutti gli altri sono sotto il 60%).
Sindaco Salvetti, il voto conferma che Livorno rimane un baluardo della sinistra e del centrosinistra, ma anche della difesa della Costituzione e del lavoro dei padri costituenti, visto che questo è stato uno dei temi che ha caratterizzato la campagna referendaria.
«Questo dato mi inorgoglisce parecchio. Il riscontro del voto a livello cittadino dà l’immensa soddisfazione di trovare una città che conferma la propria vocazione progressista. Questo lo dico con convinzione anche se stiamo parlando di un quesito referendario. Osservare che Livorno ha regalato uno delle più alte percentuali per il No rappresenta la conferma che in questa città valori e idee di sinistra resistono e danno forza al percorso amministrativo che abbiamo fatto in questi ultimi anni».
Quanto hanno inciso nella scelta i temi tecnici del quesito e quanto quelli ideologici?
«In questi mesi ho ascoltato una decina di motivazioni convincenti per votare No e anche tre o quattro convincenti per votare Sì, ma al di là dei contenuti tecnicistici che riguardavano il mondo della giustizia con pochi elementi di immediata ripercussione sul quotidiano dei cittadini, qui eravamo di fronte anche ad una chiara scelta politica».
Lei si è speso molto nel sostenere le ragioni del No, evidenziando il rischio per la tenuta democratica in caso di vittoria del Sì.
«Il No arriva anche a chi voleva modificare la più bella Costituzione al mondo, a chi voleva attraverso il sorteggio affermare il principio dell’uno vale l’altro, mettendo in secondo piano qualità e talento e a chi aveva ed ha un disegno politico preoccupante di assoggettamento diretto o indiretto del mondo dell’informazione, del controllo per vie non elettive di territori che esprimono maggioranze di centro sinistra e del mondo dei magistrati che esercitano il potere giudiziario».
L’altro dato che emerge, a livello nazionale e ancor più a livello cittadino, è il ritorno dell’affluenza: a Livorno hanno votato 80.819 elettori su 121.476, il 66,61%. È la conferma del significato politico che i cittadini hanno visto in questo voto.
«Il ritorno alle urne di tante persone che negli ultimi anni erano rimaste lontane dall’espressione della propria opinione politica o amministrativa è un dato assolutamente positivo. Questo è sicuramente un successo per tutta la comunità».
A livello politico quali ricadute immagina o auspica?
«L’esito del voto nazionale con la netta affermazione del No apre scenari assolutamente interessanti relativi agli effetti di tenuta della compagine di destra di fronte al primo vero e proprio colpo alla leader Meloni che sembrava inattaccabile». l
