Livorno, si finge perito e deruba un’anziana di oro e soldi: arrestato a Caserta
Il ventunenne è stato rintracciato in Campania grazie a un’indagine della Squadra mobile della polizia di Stato
LIVORNO. Si era finto un perito incaricato da un magistrato, riuscendo a raggirare un’anziana e a farsi consegnare gioielli e soldi. Ma la fuga è durata poche ore: un giovane di 21 anni, residente nel Casertano, è stato arrestato dalla polizia di Stato in esecuzione di una misura cautelare in carcere emessa dal tribunale labronico.
I fatti risalgono al 6 febbraio scorso, quando la vittima, una donna ultrasettantenne, era stata contattata telefonicamente da un uomo presentatosi come maresciallo dei carabinieri. Con una storia costruita ad arte – la necessità di verificare che alcuni gioielli non fossero provento di una rapina – il truffatore aveva convinto l’anziana a collaborare.
Poco dopo, alla porta di casa si era presentato il complice, il ventunenne arrestato, spacciandosi per perito. Il giovane si era fatto consegnare i monili e, approfittando di un momento di distrazione – con la scusa di un bicchiere d’acqua – si era impossessato anche 950 euro, per poi dileguarsi.
Solo in un secondo momento la donna, insospettita, ha contattato il 112 chiedendo chiarimenti sulle procedure per riavere i propri beni. Da lì è scattato l’allarme: la Squadra mobile di Livorno, grazie alle telecamere di videosorveglianza, ha ricostruito gli spostamenti del sospetto, individuandolo mentre si dirigeva verso la stazione ferroviaria. Determinante il coordinamento con la polfer toscana: il giovane era stato rintracciato su un treno diretto a Napoli, fermato a Empoli e trovato ancora in possesso sia del denaro che dei gioielli, poi recuperati e restituiti alla legittima proprietaria.
In un primo momento denunciato, è stato poi raggiunto dalla misura cautelare, eseguita nei giorni scorsi nella provincia di Caserta con l’ausilio della Squadra mobile della provincia campana. Il giovane è stato quindi trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le indagini, condotte dalla Squadra mobile labronica, diretta dal vicequestore Riccardo Signorelli, si sono avvalse anche dell’analisi dei tabulati telefonici, che hanno confermato la presenza dell’indagato in città e ricostruito i suoi movimenti.
L’episodio si inserisce nel fenomeno delle truffe agli anziani, su cui la polizia di Stato continua a mantenere alta l’attenzione, anche attraverso incontri informativi rivolti alla cittadinanza per prevenire questo tipo di reati.
