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Livorno, ora si litiga sulla progettazione del ponte chiave sullo Scolmatore

di Juna Goti
Livorno, ora si litiga sulla progettazione del ponte chiave sullo Scolmatore<br type="_moz" />

Il prefetto incarica con una lettera l’Autorità portuale: «Poi i soldi dal ministero». Ma Giani rivendica la regia dell’opera e scrive a Salvini: «Già pronti 40 milioni»

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LIVORNO. Banalizzando un po’ si potrebbe dire che di solito ci si mette a litigare quando c’è da tirare fuori i soldi. Qui accade il contrario: si litiga perché ci si vogliono prendere in carico la progettazione e la spesa (40 milioni). La questione in realtà è tutt’altro che banale perché riguarda le competenze delle amministrazioni e la realizzazione di un’opera chiave come il ponte da realizzare alla foce dello scolmatore, che permetterà agli yacht dei cantieri pisani di uscire dai Navicelli e di raggiungere il mare senza passare dalla Darsena Toscana. Tema attualissimo e urgente, come ha dimostrato il ponte della FiPiLi che pochi giorni fa è andato ko mentre si apriva per far passare una barca (con disagi per terminalisti livornesi e cantieri pisana).

Cosa c’è di nuovo ora? C’è la lettera che il prefetto ha inviato al presidente dell’Autorità portuale, al commissario ancora in carica della Darsena Europa e per conoscenza a Regione, ministero dei trasporti e sindaci di Livorno e Pisa, con cui «si incarica l’Autorità di sistema portuale di porre in essere, con la massima celerità possibile, tutte le attività necessarie e propedeutiche all’elaborazione del progetto di realizzazione del nuovo ponte sullo scolmatore, avvalendosi delle competenze tecniche e amministrative proprie dell’ente e in raccordo con la struttura commissariale della Darsena Europa». «La rapida definizione del progetto», si legge, sarà il presupposto per chiedere al ministero lo «stanziamento necessario alla realizzazione dell’opera, da appostare nella prossima legge di bilancio».

Apriti cielo. Dall’altra parte la Regione aveva già fatto presente di voler mantenere la regia dell’opera. Così, seppur mantenendo toni istituzionali, Eugenio Giani ha già predisposto una “contro-lettera” che nelle prossime ore sarà inviata al ministro Matteo Salvini e a tutti i soggetti interessati.

«Per me l’importante – premette Giani contattato dal Tirreno – è fare l’opera. Lo sostengo da mesi, ma il recente incidente ce lo ha dimostrato. La nautica toscana è cresciuta tantissimo, è leader a livello mondiale, Pisa è il luogo dove si è sviluppata di più accanto a Viareggio, Livorno e Massa Carrara: non si può pensare di continuare a far passare dalla Darsena Toscana gli yacht o le barche che vengono realizzati a Pisa, dovranno entrare quanto prima in mare attraverso lo scolmatore. Mi sono convinto che questa opera sia addirittura più urgente della Darsena Europa, nel senso che va fatta prima che sia completata la nuova Darsena, che porterà più circolazione di navi, mezzi, lavoro». È insomma «essenziale», «per questo la Regione ha fatto il primo studio di fattibilità ed era pronta ad andare avanti con la progettazione avanzata, con cui fare poi l’appalto integrato, il progetto esecutivo e procedere alla realizzazione. Ho pianificato questo e continuo a dare la disponibilità della Regione».

Sul punto Giani aveva già tracciato una linea che ribadisce. La sintesi è questa: la Regione è pronta a spostare sul capitolo del nuovo ponte 40 dei 200 milioni che ha stanziato per la Darsena Europa e che sono lì in attesa, chiedendo però che sia il governo ad assicurare alla maxi Darsena quei 40 milioni che verrebbero a mancare («da quando c’è questo governo, l’unica che ci ha messo i soldi è la Regione»).

Ma ecco la lettera del prefetto. «L’ho ricevuta. È il rappresentante del governo e prendo atto che vuole assumere ad autorità che rispondono al governo lo sviluppo del progetto del ponte. Secondo me è sbagliato, perché vi è la disponibilità della Regione a completare la progettazione, d’intesa con l’Autorità portuale, e a procedere alla realizzazione dell’opera. Noi possiamo spostare da quei 200milioni, i 35-40 che servono per il ponte».

«Ritengo che sia giusto che l’opera sullo scolmatore venga realizzata con risorse regionali – evidenzia – perché interviene su un demanio pubblico locale. Le due strade che vengono congiunte dal ponte, una nel territorio di Pisa e una di Livorno, sono provinciali. Il profilo dell’opera, quindi, si adatterebbe meglio a una realizzazione da parte della Regione e noi, lo sottolineo, saremmo disponibili a partire domani. Il prefetto invece prospetta una strada che non ha alcuna certezza di finanziamento nazionale: la rappresentante del ministero, nell’ultima riunione che abbiamo fatto, ha detto chiaramente che non sono previste risorse per il porto di Livorno in questa annualità di bilancio, lo saranno nella prossima». «Quindi – dice con tono istituzionale, ma altrettanto diretto – non capisco la logica di questa azione del prefetto, è quasi un invertire le parti: per bocca sua lo Stato vuol fare un ponte sul demanio pubblico locale e preferisce che la Regione metta tutte le risorse su un’opera statale (perché il molo della Darsena Europa è demanio statale). Francamente non ne capisco la ratio e lo scriverò nella lettera di risposta che invierò al ministro e ai vari soggetti istituzionali».

E conclude: «Quando abbiamo fatto l’ultima riunione in prefettura erano presenti, oltre al prefetto e al sottoscritto, il sindaco di Livorno e quello di Pisa. Dopo questa lettera si dovrà fare un’altra riunione per chiarirci: sarebbe auspicabile che partecipasse anche il prefetto di Pisa, perché la questione riguarda entrambi i territori ed è giusto rappresentarli nel modo più completo».

Giancarlo Dionisi non aggiunge niente oggi, perché a una settimana dal referendum (da qualsiasi consultazione pubblica) i prefetti sono chiamati a evitare interventi pubblici. Aveva però già fatto presente dopo l’ultima cabina di regia sul tema, a fine febbraio, che quel ponte è un’opera «di interesse nazionale», considerando Darsena Europa, cantieristica pisana, anche la presenza nelle aree cerniera del Camp Darby. «Non è un intervento isolato – aveva dichiarato – ma un tassello fondamentale della visione infrastrutturale collegata alla Darsena Europa e al rafforzamento del ruolo del porto di Livorno nello scenario Mediterraneo ed Europeo». Ringraziando il ministro Salvini e il viceministro Edoardo Rixi «per aver già ribadito la disponibilità ad appostare le risorse necessarie una volta definito il quadro economico dell’intervento». Insomma, ci vuole pensare il governo, con la progettazione affidata all’Authority (che ci ha già messo 1,2 milioni). Ma il filo rischia di annodarsi. 

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