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Ippodromo Caprilli: c’è l’ok del ministero. Dal 5 giugno cavalli al tondino 

di Flavio Lombardi
Una corsa al Caprilli
Una corsa al Caprilli

Il Comune di Livorno riconosciuto come società di corse con la società pisana Alfea partner tecnico per le corse programmate

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LIVORNO. Alla fine per il Caprilli è arrivato il semaforo verde. Diciassette serate, inizio il 5 giugno, salvo qualcosa in più con la ripartizione di corse saltate alle Capannelle. È ormai ufficiale dall’altro ieri sera, con il ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste che ha pubblicato tutto dopo le 19 sul proprio sito, e inviato il decreto 85950 a Palazzo Civico e agli organi di controllo. Sono state così confermate le insistenti voci di corridoio che volevano proprio entro questo fine settimana il semaforo verde per l’ippodromo. L’ha spuntata la caparbietà di Luca Salvetti nel cercare una soluzione per evitare lo stop, in un clima collaborativo con il Masaf.

Il Comune di Livorno ha quindi ottenuto il riconoscimento come società di corse per il Caprilli, con Alfea partner tecnico. E in municipio, ieri, il sindaco ha voluto ringraziare il direttore generale del Comune, Nicola Falleni, il dirigente Enrico Montagnani e l’assessora al bilancio Viola Ferroni. Gli incontri con Alfea, una volta stretto il patto per la stagione 2026, sono andati avanti, e la macchina organizzativa è pronta per iniziare le necessarie opere di manutenzione dell’impianto. Il Caprilli ha un futuro tutto da disegnare, mentre nei giorni scorsi l’ex amministratore delegato di Sistema Cavallo sembra essere andato in visita all’ippodromo di Taranto per un possibile interesse alla gestione di quell’impianto.

«Non è un aggravio»

«Diciamo subito – è intervenuto ieri Salvetti – che l’assunzione dell’impegno a curare la perfetta manutenzione dell’impianto, non la ritengo un aggravio per il Comune. Resto della convinzione che anche se non ci fossero state le corse, l’amministrazione avrebbe avuto il dovere di manutenere un patrimonio della collettività e non lasciarlo a se stesso, come era accaduto in precedenza. Un obbligo morale, politico e amministrativo a conservare la cosa pubblica nelle migliori condizioni. Un investimento, non un costo. Ringrazio il sottosegretario La Pietra, il direttore del Masaf Chiodi e la funzionaria Catizzone che hanno compreso la situazione e collaborato».

I soldi

Il sindaco ha elencato i punti che a suo parere danno un risultato positivo. «Primo, siamo riusciti a far restare il Caprilli nella programmazione nazionale con il conseguente accesso ai contributi Masaf che dovrebbero restare attorno ai 600mila euro e che arriveranno a circa un milione con il montepremi. Cifre che anticiperemo nel frattempo e già previste con variazione di bilancio, con un piccolo delta negativo che spendo volentieri per preservare il bene, e che saranno reintegrate quando arriveranno i soldi da Roma. Diamo inoltre la possibilità a tutto il movimento ippico, specialmente toscano che conta tante maestranze, di essere un punto di riferimento nella stagione estiva. Il terzo elemento – va avanti – è questo luogo, che deve essere sempre più valorizzato. Chiudo soddisfatto, perché tutti quanti, uffici compresi, siamo stati fermi nel conseguire questo esito, perché siamo ormai conosciuti come modello Livorno e perché di fronte a chi sperava che si chiudesse firmando il fallimento di un’operazione che ritengo simbolo, si deve mettere l’animo in pace».

Attrezzature e lavori

Ci sono attrezzi e macchinari, fermi nelle rimesse, utili alla manutenzione della stessa pista, che rientrano nel fallimento di Sistema Cavallo. Se si vuole rilevarli, c’è bisogno di trattare col curatore fallimentare. Salvetti spiega: «Sia l’ufficio manutenzione che quello impianti, nelle persone delle dirigenti Borgo e Villa, hanno già fatto sopralluoghi e preso visione di quanto eventualmente serve. Da capire se nasce l’esigenza di aprire un’interlocuzione con Fabio Tocci o se conviene rivolgersi ad altri. Per esempio, sulla pista, abbiamo già definito un rapporto con una società specializzata che curerà gli interventi necessari per essere pronta a giugno. Preciso che la situazione è temporanea, legata al 2026 e che da diverse settimane siamo al lavoro per poter avere un progetto a lunga gittata a partire dall’anno prossimo con soggetti esperti».

Sui lavori: «Con le disponibilità economiche immediate che possiamo assicurare, non si prescinde dalla pista e dall’illuminazione con le torri faro. Saranno a noleggio, in attesa di quel che potrà essere con un’illuminazione moderna e definitiva. Mi piange sempre il cuore a pensare a quella che c’era un tempo. Storica e la più bella che c’era. Il 2 marzo, la ricognizione definitiva, e probabilmente apriremo anche prima di giugno, ospitando la fiera canina».
L’interessamento romano

Curioso quello che è accaduto il giorno di San Valentino, quando il sindaco, a Roma per ricevere l’incarico dall’Anci (presidente della commissione permanente che si occupa di Protezione Civile) ha parlato con Alessandro Onorato, assessore del comune capitolino con delega ai grandi eventi, sport e turismo e, a domanda specifica, ha risposto alla richiesta di informazioni su come l’amministrazione si era mossa per salvare il proprio ippodromo. Operazione giudicata interessante, anche se ormai non c’era più tempo materiale per ricalcare il medesimo percorso. Poco dopo, è giunta infatti la nota diramata dal Masaf, in seguito a comunicato del Comune di Roma, circa l’impossibilità di assicurare lo svolgimento delle corse a Capannelle fino a settembre 2026, determinando la conseguente necessità per il ministero di provvedere alla rimodulazione del calendario di corse, che per quanto concerne la spettanza di Capannelle verranno redistribuite su altri ippodromi. l
 

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