Il Tirreno

Livorno

Il livornese che mappa i Caraibi per aprirli al mondo: conquistate le Turks & Caicos

di Greta Leone
Il livornese che mappa i Caraibi per aprirli al mondo: conquistate le Turks & Caicos

La storia di Federico Debetto finisce in Rai: «Noi specialisti in progetti di promozione turistica basati su Google Maps e la tecnologia Street View»

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LIVORNO Il livornese che “apre” al mondo le isole paradisiache Turks e Caicos, un piccolo arcipelago corallino da sogno nel cuore dei Caraibi. Come? Mappando questo paradiso a sud-est delle Bahamas per Google. Il nostro Federico Debetto colpisce ancora.

E questa sua nuova impresa, telecamera in testa, sull’auto e chilometri da macinare e tracciare, l’ ha raccontata direttamente in Rai, aprendo la nuova stagione di "Gli Italians" la trasmissione che parla degli italiani che fanno cose all'estero.

«Di lavoro faccio il mappatore: siamo stati qua in questo arcipelago per oltre un mese e abbiamo mappate tutte le isole. Creiamo lo street view, quella strada fatta con auto e telecamera sopra, e io sono l’omino che guida la macchina», ci scherza su il 48enne labronico tornato nella “sua” Livorno.

«Volevo viaggiare senza un soldo. Mi sono inventato un modo per farlo», va avanti il fondatore di “World Travel in 360” che riassume l’inizio di un percorso che lo ha portato fino ai Caraibi. Per lui è stato un ritorno in Rai: anni fa era già staro chiamato per raccontare la mappatura di Zanzibar.

Tra passerelle sospese sull’acqua, piste appena tracciate e comunità raggiungibili solo con piccoli aerei, la troupe ha documentato ogni fase del suo lavoro. «Mappiamo luoghi che sulle piattaforme digitali non esistono ancora: isole remote, strade nuove, territori invisibili fino al giorno prima. Le cartoline non mostrano la fatica, le attese infinite, i problemi logistici e la quantità enorme di tecnologia che serve per far esistere un posto online». È una tecnologia che spesso costruiscono loro stessi. «Tante persone pensano che lavoriamo per Google: in realtà facciamo le mappature dove loro non arrivano. Google copre i grandi Paesi, le strade principali ma c’è una marea di roba scoperta».

Per affrontare certi percorsi serve anche ingegno: «Ci siamo costruiti lo zaino da zero, è leggero, regge 12 ore di cammino e non esiste attrezzatura simile per il nostro lavoro. Dovevamo farlo perché nessuno lo produce».

Oggi Debetto guida “World Travel in 360” insieme al socio bulgaro Dimitar Kunev, conosciuto anni fa durante un summit internazionale. «Da quell’incontro è nato tutto: oggi abbiamo una squadra italo bulgara di sedici persone tra tecnici, mappatori, sviluppatori e tanti ragazzi giovanissimi che fanno lavori pazzeschi in giro per il mondo».

La missione ai Caraibi era nata come un incarico limitato. «Avevamo pianificato tutto per le Bahamas - riavvolge il filo - Poi un giorno, quasi per caso, ho trovato in un articolo il nome del primo ministro dell’Innovazione di Turks and Caicos. Gli ho scritto che eravamo già in zona per un altro progetto e che eravamo interessati a mappare il posto. Non mi aspettavo una risposta e invece il giorno dopo mi richiama, lasciandoci la libertà di farlo, ma entro il 7 febbraio perché dopo avevano le elezioni».

Un gran lavoro. In paradiso, per carità. «Abbiamo mappato 17 isole e siamo rimasti quasi due mesi. Ci siamo spostati su micro aerei, lavorando su strade sterrate, in villaggi dove il campo compare solo accendendo un generatore: ogni minuto di riprese genera nove gigabyte di dati». Va nei dettagli per spiegare: «Ogni telecamera ha otto lenti e vuole nove schede. Facciamo due set di schede e salviamo tutto due volte. Perdere una scheda significa rifare tutto. E laggiù un volo privato non te lo regala nessuno».

Accanto alla mappatura terrestre, Debetto ha sviluppato una competenza rara, la mappatura satellitare ad altissima definizione, realizzata tramite droni professionali. «Permette ai governi di aggiornare catasti, controllare infrastrutture, monitorare nuove costruzioni e pianificare davvero la crescita urbana».

Non mancano i progetti particolari, come il “Cammino delle Colline del Prosecco”. “Fatto tutto con il nostro zaino autocostruito. Un lavoro durissimo ma bellissimo” racconta. E il “King Charles III England Coast Parth” in Inghilterra, “Noi abbiamo fatto solo la parte South Est ma quando sarà finito diventerà il percorso a piedi più lungo del mondo, una meraviglia”.

Ora lo sguardo è al futuro. “Le Seychelles le aspettiamo da anni” dice. “E finalmente siamo pronti a partire”.

Un nuovo capitolo che si aggiunge a Zanzibar, Islanda, Gambia, Faroe, Antigua e, tornando a casa, al virtual tour del Comune di Livorno, oggi sulla piattaforma Visit Livorno. La presenza nella trasmissione Rai è per Debetto un riconoscimento importante. «All’inizio volevo solo viaggiare - va avanti - Oggi coordino una squadra internazionale e stiamo per aprire la nostra sede italiana». E nelle immagini tra strade sterrate e acque cristalline conserva la stessa naturalezza di sempre, concludendo con una riflessione: «I nostri progetti soprattutto nei paesi in via di sviluppo sono un grande aiuto per la popolazione locale perché consegniamo alla nazione uno strumento gratuito per tutti per promuovere le loro attività locale ma anche l’intero paese». l

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