Livorno, la rete dei centri sociali punta alla Goldonetta per aprire il suo evento
Previsti due giorni di confronto con le realtà di mezza Italia contro la “fabbrica della guerra” e dopo il “blocchiamo tutto”
LIVORNO. Si intitola “Per realizzare un sogno comune” la due giorni di respiro nazionale che sabato e domenica sarà organizzata in città dal mondo di Infoaut, la rete di realtà indipendenti e centri sociali di cui fanno parte anche l’ex Caserma occupata di Livorno e il torinese Askatasuna, sgomberato a dicembre e finito al centro del corteo e degli scontri di due settimane fa (e pure di un infuocato consiglio comunale sospeso due volte in piazza Civica)
A Livorno non sono previsti al momento né cortei né manifestazioni, ma due giornate di approfondimento e dibattito «verso nuove possibilità di movimento contro la fabbrica della guerra». Un’iniziativa che suona come il primo passo di un piano nazionale dopo il “Blocchiamo tutto” dello scorso autunno: un’ondata che aveva coinvolto anche Livorno, con i vari blocchi in porto e con l’adesione di parecchie realtà (Usb, Gap, Ex Caserma, Scuola di carta, Casa del Popolo Heval, Azione antifascista, Teatro Officina Refugio, Livorno-Palestina, coordinamento antimilitarista, Pap, mondo anarchico).
Avevamo già detto che il grosso del prossimo appuntamento sarebbe andato in scena all’interno degli spazi occupati dell’ex Caserma, in via Adriana. La novità oggi è che gli organizzatori hanno chiesto di aprire la due giorni, sabato mattina (21 febbraio), alla Goldonetta.
La volontà dichiarata è di rendere l’iniziativa, che è pubblica, più accessibile a chiunque. Ma è chiaro che aprirla nel ridotto del teatro comunale, della città, le darebbe anche tutta un’altra eco.
Già in passato la Goldonetta è stata affittata per iniziative di associazioni o partiti. Finendo pure per diventare palcoscenico di duro scontro. Come quando nel 2018 i lavoratori del teatro – gli addetti e le addette del settore tecnico – scioperarono contro il comizio dell’allora esponente della Lega Lorenzo Gasperini (oggi alfiere di Vannacci sulla costa).
Gli organizzatori hanno preso i primi contatti con la Fondazione. Chiamato dal Tirreno, il direttore amministrativo Massimiliano Mautone ha confermato che «la richiesta di concessione degli spazi è arrivata all’attenzione della direzione del teatro, che l’ha favorevolmente accolta al pari di tante altre iniziative che si svolgono all’interno del Goldoni». Con la puntualizzazione che «attendiamo comunque di formalizzare il necessario accordo di concessione».
La Goldonetta e i suoi 200 posti devono infatti essere affittati. Ci sarà quindi da aspettare qualche giorno per capire se l’accordo sarà andato in porto. E quali saranno le reazioni in città.
Intanto il programma della due giorni prevede una prima parte sabato dal titolo “scenari - comporre il quadro della fabbrica della guerra a partire dalle conoscenze conquistate nella lotta”. La prima sessione sarebbe appunto alla Goldonetta: appuntamento alle 11 per parlare di welfare, casa e lavoro («come tessere legami solidi e strutturati con chi vive sulla propria pelle la violenza abitativa, lavorativa, di vita?»). La seconda sessione, invece, sarà all’ex Caserma (ore 14), con al centro la formazione (domanda di partenza: «Quali trasformazioni concrete dei luoghi della formazione vediamo nell’attuale regime di guerra?»). Alle 16.30 terza sessione, sempre in via Adriana, con i riflettori puntati sull’«infrastruttura militare-energetica sui territori»). Domenica tavola rotonda dalle 10 (sempre all’ex Caserma) per «condividere prospettive e metodi per lotte e alternative a un pianeta in guerra». Partendo appunto dall’esperienza del “Blocchiamo tutto”.
È annunciata la partecipazione di realtà di diverse città e regioni d’Italia, compreso Askatasuna.
