Nel Pisano
Livorno piange Marisa Tronconi: per mezzo secolo cuoca e ristoratrice. Gestiva lo "Yacht club"
Il locale al porto mediceo è solo l'ultimo di una serie che ha portato avanti dal 1976 ad oggi. Iniziò con un "vinaio" in Borgo San Jacopo. La storia
LIVORNO. Ha iniziato con un “vinaio” in Borgo San Jacopo, inaugurato nel 1976 – esattamente 50 anni fa – insieme a due amiche. E ha concluso, con recensioni positive da tutta la città e non solo, prendendo in gestione nel 2006 il ristorante dello “Yacht club”, in via del Molo mediceo. Un punto di riferimento per chi a Livorno vuole mangiare bene, in un posto meraviglioso, ora portato avanti in suo nome dai figli Renzo e Massimo.
È lutto per la scomparsa della storica ristoratrice e cuoca labronica Marisa Tronconi, 82 anni, una vera e propria istituzione nel settore. Si è spenta nella mattinata di venerdì 13 febbraio all’ospedale. Qualche tempo fa, nonostante i problemi di salute, aveva avuto la forza di dire ai figli: «Andiamo ai Quattro Mori, si prende una cassetta di seppie, poi mi portate al ristorante e ci mangiamo il riso nero». Lo aveva fatto, nonostante le difficoltà. E alla fine del pranzo, esausta, se ne è tornata a casa.
La cucina, come ha dimostrato anche in quell’occasione, era la sua più grande passione. Un amore, come i figli Renzo e Massimo, che dall’età di 12 anni lavorano con lei, e i nipoti Aurora, Rachele, Edoardo e Alessandro. «Era “innamorata persa di loro – le parole di Renzo Quercioli, il figlio – come dello “Yacht club”, il ristorante a cui è rimasta più legata».
L’avventura imprenditoriale di Marisa – che da circa un anno e mezzo non era più presente notte e giorno nel locale, ma quando la salute glielo consentiva passava per dare un’occhiata ai menu e tenere i rapporti con gli storici fornitori e clienti – è iniziata nel lontano 1976, a San Jacopo, con il vinaio “Da Quirino”, poi diventato la trattoria “Il Tritone”, oggi conosciuta come pizzeria. Nello stesso quartiere, nel 1980, ha preso in gestione il punto di ristoro del circolo Arci e dal 1984 al 1994 “Il cassettone di nonna”, aperto ancora oggi con un’altra famiglia alla guida. Poi, nel suo curriculum, il “Restoro della Vecchia casina”, nell’omonima via livornese, con un parentesi anche all’isola d’Elba, sulla splendida spiaggia di Nisportino, con “La battigia”. Un ristorante vista golfo di Portoferraio che in molti, sull’isola, ricordano.
«Mia madre – racconta ancora il figlio Renzo – era una cuoca eccellente e non lo dico perché era mia mamma, ma perché era vero. Tutti la apprezzavano. Il suo piatto forte era lo sgusciato di mare, con i frutti di mare a crudo, arselle e telline. Lo cucinava in maniera pazzesca». Fra le sue “fissazioni”, se così si possono chiamare, «l’olio buono». «Voleva assolutamente che fosse un prodotto eccellente – prosegue Renzo Quercioli – e anche negli ultimi tempi, quando veniva al ristorante, se ne voleva assicurare. Nel corso del tempo ha tenuto anche i rapporti con i fornitori, ad esempio con i pescatori delle barche. Qualsiasi ristorante abbia gestito, lo riempiva di clienti, era veramente bravissima, una cuoca pazzesca. Credo che mia madre a Livorno abbia dato tantissimo. È stata anche premiata come Cavaliere del Lavoro con la Croce di Malta».
Il funerale, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, sarà celebrato sabato 14 febbraio alle 10 alla camera mortuaria dell’ospedale di viale Alfieri.
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