L'iniziativa
Porto, “fuga” di Hapag-Lloyd da Civitavecchia a Livorno
Il colosso tedesco pronto a dirottare almeno 12mila Teu in Tdt
LIVORNO. Una possibile “fuga” di traffici container dal porto di Civitavecchia verso lo scalo di Livorno scuote il panorama portuale del Tirreno centrale e settentrionale. A far sorgere la questione è l’attenzione crescente dell’armatore tedesco Hapag-Lloyd, uno dei principali operatori globali nel trasporto marittimo di container, verso il Terminal Darsena Toscana (Tdt) di Livorno, con cui da tempo esiste un rapporto consolidato sia commerciale che logistico.
Secondo fonti di mercato e operatori del settore, Hapag-Lloyd — in associazione operativa con Maersk nell’ambito della cosiddetta Gemini Cooperation — avrebbe di fatto già dirottato gran parte delle proprie rotazioni container su Livorno, con previsioni di movimentazione che parlano di 10-12 mila Teu in più all’anno, soprattutto di contenitori destinati al trasporto di prodotti deperibili e frutta esotica.
Il legame tra il gigante tedesco e lo scalo labronico non è nuovo: già da febbraio 2025 è stato potenziato il contratto con il Terminal Darsena Toscana per gestire fino a 30mila Teu di traffico container provenienti da servizi marittimi internazionali, consolidando la presenza di Hapag-Lloyd e delle rotazioni generate dall’alleanza con Maersk.
Il potenziale spostamento di volumi da Civitavecchia a Livorno, tuttavia, non è un’operazione che si limita a una semplice scelta di scalo. Dietro a questa dinamica sembrano celarsi soprattutto problemi logistici strutturali che da tempo affliggono il porto laziale. Gli operatori portuali lamentano, infatti, spazi insufficienti nel retroporto di Civitavecchia per la gestione efficiente dei container, con una conseguente necessità di spostare i carichi su distanze anche di tre-quattro chilometri per le operazioni di stivaggio o trasferimento. Questa criticità, secondo alcuni armatori e spedizionieri, riduce la competitività dello scalo rispetto ad altri hub italiani e internazionali, aggravando i tempi e i costi dell’operatività quotidiana.
Se confermate, queste difficoltà logistiche potrebbero spingere Hapag-Lloyd a concentrare progressivamente i servizi su Livorno, dove la capacità infrastrutturale del Tdt e il supporto della catena del freddo risultano più competitivi.
La partita aperta tra Civitavecchia e Livorno sul fronte dei traffici container non è dunque soltanto una questione di numeri, ma un banco di prova per la competitività dei porti italiani nel Mediterraneo. Con operatori globali come Hapag-Lloyd pronti a rivedere le proprie scelte logistiche sulla base dell’efficienza delle infrastrutture, la sfida per mantenere e attrarre traffici diventa sempre più strategica.
