"Mai più Crans Montana", a Livorno stretta sulla sicurezza nei locali: via a controlli mirati e mappatura
Il prefetto riunisce i rappresentanti di istituzioni, vigili del fuoco e forze di polizia. Ecco come si procede
LIVORNO Più controlli (mirati) e mappatura delle principali attività di intrattenimento. L’obiettivo è uno: mai più Crans-Montana. È questo il messaggio emerso dalla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata giovedì scorso in Prefettura per affrontare il tema della sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e nelle attività di intrattenimento, alla luce delle indicazioni fornite dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con una circolare emanata all’indomani della tragedia avvenuta nella località svizzera.
All’incontro operativo, presieduto dal prefetto Giancarlo Dionisi, hanno partecipato l’assessore Rocco Garufo e i rappresentanti di forze dell’ordine, vigili del fuoco, polizia locale, Ispettorato del lavoro, Provincia e associazioni di categoria dei commercianti, Confcommercio e Confesercenti. E il vertice ha segnato un cambio di passo nell’approccio al tema della prevenzione, mettendo al centro la necessità di evitare, anche sul territorio livornese, situazioni di rischio legate al sovraffollamento, al mancato rispetto delle capienze e a carenze nelle misure di sicurezza.
Le verifiche
La linea condivisa nel corso della riunione è stata chiara: rafforzare l’attività di prevenzione e intensificare i controlli, con particolare attenzione ai locali caratterizzati da maggiore afflusso di pubblico, soprattutto nelle fasce orarie e nei contesti più critici. Un’azione che vedrà impegnate in maniera coordinata le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la polizia locale e l’Ispettorato del lavoro, chiamati a operare con verifiche congiunte sul rispetto delle prescrizioni normative, delle condizioni di sicurezza e delle tutele per i lavoratori.
L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire l’incolumità degli avventori, spesso giovanissimi, e assicurare che l’attività di intrattenimento si svolga nel rispetto delle regole, senza zone d’ombra o tolleranze che possano trasformarsi in pericoli concreti.
La mappa del rischio
In questo quadro, un passaggio centrale riguarda la richiesta rivolta al Comune di Livorno (così come a tutti gli altri della provincia) di procedere a un censimento delle principali attività di intrattenimento del territorio. Una mappatura che consentirà di programmare controlli mirati, calibrati sulle caratteristiche dei singoli locali e sui flussi di pubblico, superando interventi sporadici o emergenziali. Il censimento rappresenta infatti uno strumento operativo fondamentale per prevenire situazioni di sovraffollamento e per verificare in modo sistematico il rispetto delle capienze autorizzate, dei piani di sicurezza e delle norme antincendio, in linea con la direttiva ministeriale.
Il richiamo del prefetto
Nel corso della riunione, il prefetto Dionisi ha richiamato con forza il principio della prevenzione come cardine dell’azione amministrativa. «La sicurezza nei locali di pubblico spettacolo richieda un’attenzione costante e un approccio improntato alla prevenzione. I controlli saranno intensificati, in particolare nei contesti di maggiore affluenza, per garantire il pieno rispetto delle regole e la tutela delle persone. La sicurezza – ha aggiunto – non è un adempimento formale, ma una responsabilità concreta nei confronti dei cittadini e degli operatori del settore». Parole che delineano una linea di fermezza e che si inseriscono nel solco tracciato dal Viminale: nessuna concessione quando sono in gioco la sicurezza pubblica e la vita delle persone.
Il ruolo delle associazioni di categoria
Particolare rilievo è stato attribuito anche al ruolo delle associazioni di categoria, chiamate a svolgere un’attività di sensibilizzazione nei confronti degli esercenti sull’importanza del rispetto della disciplina di settore e dell’adozione di adeguate misure di sicurezza. Un coinvolgimento ritenuto essenziale per diffondere una cultura della prevenzione che non si esaurisca nei controlli, ma diventi patrimonio condiviso degli operatori. E proprio nel corso della riunione, sempre nell’ambito del confronto sui temi della pubblica incolumità e della tutela dei ragazzi che frequentano i locali con musica, si sarebbe sviluppato, davanti agli occhi dei tanti presenti, un confronto serrato tra il prefetto e i rappresentanti delle associazioni di categoria, Confcommercio e Confesercenti, con particolare riferimento all’area di via Cambini e alle zone limitrofe. In questo contesto, secondo quanto si apprende, Dionisi avrebbe ribadito una richiesta, già avanzata al Comune, di anticipare l’orario di chiusura dei locali, ritenuta uno strumento utile a prevenire situazioni di sovraffollamento oltre i limiti di sicurezza e a contenere le criticità legate alla concentrazione di persone nelle ore notturne.
Sempre secondo indiscrezioni, la posizione non avrebbe trovato condivisione da parte delle associazioni di categoria, che avrebbero respinto l’ipotesi sostenendo un miglioramento della situazione e l’assenza di particolari criticità, rivendicando al tempo stesso il diritto dei giovani a momenti di svago. Un’impostazione rispetto alla quale, a quanto risulta, il prefetto avrebbe ribadito che le esigenze economiche e di business non possono mai prevalere quando viene in gioco la tutela dell’incolumità pubblica di centinaia di ragazzi, così come la quiete e il diritto al riposo dei residenti. Un confronto che evidenzia come il tema della sicurezza nei luoghi dell’intrattenimento resti un terreno delicato, ma sul quale la Prefettura sembra intenzionata a mantenere una linea rigorosa: prevenire oggi per evitare tragedie domani.
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