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Giostrai da generazioni: a Livorno arrivano i cavalli dei Vassallo

Giostrai da generazioni: a Livorno arrivano i cavalli dei Vassallo<br type="_moz" />

Il maxi carosello in centro fino al 15 marzo

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LIVORNO In tempi nei quali i bambini sono rapiti da cellulari, tablet e videogiochi, il fatto che la vecchia, cara giostra resista e veda ogni giorno decine di clienti regala quasi una speranza: l’artefice è Massimiliano Vassallo, titolare della monumentale giostra a due piani che da alcuni giorni attira bambini e genitori in piazza Grande, di fronte all’omonimo palazzo.

Sono due le domande che, poste al giostraio, finiscono subito, per così dire, nell’oblio: da quanto tempo la sua famiglia fa questo mestiere? La risposta: «Da sempre». Nel senso che finché l’albero genealogico permette di ricostruire le radici della famiglia, troveremo un giostraio o un circense. La seconda domanda è relativa all’origine dei Vassallo. Risposta, col sorriso: «E chi lo sa? Siamo tutti nati in un luogo diverso, sparsi in tutta Italia in virtù del nostro mestiere e risalire alle origini geografiche è impossibile. Io comunque sono nato per caso a Vinci, la città di Leonardo, e la residenza ce l’ho nella “vostra” San Vincenzo. Pensi che mio nonno è nato a Sfax, in Tunisia, dove il Circo Vassallo aveva montato il tendone ».

Vassallo risponde dal gabbiotto da cui dirige la giostra fatta di cavalli e carrozze con tanto di eleganti scale che permettono di accedere al primo piano. Quattro minuti di “trotto” per i bambini, come ai tempi antichi. «Guardi – sorride il giostraio – non creda che non ci siano anche adulti che hanno voglia di salire sui cavalli o sulle carrozze. Spesso seguono figli e nipoti per accontentare le proprie voglie».

Vassallo, seppur presente in altre piazze, è un veterano di Livorno: «La soddisfazione che ci danno i livornesi non la troviamo da altre parti. Siete gente che ha voglia di divertirsi in maniera genuina. Negli anni sono stato all’Attias, poi in piazza della Repubblica (ma l’esperienza là è stata negativa, abbiamo subito pure qualche vandalismo). Ora siamo qui e ringraziamo l’assessore al turismo Rocco Garufo e il sindaco Luca Salvetti, che ci hanno dato il permesso».

La giostra è operativa mattina e pomeriggio (con l’eccezione del lunedì mattina) e con Vassallo lavorano la moglie e un figlio. «Resteremo fino al 15 marzo, poi andremo a Pontedera e dopo nella mia San Vincenzo». A pochi metri dalla giostra i lavori al rifacimento della pavimentazione. «So dove vuol arrivare – anticipa la domanda Vassallo – ma la mia giostra è dotata di quattro ammortizzatori con quattro punti di appoggio che permettono un contatto soft con la superficie. In Comune possono dormire sonni tranquilli». l


 

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