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Valditara e Binaghi, incontrano gli studenti: «Lo sport per contrastare la dispersione»

Nadia Ferrigo
Valditara e Binaghi, incontrano gli studenti: «Lo sport per contrastare la dispersione»

Il ministro dell’Istruzione e il presidente di Federtennis nella scuola media Mauri di Milano

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Milano Rispetto, solidarietà e comune appartenenza: lo sport a scuola deve valorizzare le singolarità e trasformarle in una straordinaria occasione di crescita condivisa. Ospiti d’eccezione della scuola secondaria milanese di primo grado "Mauri" il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel Angelo Binaghi. «Nella lotta alla dispersione scolastica puntiamo su sport, teatro e musica - esordisce il ministro Valditara nell’incontro organizzato da La Stampa con Rtl 102.5 e Corriere dello Sport -. Così si può accendere la passione nei ragazzi e nelle ragazze. I risultati dimostrano che nella lotta all’abbandono siamo sulla strada giusta: il tasso di dispersione scolastica esplicita in Italia nel 2026 è sceso al 7,3 per cento. Tra il 2023 e il 2026 sono stati reinseriti o sottratti all’abbandono oltre mezzo milione di giovani». Il dibattito, svoltosi nell’aula magna dell’istituto alla presenza del presidente e ceo del Gruppo Sae Alberto Leonardis e del direttore editoriale Maurizio Molinari, prosegue sull’edilizia scolastica.

«Mai nella nostra storia è stato fatto un investimento così consistente nelle palestre: ai trecento milioni di euro previsti dal Pnrr abbiamo aggiunto ulteriori fondi nazionali e strutturali per 621 milioni - continua il ministro Valditara -. L’80 per cento delle scuole italiane ha una palestra e dove non c’è lavoriamo per creare convenzioni con centri sportivi di vicinanza. Abbiamo ripristinato i Giochi della Gioventù. A scuola e nello sport si impara a sbagliare, cadere e rialzarsi. Lo sport ti educa alla vita: senza impegno, senza esercizio, non arrivano i risultati».Tocca alle studentesse e agli studenti dell’ultimo anno, capitanati dal dirigente scolastico Fabrizio Russo e dalla vice preside Marina Mangiarotti, alzare la mano e porre le loro domande. Al presidente della Federtennis Binaghi chiedono come è possibile conciliare sport agonistico e impegno scolastico. «Mi piacerebbe costruire una collaborazione virtuosa tra campioni sportivi e università. Ancor prima che entrare nelle forze armate, come ora accade, bisognerebbe dare agli agonisti di valore la possibilità di terminare il loro percorso universitario».E prende a modello i campus americani. «Mio figlio, modesto giocatore di tennis, si è potuto laureare negli Stati Uniti con una borsa di studio proprio perché bravino, nemmeno bravissimo, nello sport».«Il tennis è ancora uno sport per privilegiati?» interviene un altro studente.«Non è molto più costoso del calcio, tra il 5 e il 10 per cento in più l’anno - riprende Binaghi -. La buona situazione economica della Federazione permette di ragionare, oltre che su interventi agli impianti, sulla possibilità di avere dei campi aperti a tutti, come già succede con calcio e basket». Si prosegue parlando delle nuove sfide dell’Intelligenza artificiale.

«A novembre manderò una lettera ai genitori per indicare i percorsi che offrono le maggiori opportunità di successo professionale - continua il ministro Valditara -. A Cernobbio la settimana scorsa abbiamo organizzato il secondo forum mondiale su scuola e IA con oltre 7mila studenti italiani e giovani di 40 paesi da tutto il mondo. Abbiamo ascoltato proposte straordinarie: è stato un esempio importante di dialogo fra studenti e istituzioni».Poi una questione pragmatica: «I nostri zaini pesanti. C’è una soluzione?» chiedono i ragazzi. «La domanda è giusta e va posta anche alle case editrici - risponde il ministro Valditara -. Con un unico volume per l’intero percorso scolastico si porta un peso inutile. Sul tema c’è la piena nostra attenzione». In chiusura per il ministro anche una domanda personale: «C’era un piano B nella sua vita?». «Sono diventato professore universitario a 31 anni e quella è sempre stata la mia strada. Di essere diventato ministro l’ho scoperto in televisione, alla lettura di Giorgia Meloni della formazione del governo - chiude ancora il ministro Valditara -. Ero a casa e stavo già facendo la valigia per tornare a Milano. L’ho disfatta e sono rimasto. È per me un grande onore lavorare per la scuola italiana».

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