Il Tirreno

Grosseto

Il bilancio

Grosseto, Emporio solidale: cresce la povertà. In sei mesi assistite 143 famiglie: la maggioranza sono italiane

di Massimiliano Frascino

	Alcuni volontari nell’Emporio solidale di via de’ Barberi
◗
Alcuni volontari nell’Emporio solidale di via de’ Barberi

L’associazione è in città da oltre 20 anni. Nel primo semestre quasi raggiunti i numeri di tutto il 2025: tra gli iscritti un terzo va ancora a scuola

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L’Emporio solidale è sempre più punto di riferimento per le famiglie indigenti che vivono in città. E considerato l’andamento dell’inflazione, è probabile che lo sarà sempre di più nei prossimi mesi.

La struttura che ha sede in via de’ Barberi 108 è infatti impegnata nella distribuzione di derrate alimentari a chi si trova in difficoltà economica. Il primo semestre del 2026 ha registrato un incremento rispetto al consuntivo dell’anno precedente, con l’iscrizione all’anagrafe dell’Emporio da parte di 115 famiglie (109 nel 2025), per un totale di 312 persone che ricevono sostegno. A questi vanno aggiunte le 22 famiglie che settimanalmente ricevono pacchi con generi alimentari, distribuiti poi dalla parrocchia Madre Teresa di Calcutta. Per accedervi occorre avere la certificazione da parte del Coeso, oppure presentarsi con il proprio Isee.

«La povertà relativa ed assoluta – spiega Pietro Mondì, uno dei volontari che si occupano della distribuzione – è in crescita continua, e con essa il numero delle persone che periodicamente, in modo più o meno regolare, si rivolgono alla nostra struttura per avere un sostegno concreto. Quello della difficoltà delle famiglie a soddisfare i propri bisogni alimentari è un tema complesso da affrontare, perché spesso le persone si vergognano di avere questo tipo di necessità».

L’associazione, che dal 2023 si è costituita come Ets (ente del terzo settore), opera a Grosseto da una ventina d’anni grazie alle sinergie fra diversi gruppi di cittadini associati a loro volta a Le Querce di Mamre, al circolo Arci Khorakhané e alla cooperativa Uscita di sicurezza. «Se consideriamo i dati di flusso, ovvero l’avvicendamento delle famiglie nel corso dell’anno – aggiunge Mondì – vediamo che quest’anno al 30 giugno erano già 143 le famiglie che si sono rivolte a noi per avere del cibo, a fronte delle 160 a consuntivo nell’anno precedente. La dimostrazione eclatante di un trend di crescita delle difficoltà, che purtroppo riguardano anche un gran numero di famiglie con figli, considerato il fatto che delle 312 persone iscritte all’Emporio ben 109 sono minorenni in età scolare».

Dalle statistiche elaborate dall’associazione, la fascia d’età che più si rivolge all’Emporio solidale è quella compresa tra i 30 e i 67 anni, con 153 persone che nei primi mesi dell’anno si sono recate in via de Barberi per ritirare pacchi cibo. Tutte le altre fasce di età variano, con una dimensione relativamente omogenea. «Diversamente da quello che si potrebbe ipotizzare – aggiunge il volontario – la maggioranza di famiglie che si rivolgono alla nostra struttura sono italiane: nel primo semestre di quest’anno sono state 56, con una percentuale del 48% sul totale. A seguire quelle marocchine, equivalenti al 30% con 37 persone, e poi le famiglie rumene, per il 9,57%, corrispondenti a 24 persone. In questo quadro, inoltre, bisogna tenere conto del fatto che a noi si rivolgono saltuariamente anche tante persone non iscritte alla nostra anagrafe».

Fra gli iscritti le nazionalità rappresentate, oltre a quella italiana, sono 18 e comprendono cittadini di Marocco, Ucraina, Albania, Romania, Moldavia, Nigeria, Bangladesh, Armenia, Repubblica Dominicana, Algeria, Brasile, Russia, Belgio, Nicaragua, Honduras, Pakistan e Tunisia. Quanto ai principali prodotti a lunga conservazione che sono stati distribuiti nel primo semestre di quest’anno, 1.974 sono stati confezioni di biscotti, merendine e marmellate e fette biscottate, 523 confezioni di caffè, 769 di latte, 1.759 confezioni di pasta da mezzo chilo, 5.100 di uova, 1.826 di Conserva di pomodoro, 1.376 e di tonno in scatola. Oltre al cibo confezionato, l’emporio distribuisce anche sale zucchero, alimenti per l’infanzia e pannolini, prodotti per l’igiene personale e detersivi.

«Grazie alla collaborazione con alcune aziende agricole della zona – conclude Mondì – siamo anche in grado di distribuire frutta e verdura fresca che non viene ritirata dai negozi o dai supermercati. Altri ci consegnano gratuitamente salumi, latticini, pane e dolci secchi. Collaborazioni davvero preziose, perché cibo fresco e questo tipo di alimenti hanno un valore aggiunto dal punto di vista nutrizionale». 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

In aggiornamento

Il rogo

Carrara, maxi incendio in un'azienda alimentare: intervento dei vigili del fuoco

Il progetto Scuola 2030
L’IA e lo studio, così la studentessa toscana parla del rapporto con l’intelligenza artificiale: (possibili) vantaggi e rischi
L’approfondimento

L’IA e lo studio, così la studentessa toscana parla del rapporto con l’intelligenza artificiale: (possibili) vantaggi e rischi

di Vanessa Tahiri (*)