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Grosseto

La sentenza

Grosseto, ciclista muore dopo l’incidente: condannata l’automobilista

di Pierluigi Sposato
Grosseto, ciclista muore dopo l’incidente: condannata l’automobilista

I fatti risalgono al novembre 2021: nello scontro era rimasto ferito Giancarlo Edoardo Valtolina, poi deceduto sette mesi più tardi

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Concluso con una condanna a otto mesi, dopo il riconoscimento del concorso di colpa della vittima e con la riduzione di un terzo previsto dalla scelta del rito abbreviato, il procedimento per omicidio stradale aperto nei confronti di un’automobilista, per le conseguenze dell’incidente avvenuto sulla strada delle Collacchie il 27 novembre 2021, quando un ciclista era finito a terra mentre stava sopraggiungendo un’auto e vi era stato un urto: sette mesi più tardi, l’8 giugno 2022, il ciclista era deceduto.

Il processo 

Dinamica non univoca quella che è stata ricostruita in aula nel processo che vedeva imputata Ursula Magnani, 56 anni. La giudice Agnieszka Karpinska l’ha ritenuta comunque responsabile a titolo di colpa per l’incidente in seguito al quale era morto Giancarlo Edoardo Valtolina, all’epoca 74 anni, riconoscendone il nesso. Concorso di colpa del ciclista stimato nel 60 per cento, pena sospesa e non menzione, sanzione amministrativa della sospensione della patente per un anno. Perché non univoca? Perché il consulente tecnico della Procura, l’ingegner Andrea Guidetti, ha ritenuto che non possa essere escluso che l’urto - fondamentalmente un tamponamento, probabilmente avvenuto quando i due mezzi erano praticamente paralleli in marcia - sia stato causato da uno scarto improvviso del ciclista, non prevedibile dalla automobilista, che nel primo pomeriggio di quel 27 novembre stava percorrendo la sp 158 delle Collacchie diretta verso Castiglione (l’incidente avvenne al km 30, 9); Valtolina potrebbe aver deviato la sua marcia prima verso sinistra e poi verso destra; secondo la giudice, Magnani avrebbe comunque dovuto prevedere il comportamento del ciclista e tenere una condotta di guida prudente così da consentire a lei - alla guida di una Volkswagen Polo - di fermarsi per tempo o comunque di mettere in atto le manovre indispensabili a evitare l’urto. In quel punto non ci sono telecamere, non erano presenti testimoni. I rilievi erano stati effettuati dai carabinieri, che avevano sequestrato i mezzi: Valtolina era in sella a una bicicletta da corsa, finita fuori dalla carreggiata, sulla vegetazione. Danni modesti per entrambi i mezzi.

Il decesso 

Il ciclista - che aveva riportato numerosi traumi in varie parti del corpo - era stato soccorso dal 118 e portato al policlinico delle Scotte di Siena. Vi era rimasto fino al gennaio successivo, poi era stato ricoverato a Montevarchi e dal maggio 2022 era stato portato al Misericordia per la riabilitazione. Il 6 giugno era stato dimesso, due giorni dopo era avvenuto il decesso, a Roccalbegna. Un decesso che è da mettere in relazione con l’incidente, secondo la giudice. La moglie, sentita dai carabinieri qualche giorno dopo la morte, aveva spiegato che suo marito guidava regolarmente l’auto, usciva due o tre volte alla settimana in bicicletta con percorsi di oltre 60 km, non era limitato nelle sue attività dai suoi problemi di salute.

Le cause

La consulenza medico-legale della dottoressa Valentina Bugelli è stata confermata dalla perizia del professor Mario Gabbrielli: insufficienza cardiaca acuta in una persona che era rimasta a lungo allettata per le conseguenze dell’incidente, non vi era mai stata una ripresa funzionale completa nonostante alcuni miglioramenti. Dunque, anche secondo la giudice, le cause del decesso devono essere ricondotte all’incidente. Al termine del procedimento, che si è svolto con le forme del rito abbreviato condizionato all’acquisizione anche di una consulenza di parte, il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva ravvisato la responsabilità dell’automobilista e aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi.

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