Follonica, vendita di alcolici a minorenni e «modalità di consumo da bar»: chiuso per tre giorni un minimarket
L’esercizio commerciale si trova in via Bicocchi: lo Sportello unico per le attività produttive del Comune ha emesso anche una sanzione da 333 euro
FOLLONICA. Prima la denuncia per la vendita di alcolici ai minorenni, adesso la chiusura dell’attività per tre giorni. Dopo i controlli dei carabinieri si è stretto il cerchio intorno a un minimarket di via Bicocchi, finito nei giorni scorsi sotto la lente dei militari e ora destinatario di un provvedimento del municipio.
L’ordinanza
L’ordinanza non è infatti per questioni di pubblica sicurezza (che compete ad altre istituzioni, ndr) piuttosto si concentra sugli aspetti puramente commerciali, ovvero l’attività di somministrazione bevande ma senza le dovute autorizzazioni. Tutto nasce il 6 ottobre, quando i carabinieri della compagnia di Follonica hanno effettuato un controllo all’interno del locale. In quell’occasione i militari contestarono la cessione di bevande alcoliche a minorenni, procedendo con le sanzioni del caso e il deferimento all’autorità giudiziaria. Ma a stretto giro andarono anche gli agenti della polizia locale, che si sono concentrati, più che sulla cessione a minori, sulle modalità di vendita delle bevande. Secondo quanto accertato il personale del minimarket non si sarebbe infatti limitato alla pura vendita, ad esempio d’asporto, piuttosto avrebbe aperto direttamente al bancone le bottiglie di birra e altri alcolici. In altre parole, come scrive l’ordinanza del Suap di Follonica, una pratica che si configura come la cosiddetta "somministrazione assistita", attività soggetta a regole e autorizzazioni differenti rispetto a quelle previste per un semplice negozio di vicinato.
Modalità da bar
In sostanza, non soltanto la questione degli alcolici ceduti ai minori, ma anche quella del rispetto delle norme che disciplinano il commercio. Perché consentire il consumo di bevande con modalità proprie di un bar, senza possederne i titoli autorizzativi, significa anche alterare le condizioni di concorrenza rispetto agli esercenti che, per svolgere la medesima attività, devono rispettare obblighi e requisiti specifici. Su questo aspetti si è concentrato l’intervento dello Sportello unico per le attività produttive del Comune di Follonica, che oltre all’ordinanza di chiusura per tre giorni (a partire da lunedì) ha anche emesso una sanzione da 333 euro, trattandosi della prima violazione accertata.
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