Il Tirreno

Grosseto

La storia

Incidente in Usa per la giovane atleta toscana, compleanno in ospedale per Giorgia. Il padre: «È viva per miracolo»

di Maurizio Caldarelli

	La squadra di softball che ha raggiunto Giorgia in ospedale
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La squadra di softball che ha raggiunto Giorgia in ospedale

Enrico Franceschelli racconta l’accaduto: «Mia figlia è uscita dall’auto, poi l’esplosione». Intanto, dall’America a Grosseto le comunità si mobilitano per sostenere le cure

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GROSSETO. «Ringrazio CentriAMO e l’amico Alberto Macchi per l’iniziativa di mettere un gazebo della Misericordia in piazza Socci per sostenere le cure di Giorgia».

Grosseto chiama e Broken Arrow risponde. È in quella piccola cittadina a 7-8 miglia da Tulsa, che Giorgia Franceschelli prosegue la sua convalescenza dopo il drammatico incidente di un mese fa.

Le parole del padre

«Ci hanno fatto scegliere e abbiamo deciso di proseguire sulla linea medica del primo intervento – dice il padre Enrico Franceschelli – L’Ascension St John di Broken Arrow è specializzato nella traumatologia e garantirà il necessario supporto per la riabilitazione. Gli interventi sono riusciti, in particolare quelli all’anca destra. È stato garantito il 98% di recupero anche a livello nervoso. Giorgia, che ha ancora dolore, ma controllato con i medicinali, dovrebbe tornare in piedi tra due mesi. Ha i due piedi rotti: nel sinistro potrebbero mettere la placca. Nel destro aveva una microfrattura e non le hanno fatto niente. In 30-40 giorni le ossa dei piedi guariscono, ma il problema è gravare sulle anche. Nel braccio destro ha un taglio di venti centimetri per far spazio a una placca dopo la rottura dell’omero, mentre il nervo della mano destra impiegherà 5-6 mesi a risvegliarsi».

«Che cosa è successo»

Fatto il quadro clinico attuale, Enrico Franceschelli ricostruisce per la prima volta i momenti dell’incidente, avvenuto il 13 settembre alle 21,20 nella contea di Latimer, vicino a Hugle Road.

«Giorgia, che si ricorda tutto quello che ha vissuto, stava rientrando al college dopo essere stata a cena fuori con i genitori di Ethan, un amico del college, per festeggiare la vittoria e un gol nella partita di calcio. I due ragazzi erano a 5-6 miglia da Wilburton, nel momento in cui l’auto di Riley Parks, dopo aver urtato un cervo, è andata contro di loro. Giorgia si riprende dalla botta, grazie all’airbag, e si trova il corpo di Ethan addosso, ormai privo di vita. Braccia, piedi e bacino sono rotti, cerca di tirare i capelli per svegliare l’amico, mentre comincia uscire fumo dal motore. Si toglie le cinture per cercare aiuto: butta letteralmente il braccio destro, quello con l’omero rotto, e la testa fuori dalla macchina. Dopo qualche istante vede le luci, si sente afferrare e tirare fuori dal finestrino. Subito dopo essere sdraiata a terra, la macchina è esplosa. Giorgia continuava a chiedere di aiutare Ethan, che è rimasto nell’abitacolo in fiamme. Giorgia è insomma viva per miracolo, mentre non ho mai pianto in vita mia come al funerale di Ethan.

È arrivata l’ambulanza e con un volo di 15-20 minuti è stata portata all’ospedale di Tulsa – prosegue Enrico Franceschelli – Sono stati avvertiti i coach Anthony e K, perché hanno riconosciuto il logo dell’Eastern Oklahoma State College. Fino a che non siamo arrivati, anzi ci hanno fatto anche andare a dormire, i tecnici, marito e moglie, sono stati perennemente attaccati a mia figlia. Sono straordinari. L’altro giorno tutta la squadra di softball si è fatta due ore di strada per festeggiare il compleanno di Giorgia (19 anni), ma tutta la comunità si è stretta intorno a noi, dalla Camera di Commercio ai vigili del fuoco (che hanno pagato la scuola con una colletta), fino a medici e infermieri che l’assistono 24 ore su 24».

Le raccolte fondi

Enrico e la moglie Monica Toniazzi rimarranno negli Stati Uniti (l’altro figlio Tommaso è in college a Miami Doral) finché «Giorgia non tornerà a casa con le sue gambe, non la lasciamo sola. Monica dorme in ospedale (solo due notti le ha dato il cambio la mamma della famiglia ospitante di Washington), mentre io alloggio in una fondazione creata da Ronald McDonald, una struttura di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati per lunghe degenze. Sono ospite, non pago niente».

Le varie raccolte fondi serviranno a coprire le spese mediche: «La situazione è in stand by – dice il padre – in attesa delle risposte dell’assicurazione. Non so se devo pagare. A Tulsa per poterla far uscire dall’ospedale, anche per liberare il letto e poi iniziare la terapia, ci hanno fatto una procedura di carità, praticamente fanno sì che se non dovesse pagare l’assicurazione, loro si fanno carico delle prime spese sanitarie di Giorgia, affinché come famiglia non abbiamo un debito con l’ospedale». Nei prossimi giorni, Giorgia riprenderà il percorso scolastico.

«La scorsa settimana è venuto a trovarla il presidente del college che ha chiesto a Giorgia di finire il semestre, visto che sta iniziando a riprendersi. In questa maniera potrebbe decidere se tornare in Oklahoma o convertire i voti per l’Italia. Stanno preparando corsi online per farglieli seguire. Ha scelto una serie di materie in cui è fondamentale la matematica, la sua passione, dopo essersi diplomata in informatica al Manetti-Porciatti».

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