Economia
Grosseto, l’ultimo volo a bordo dell’elisoccorso Pegaso: Pastorelli “scende” dopo 23 anni
Ha raggiunto i limiti d’età per poter essere operativo sull’eliambulanza, ma continuerà a organizzare l’attività del servizio e a occuparsi di soccorso
GROSSETO. Scende da Pegaso, obbligato dai limiti d’età. Ma non smetterà di occuparsi di soccorso.
Vanni Pastorelli ha compiuto ieri – 28 settembre – 65 anni e le regole prevedono che a quell’età non si possano più svolgere compiti operativi a bordo dell’eliambulanza. Responsabile infermieristico emergenza territoriale area provinciale Grosseto ed elisoccorso dell’Azienda Usl Toscana sud est, non potrà più alzarsi in volo. Lo aveva fatto la prima volta nel 2003. Lo ricorda lui stesso. È entrato in questo mondo il 3 giugno di quell’anno.
Il racconto
«Sono stati ventitré anni molto belli – commenta – in cui ho avuto la fortuna di incrociare, lavorare, condividere del tempo con persone molto qualificate, sia per la parte aeronautica che per le competenze professionali di tipo sanitario. In questo ambito lo spirito di squadra è molto forte, perché ti trovi ad intervenire in contesti difficili: zone isolate, non facilmente raggiungibili, ed è qui che la squadra fa la differenza».
E com’è che tutto era iniziato? «Dopo alcuni anni in reparto, ho iniziato un percorso nel reparto di Terapia intensiva, quindi in Pronto soccorso e rianimazione. Da lì mi sono appassionato all’emergenza e nel 2002 sono entrato nel 118. Dopo un po’ di tempo in servizio è normale avvicinarsi anche all’elisoccorso e mi sono ritrovato su Pegaso: non era qualcosa che pensavo mi piacesse invece me ne sono innamorato».
Operare in questo settore richiede impegno e grande preparazione: «Ogni anno facciamo test fisici e attitudinali, esercitazioni in cui, sotto l’occhio vigile del Soccorso alpino, ripercorriamo tutte le manovre speciali – continua Vanni – come l’uso del verricello, le discese, le risalite. Serve, chiaramente, anche un’attitudine fisica e, a differenza degli altri operatori sanitari, che sono sottoposti a visita medica ogni due anni, noi eseguiamo una serie di controlli specifici ogni anno, per garantire la massima sicurezza a noi e ai nostri assistiti. Fondamentale è la formazione: seguiamo corsi altamente specifici per rispondere ai criteri richiesti da questo tipo di intervento sanitario».
Il primo volo e la storia
Il primo volo? «Un intervento da Portoferraio a Pisa, dove abbiamo portato un ragazzo vittima di un incidente stradale che, per fortuna, non ha avuto esiti drammatici. Mi ricordo anche un intervento fatto ad Amatrice, dopo il terremoto: in quella situazione, purtroppo, non siamo riusciti a salvare una bambina molto piccola, recuperata sotto le macerie. Sono situazioni che ti segnano, che ti mettono in discussione ma che, nel mio caso, non hanno cancellato la mia voglia di fare questo lavoro». Vanni aggiunge che «trovarsi in queste situazioni ti dà ancora più forza e motivazione a lavorare al meglio. Spesso lo stato di ansia e la paura, se gestiti, ti aiutano a capire come intervenire». Importantissimi, in questi casi, sottolinea, sono i briefing che l’équipe fa per valutare il proprio operato.
Dove è andato: l’ultimo volo
In occasione del suo ultimo volo in servizio sull’elisoccorso Pegaso, Vanni Pastorelli, è andato in un luogo dove non aveva mai “volato” prima. «Sabato 26 – racconta Vanni Pastorelli – ho effettuato l’ultimo servizio a bordo dell’elisoccorso Pegaso. E in occasione di questo turno siamo andati a fare un servizio in località La Verna, dove non ero mai stato. Siamo dovuti intervenire con l’elisoccorso per le caratteristiche del luogo, molto impervio, ma il paziente non era in pericolo di vita».
Pastorelli continuerà a lavorare da terra: «Continuerò a organizzare l’attività dell’elisoccorso e, a parte non essere più a bordo, non cambierà molto nell’impostazione del lavoro: continuerò a rimanere come responsabile infermieristico del servizio e a essere operativo, per circa il 30 per cento del mio orario, su automedica e ambulanza».
«Ringraziamo Pastorelli – dice Luca Grechi, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto – per il lavoro svolto in questi anni: è stato ed è un punto di riferimento per tanti colleghi infermieri e per tanti colleghi dell’Asl sud est. La sua competenza, ampiamente certificata, è stata anche fonte di ispirazione per tanti infermieri, oltre al fatto che è un professionista credibile e apprezzato. Gli auguriamo, quindi, di continuare a lavorare con soddisfazione nel suo ruolo, fondamentale per il settore dell’emergenza-urgenza».
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