Olivo in campo 2026, la Maremma al centro della tecnologia agricola
La manifestazione partirà il 30 settembre nelle aziende Olma e ArteOlio: la provincia è leader in Toscana nella produzione oleicola coi suoi 22mila ettari coltivati
GROSSETO. Olma e ArteOlio ospiteranno “Olivo in Campo 2026”, la due giorni nazionale organizzata dall’Editrice Informatore Agrario dedicata alla dimostrazione negli oliveti dell’utilizzo delle nuove tecnologie, agronomiche e gestionali. Una kermesse che quest’anno si svolge in provincia di Grosseto, leader in Toscana nella produzione oleicola con i suoi 22mila ettari coltivati a olivo, e centinaia di aziende agricole interessate alle novità culturali.
L’appuntamento è per mercoledì 30 settembre e giovedì 1° ottobre, organizzato in collaborazione con la società iberica “Agromillora”, specializzata nella selezione di varietà per l’olivicoltura superintensiva, le organizzazioni di produttori Olma e Latium, e le aziende agricole Olma e ArteOlio. Le due giornate saranno ciascuna caratterizzata da un convegno che si terrà presso la sala Olma di Braccagni - la prima dedicata agli oliveti tradizionali, la seconda a quelli superintensivi - cui seguiranno le prove in campo negli oliveti sperimentali della Fondazione Massimo Neri di Olma e in quello di Arte Olio. «Abbiamo condiviso la proposta dell’Informatore Agrario – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Olma – perché questo ci consente di apprezzare e far conoscere ai nostri soci le ultime novità tecnologiche che consentono all’olivicoltura di ottimizzare i costi di produzione e quindi di migliorare la produttività. Inoltre, Olma ha associato alcune aziende che hanno investito su cultivar autoctone, come Maurino Vittoria e Leccio del Corno, con l’obiettivo di produrre olio Evo a marchio Igp Toscano da coltivazioni superintensive. Per cui siamo interessati ad approfondire anche le tecniche colturali per questo tipo di coltivazioni».
«Protagonisti della due giorni – recita una nota di Edizioni l’Informatore Agrario – saranno sia l’oliveto tradizionale sia l’oliveto superintensivo, due modelli produttivi che oggi rappresentano approcci differenti ma complementari per affrontare le sfide economiche e climatiche del settore. Al centro dell’attenzione ci saranno modelli colturali innovativi, olivicoltura di precisione, meccanizzazione e automazione, gestione del suolo e della nutrizione, sensoristica, sistemi di supporto alle decisioni (Dss), biosolution e tecniche irrigue evolute».
Riccardo Schiatti, amministratore delegato di ArteOlio, azienda agricola che gestisce oltre 800 ettari di oliveti superintensivi a nord di Grosseto, spiega di «aver aderito alla proposta “Olio in Campo”, perché interessati a far conoscere ai produttori i diversi tipi di macchinari e i più recenti approcci colturali. Per questo abbiamo messo a disposizione il nostro moderno oliveto superintensivo, che oramai è a diversi livelli di produttività a seconda di quando sono state posate le piante. Con gli ultimi 35 ettari piantati lo scorso anno». ArteOlio non produce olio a marchio Igp Toscano, ma olio Evo Italiano ricavato dalle cultivar Arbosana, Arbequina, e in parte minore da varietà autoctone. Alla domanda se l’olio Evo da coltivazioni superintensive abbiano contribuito ad abbassare il prezzo medio dell’olio italiano, risponde deciso: «Non lo credo proprio, se non altro per la quota residuale di questo tipo di produzione rispetto all’olio prodotto con il metodo tradizionale. Piuttosto, penso che il calo dei prezzi sia conseguenza del fatto che l’anno scorso erano aumentati eccessivamente, ed ora interviene un assestamento. Di sicuro l’altalena dei prezzi non fa bene al mercato. Da parte nostra, ad ogni modo, riscontriamo una domanda sostenuta ed abbiamo venduto quasi tutta la produzione della campagna 2025, con pochissime giacenze negli stoccaggi».
Giornata dedicata all’oliveto tradizionale (30 settembre): nell’area sperimentale della Fondazione Massimo Neri, in località Olmini, dalle 10 alle 17, si terranno le prove dinamiche in un oliveto a sistema tradizionale. I partecipanti osserveranno direttamente macchine, attrezzature e cantieri di lavoro in azione, accompagnati da visite guidate con commento tecnico previste alle ore 11,30 e alle 14,30. Nel pomeriggio la manifestazione si sposterà a presso la sede di Olma, per il workshop dedicato a “Opportunità e sfide per l’olivicoltura in relazione al cambiamento climatico”. Seconda giornata per l’oliveto superintensivo (1° ottobre): protagonista l’oliveto a parete. Dopo il workshop iniziale previsto dalle 9,30 alle 10,45 “La longevità dell’oliveto superintensivo parte dalla gestione della vigoria”, ospitato anch’esso presso Olma, l’attenzione si sposterà all’azienda agricola ArteOlio (Roccastrada), dove dalle 11,15 alle 17,30 si terranno le prove dimostrative in campo. Per informazioni, scrivere a: olivoincampo.informatoreagrario.it.
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