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Economia

Latte Maremma va all’asta: c’è già un’offerta ed è di un colosso nazionale

di Massimiliano Frascino

	La stabilimento Latte Maremma
La stabilimento Latte Maremma

Parte la procedura di vendita dell’impianto di via Scansanese Aggiudicazione al miglior offerente prevista entro dicembre

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GROSSETO. Il dado è tratto. Dopo l’omologa del concordato semplificato da parte del Tribunale di Grosseto nello scorso febbraio, è oramai imminente l’avvio della procedura d’asta per la vendita dell’impianto Latte Maremma di via Scansanese. Concordato al quale si è arrivati una volta constatato che la proposta era migliore per i creditori rispetto a quella della liquidazione giudiziaria.

Il confronto tra giudice e esperto ausiliario

Conclusa la pausa estiva, nei giorni scorsi c’è stato un confronto tra la giudice delegata alla vendita, dottoressa Claudia Frosini, e il dottor Alberto Marchi, commercialista che ha seguito in veste di “esperto ausiliario” la vicenda della composizione negoziata poi sfociata nel concordato semplificato proposto dall’azienda. Dalla riunione sarebbe uscita una “road map” di massima per arrivare alla chiusura della gara.

La road map della vendita

Entro settembre sarà data pubblicità su uno dei due quotidiani nazionali specializzati in economia (Sole24Ore o Italia Oggi) della scelta di procedere alla vendita della nota azienda maremmana, i cui fasti sono stati prevalentemente legati alla produzione di latte fresco. La pubblicazione del bando è invece prevista per il mese di novembre, con l’aggiudicazione all’offerta migliore che potrebbe chiudersi entro il successivo dicembre 2026. Con il passaggio di proprietà al nuovo proprietario preventivata per gennaio 2027. In una fase successiva saranno messi in vendita un capannone di proprietà di latte Maremma che ha sede a Firenze, e un terreno a destinazione commerciale adiacente all’impianto di via Scansanese.

L’offerta irrinunciabile di Maremma 1961 – Gruppo Granarolo

La base di gara sarà costituita dalla cosiddetta “offerta irrinunciabile di acquisto” presentata a suo tempo dalla società Maremma 1961 srl – che già dal 2024 gestisce l’impianto con la formula dell’affitto del ramo d’azienda – mandataria del Gruppo Granarolo. Il gigante bolognese della produzione lattiero casearia che ha sede a Bologna, e che nel 2025 ha chiuso il bilancio con un fatturato di 1,8 miliardi di euro e un risultato operativo di 28 milioni. Un’offerta del valore di 3,3 milioni di euro che prevede grossomodo il mantenimento del marchio Latte Maremma e la continuità produttiva dell’impianto grossetano con gli attuali livelli occupazionali. Accollandosi una parte del debito delle aziende zootecniche produttrici di latte nei confronti della Latte Maremma, e impegnandosi a continuare ad acquistare il loro latte come sta facendo in questa fase transitoria di gestione dell’impianto di via Scansanese. L’impianto vero e proprio, sul quale il gruppo Granarolo ha già investito, continuerebbe invece a essere affittato per poi essere completamente rilevato entro poco tempo.

Le condizioni per eventuali altri partecipanti

Qualunque altra azienda volesse partecipare all’asta dovrà offrire un rialzo e condizioni migliorative. L’obiettivo del Tribunale, infatti, è quello di massimizzare gli introiti dalla vendita di marchi e asset aziendali, per dare maggior soddisfazione possibile a creditori privilegiati e chirografari.

Nei mesi scorsi, anche la romana Ariete Fattoria Latte Sano aveva manifestato l’interesse a rilevare l’impianto, ma poi non aveva formalizzato una “proposta irrevocabile d’acquisto”.

Le aziende che saranno avvisate della gara

Dal Tribunale partiranno anche lettere di avviso di gara a tutte le aziende che nel corso della procedura di composizione negoziata avevano in qualche modo fatto capire di poter essere interessate: dalla Mukki Latte di Firenze, alla centrale del latte di Roma o di Torino. Il marchio Latte Maremma, d’altra parte, ha una sua solida reputazione soprattutto nel centro Italia legata alla tradizionale produzione di latte fresco, grazie ai conferitori della provincia di Grosseto e di quella del nord di Viterbo.

L’auspicio dei conferitori e delle associazioni

L’auspicio di tutti è che si concretizzi velocemente l’acquisizione dell’impianto maremmano per garantire la continuità di lavorazione e confezionamento, e soprattutto uno sbocco ai conferitori di latte vaccino. Che ad oggi sono una venticinquina. Negli ambienti dell’associazionismo di categoria e fra gli stessi conferitori alla Latte Maremma, si fa decisamente il tifo per il gruppo Granarolo. La cui solidità economica ed estensione della rete commerciale costituirebbero una garanzia per tutti.

I volumi produttivi e gli scenari futuri

Attualmente vengono consegnati circa 160.000 quintali di latte all’anno alla centrale maremmana, ma già un anno fa Granarolo aveva detto di voler raddoppiare la quantità di prodotto lavorato, avendo a disposizione i propri canali di distribuzione. Fra le altre cose, proprio in un’intervista al Tirreno, l’ex presidente del colosso emiliano aveva addirittura prefigurato la possibilità entro pochi anni per i conferitori di entrare a far parte della Cooperativa agricola Gralatte, la società costituita da 500 allevatori che ha la cassaforte del gruppo Granarolo.

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