«Fideiussione con anomalie», il Comune revoca l’impianto di Roselle all’Us Grosseto – Cosa succede adesso
Nervi tesi in giunta, poi il voto unanime: la documentazione viene respinta. La replica in nota in tarda serata del club biancorosso: «Una liberazione»
GROSSETO. Sulla vicenda della mediazione tra Comune e Us Grosseto è stata un’altra giornata calda, con tre riunioni di giunta, una delle quali con toni accesi. Ma alla fine, con voti unanimi della giunta, il verdetto è stato quello di interrompere la procedura, confermando la revoca della concessione del centro sportivo “Carlo Pucci” che dovrà tornare a disposizione dell’amministrazione comunale entro l’8 settembre.
La delibera
Nella delibera di giunta pubblicata ieri, 13 agosto, si precisa che «al rilascio dell’impianto dovranno essere effettuate le manutenzioni già comunicate con nota del 15 aprile e demolite le opere abusive con avvertimento che in difetto sarà proceduto d’ufficio». Il Comune di Grosseto, si legge nella nota diramata nel pomeriggio di ieri al termine dell’ultima seduta di giunta, «prende atto del mancato adempimento di una delle condizioni imprescindibili per consentire la prosecuzione della procedura di mediazione relativa all’impianto sportivo di Roselle.
Alla luce di quanto emerso nel corso dell’istruttoria riguardante la valutazione della documentazione presentata dall’Us Grosseto entro il termine del 12 agosto, l’amministrazione ritiene venuta meno la condizione essenziale posta per la prosecuzione della mediazione e autorizza il dirigente a interrompere la procedura, comunicando le determinazioni del Comune anche in vista della seduta già fissata per l’8 settembre».
Come detto, il Comune ha chiesto all’Us Grosseto la restituzione dell’impianto sportivo di Roselle: «La decisione viene assunta al termine del percorso avviato dall’amministrazione per verificare la possibilità di una soluzione conciliativa basata sul rispetto dell’interesse pubblico e sulla tutela del patrimonio impiantistico sportivo comunale. Stante il mancato rispetto della documentazione richiesta per il perfezionamento dell’accordo conciliativo, il Comune continuerà a tutelare le proprie ragioni».
Cosa significa
L’interruzione della mediazione significa innanzitutto che proseguirà il contenzioso in atto, che considererà inevitabilmente anche gli ultimi accadimenti. Nella delibera si spiega come si è arrivati alla decisione di interrompere la mediazione. Mercoledì mattina è stata avviata l’istruttoria della polizza fideiussoria e il testo trasmesso, a parere degli uffici comunali, «contiene clausole anomale». Tra le contestazioni c’è la mancata previsione di una validità annuale automaticamente rinnovabile: il documento prevederebbe invece proroghe annuali non automatiche.
I documenti
L’istruttoria segnala poi la decadenza della fideiussione in caso di mancato pagamento del premio di rinnovo e una rinuncia riferita al primo comma dell’articolo 1957 del Codice civile anziché al secondo. Il responsabile del procedimento dottor Felice Carullo e l’Ufficio di supporto hanno esaminato la polizza, alla luce delle indicazioni operative per la verifica da parte delle pubbliche amministrazioni e delle indicazioni operative di Anac, Banca Italia e Ivass e trasmesso l’istruttoria, dalla quale emerge: la ZKL Invest ltd con sede a Londra non risulta iscritta su albi Banca Italia (banche, intermediari finanziari, banche estere abilitate in Italia), quale soggetto abilitato ad operare in Italia con la pubblica amministrazione. Relativamente alla ZKL Invest ltd sono state effettuate verifiche presso Gleif (Registro validità iscrizione Lei e infocamere Lei): la società risulta attiva nel Regno Unito tuttavia la ricerca presso Eba (European banking autority register) sia con codice Lei che per nominativo non ha prodotto risultati. Nella delibera si precisa anche che la società che si firma come garante risulta essere la Europe Underwriters di Firenze iscritta al registro Ivass in qualità di broker.
La polizza risulta firmata digitalmente solo in prima pagina e non risulta verificabile (ai sensi del codice dei contratti art. 106 è obbligatoria la firma digitale). Europe Underwriting Insurance Broker Srl non può rilasciare direttamente fideiussioni o polizze cauzionali in quanto opera come broker di assicurazione e non come ente emittente autorizzato. Dalla carta intestata risulta garante la ZKL Invest ltd, mentre nel modulo risulta firmataria la Europe Underwriters srl; è stata prodotta la ricevuta del presunto pagamento del premio alla ZKL Invest ltd. Un’ultima cosa: la polizza non è sottoscritta dal legale rappresentante della Us Grosseto 1912. «Dalle mancanze evidenziate nelle istruttorie – conclude il Comune – non si comprende se il garante sia una banca, una compagnia di assicurazione autorizzata e/o un intermediario finanziario; tale garanzia pertanto non è conforme a quanto prescritto».
Il Comune, successivamente allo sgombero dell’impianto sportivo, darà il via a una seconda fase, con la pubblicazione di una manifestazione d’interesse e conseguente bando per individuare il nuovo gestore. All’inizio dell’anno avevano dato disponibilità a subentrare al Grosseto nella gestione del centro sportivo sia la Pro Soccer Lab, che da tempo è alla ricerca di impianti da aggiungere al “Casamorino” di Castiglione della Pescaia, ma anche il Belvedere.
La nota dell’Us Grosseto
In tarda serata, il13 agosto, l’Us Grosseto ha interrotto il silenzio stampa per commentare il provvedimento del Comune, ritenendo «strumentali molte delle motivazioni addotte dall’amministrazione in merito alla vicenda relativa al centro sportivo di Roselle e prende atto della volontà dell’Ente di procedere in una direzione diversa rispetto al percorso fin qui intrapreso. US Grosseto 1912 è ben lieta di interrompere ogni percorso relativo alla gestione dell’impianto e considera questa decisione, per molti aspetti, una liberazione». La società sottolinea che «da mesi l’atteggiamento nei confronti della società è stato sempre ostile, Us Grosseto si era già attivata individuando da tempo una soluzione alternativa, che consentirà di garantire regolarmente la prosecuzione dell’attività del settore giovanile e della scuola calcio, senza arrecare alcun disagio ai ragazzi e alle loro famiglie. La continuità dell’attività sportiva, pertanto, non è in discussione ed è la nostra unica priorità». Nella nota si evidenzia che «dopo la vittoria del campionato e il ritorno del Grosseto tra i professionisti, la società non ha ricevuto dall’amministrazione comunale neppure una comunicazione ufficiale di congratulazioni, né è stata ricevuta istituzionalmente in Comune per celebrare un risultato sportivo che riteniamo appartenga all’intera città. Non sono stati realizzati gli interventi relativi agli spogliatoi del centro sportivo, nonostante i finanziamenti ottenuti per ben due volte dalla Regione Toscana; l’amministrazione non ha effettuato investimenti significativi sulla struttura. A questo quadro si aggiunge la richiesta avanzata alla società di sostenere i costi relativi all’impiego della polizia municipale.
Us Grosseto 1912 contesta la legittimità di tale richiesta. Peraltro, anche in riferimento alla questione dei Led, obbligatori per affrontare il campionato in serie C, il Grosseto si presenterà domani già inadempiente, a causa di una burocrazia comunale che dalla vittoria matematica del campionato il 2 aprile non è riuscita a ottemperare in tempo agli adempimenti. Per l’Us la conclusione della vicenda non è un problema, «ma l’opportunità di concentrare energie e risorse su una soluzione differente e maggiormente funzionale. Us Grosseto 1912 vigilerà con attenzione sulle future procedure relative all’assegnazione dell’impianto, affinché ai futuri soggetti interessati vengano applicati i medesimi criteri, le medesime condizioni e i medesimi oneri richiesti alla nostra società. Attendiamo fiduciosi l’esito della causa in corso con l’amministrazione comunale – conclude la società – che potrebbe avere sviluppi sorprendenti».
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