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L’inchiesta

Agguato in casa a Follonica e scontro fra bande, il movente: «Controllo del giro di spaccio»

di Redazione Grosseto
Agguato in casa a Follonica e scontro fra bande, il movente: «Controllo del giro di spaccio»

Faida per la droga e sparatoria: la ricostruzione dei carabinieri. Un quarto uomo è stato individuato e portato in carcere

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FOLLONICA. Il quarto uomo accompagnato in carcere nei giorni scorsi per lo scontro fra bande rivali culminato nella sparatoria di due anni fa in un appartamento della zona industriale era stato individuato lunedì dai carabinieri di Parma mentre camminava nel centro del capoluogo emiliano. I militari lo avevano identificato e accertato che nei suoi confronti pendeva l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, Giuseppe Coniglio.

Le indagini

Il provvedimento è scattato a valle dell’indagine condotta dai militari del Nucleo investigativo del capoluogo maremmano e della Compagnia della Città del Golfo, attività investigativa che ha visto il contributo operativo dei Comandi provinciali di Parma e Pisa per la localizzazione e la cattura dei vari destinatari della misura: «Le indagini dei carabinieri hanno ricostruito nei minimi dettagli una violenta spedizione punitiva maturata negli ambienti della criminalità», si legge in una nota del Comando provinciale emiliano.

Il 27enne

L’uomo, 27enne senza fissa dimora sul territorio italiano e già gravato da precedenti di polizia per reati inerenti agli stupefacenti, sarebbe uno degli autori del raid nel quale «gli aggressori, palesemente armati di pistola e spray al peperoncino, si sarebbero scagliati contro tre connazionali che si trovavano all’interno dell’abitazione in quel momento», si legge ancora nella nota dei militari, secondo i quali «uno degli assalitori, incitato dai complici, avrebbe esploso diversi colpi di pistola all’indirizzo della porta della camera da letto, riuscendo a colpire alla coscia uno del gruppo rivale»: le altre persone si erano buttate a terra e «sono poi riuscite a mettersi in salvo saltando sul balcone dell’appartamento vicino».

Il movente

I carabinieri si concentrano poi sul movente, che «come accertato dagli inquirenti, trarrebbe origine da una lotta per la gestione e il controllo delle piazze di spaccio locali». Le investigazioni partite dal fatto si sono poi allargate «permettendo non solo di dare un volto e un nome agli autori materiali del sanguinoso raid, ma anche di colpire un vasta e ramificata rete di spaccio. I militari hanno infatti documentato l’esistenza di un fiorente mercato della droga, il cosiddetto spaccio boschivo, un crocevia criminale attivo e ben radicato tra le zone di Piombino e Grosseto (tra Follonica e Castiglione, ndr) per tutto il corso dell’anno 2025».

Il giudice

L’inchiesta contesta a vario titolo reati che vanno dallo spaccio di cocaina, eroina e hashish fino al tentato omicidio, passando per danneggiamento, lesioni aggravate, porto abusivo di armi, rapina aggravata e violazione di domicilio. Assistito dall’avvocato William Villani all’interrogatorio di garanzia, giovedì davanti a Coniglio (in teleconferenza dal carcere), il 27enne oggi è difeso da Luciano Picchi del Foro di Livorno. Al termine il giudice ha confermato la custodia cautelare per tutti e quattro e revocato il divieto di dimora in Toscana per un quinto indagato, mentre un sesto dev’essere interrogato in questi giorni.

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