Grosseto, nubifragio e allagamenti: esonda torrente. Dipendenti bloccati in azienda – Video
Le piogge torrenziali hanno trasformato la viabilità maremmana in un labirinto impraticabile: aziende isolate, lavoratori bloccati per ore e accessi cancellati dall’acqua. Confindustria lancia l’allarme sulla fragilità delle infrastrutture
GROSSETO. Le piogge intense che nella seconda parte di martedì 14 aprile hanno colpito la Toscana meridionale non hanno provocato soltanto disagi alla circolazione e allagamenti diffusi. In Maremma, il maltempo ha messo in seria difficoltà anche una delle realtà produttive più importanti del territorio: lo stabilimento Fibran di Roccastrada. L’episodio ha riacceso il tema della fragilità della viabilità rurale e della necessità di interventi strutturali, come sottolineato da Confindustria Toscana Sud in un comunicato diffuso dopo l’accaduto.
Dipendenti e mezzi bloccati: la ricostruzione
Il maltempo ha trasformato la via di Bettarello, unico accesso allo stabilimento, in un percorso impraticabile. L’acqua ha invaso i guadi che attraversano la campagna, rendendo impossibile il passaggio dei mezzi pesanti e costringendo lavoratori e fornitori a rimanere bloccati per ore. La nota di Confindustria evidenzia come l’episodio non sia un caso isolato, ma l’ennesima conferma di una criticità strutturale che si ripresenta puntualmente in occasione di piogge intense. Il comunicato spiega nel dettaglio quanto accaduto nella serata di martedì 14 aprile, quando l’emergenza è scattata intorno alle 19. «I dipendenti a fine turno non sono potuti uscire dallo stabilimento per tornare a casa se non dopo ore, così come i fornitori e i lavoratori in entrata hanno trovato impercorribile la via di accesso. L'unica possibilità era quella di servirsi di una viabilità d'emergenza, inaccessibile però ai camion ma solo alle auto, perché la strada d'accesso principale era allagata. Un guado impossibile da superare». Il quadro descritto mette in luce una fragilità che riguarda non solo la sicurezza dei lavoratori, ma anche la continuità produttiva di un’azienda che movimenta quotidianamente decine di mezzi.
Fibran: 100 dipendenti e 150 camion al giorno
Il comunicato ricorda il peso economico dello stabilimento di Roccastrada, filiale di un gruppo europeo leader nei materiali per l’edilizia. «È la via di Bettarello, che attraversa la campagna e incontra due corsi d'acqua prima di condurre allo stabilimento Fibran di Roccastrada, un centinaio di dipendenti e 50 milioni di fatturato, filiale locale di uno dei principali produttori europei di materiali per il comparto edile. È accaduto nella serata di ieri, martedì 14 aprile: l'emergenza è scattata intorno alle 19 e alcuni impiegati, rimasti bloccati, sono potuti tornare a casa solo alle 21», si legge nella nota. La vulnerabilità della strada di accesso, dunque, non è un dettaglio marginale: riguarda un nodo produttivo che genera lavoro diretto e indotto in tutta la zona.
«Situazione inaccettabile, serve un tavolo con le istituzioni»
Nel comunicato parla Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud, che denuncia una criticità nota da tempo. «È accaduto quello che da tempo temevamo – dichiara Mascagni – perché è un'emergenza che ciclicamente si ripete. Tutto è causato da una viabilità di accesso decisamente insufficiente rispetto alle necessità logistiche dell’azienda». Mascagni sottolinea come la strada attuale non sia adeguata a sostenere i flussi di un’azienda che ogni giorno vede transitare almeno 150 camion, oltre ai dipendenti. Il comunicato prosegue con un appello diretto alle istituzioni locali e agli enti competenti per la tutela idrogeologica. «Riteniamo necessario avviare un confronto con le istituzioni locali e gli enti competenti per la tutela idrogeologica del territorio affinché sia convocato un tavolo di confronto in cui si affronti il problema: siamo consapevoli delle difficoltà economiche degli enti pubblici, ma siamo altrettanto certi che senza un intervento rapido e risolutivo si impedirà all'azienda di continuare a crescere, oltre a metterne a repentaglio l'attività ordinaria», si legge ancora. Il rischio, secondo Confindustria, è che la mancanza di infrastrutture adeguate comprometta gli investimenti già avviati e quelli futuri. La nota si chiude ricordando il ruolo strategico dell’azienda per l’economia locale. «Fibran è un polo produttivo importante, un asset fondamentale per il nostro territorio: dà lavoro ad oltre 100 persone, più l'indotto, ha già realizzato investimenti importanti e ne sta programmando altri, ma senza infrastrutture adeguate il futuro è a rischio».
