Il Tirreno

Grosseto

In aula

Fc Grosseto in bancarotta, condannato l’ex presidente Massimiliano Pincione

di Pierluigi Sposato

	Massimiliano Pincione
Massimiliano Pincione

Era finito sotto accusa dopo che la società era stata dichiarata fallita con sentenza del dicembre 2021

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GROSSETO. Massimiliano Pincione, l’ex presidente di Fc Grosseto, la società che poco più di dieci anni fa aveva rilevato l’attività sportiva dell’Us Grosseto, è stato condannato per bancarotta fraudolenta. Due anni è stata la pena decisa dal collegio del Tribunale, presieduto da Marco Bilisari (a latere Agnieszka Karpinska e Masina Massi), così come chiesto dall’accusa.

I capi di imputazione e le pene accessorie

Due su cinque i capi di imputazione per i quali l’imprenditore italoamericano oggi 64enne è stato riconosciuto colpevole; per gli altri tre, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Pincione è stato anche dichiarato inabilitato all’esercizio di impresa commerciale e incapace di esercitare uffici direttivi per due anni. Dovrà anche risarcire la curatela del fallimento Football club Grosseto srl, costituita parte civile, con danni da liquidarsi in separata sede (intanto con spese per 4mila euro). Occorreranno novanta giorni per il deposito delle motivazioni.

Le accuse dopo il fallimento

Pincione era finito sotto accusa dopo che Fc Grosseto era stata dichiarata fallita, con sentenza del dicembre 2021. Avrebbe messo in atto una serie di comportamenti tali da causare un danno di rilevante gravità: inizialmente il passivo accertato in 228mila euro, un conteggio che è stato aggiornato dalla parte civile in 319mila euro, a causa di un errore materiale. Si sono poi aggiunti debiti erariali e previdenziali per 70mila euro.

Le irregolarità contabili contestate

Nel periodo compreso tra il luglio 2015 e il giugno 2016 l’amministratore avrebbe tenuto le scritture contabili e i libri in modo da non consentire la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari, mentre dal giugno 2016 fino al fallimento avrebbe sottratto o distrutto la documentazione. Secondo l’accusa sostenuta dal sostituto procuratore Carmine Nuzzo, i libri contabili si sarebbero rivelati inattendibili, lacunosi e con registrazioni non corrette; dal giugno 2016, Pincione avrebbe poi completamente abbandonato a sé la società, quando invece avrebbe dovuto comunque pensarvi pur se inattiva, sottraendo o distruggendo i libri, con lo scopo di procurarsi un profitto o di causare un danno ai creditori.

La gestione ritenuta dolosa

Il fallimento di Fc Grosseto sarebbe stato attuato con dolo, con operazioni che non avrebbero risposto ad alcuna logica di mercato e di sana gestione imprenditoriale. La politica aziendale sarebbe stata basata su un inadempimento «sistematico e preordinato» di qualsiasi tipo di posizione debitoria della società nei confronti dei prestatori di servizi in favore della società calcistica.

I mancati pagamenti

Pincione avrebbe dato disposizioni per impiegare le risorse economiche della società fallita soltanto per pagare gli oneri di iscrizione al campionato 2015-2016 e gli stipendi dei giocatori, ma avrebbe omesso dolosamente di pagare dipendenti, giardinieri, elettricisti e altri artigiani che collaboravano nella gestione dello stadio, come anche magazzinieri, fisioterapisti, ristoratori e albergatori che ospitavano la squadra per le trasferte, così come gli autisti. La stagione si era poi conclusa con la retrocessione e in quell’anno e mezzo l’esposizione debitoria si era fissata su quei 228mila euro poi riconteggiati in 319mila euro, nonostante gli incassi per abbonamenti e altri corrispettivi; Pincione si era poi reso irrintracciabile e irreperibile.

Le assoluzioni

Per gli altri tre capi di imputazione, Pincione è stato assolto. Tra le contestazioni che gli erano state mosse, quella di aver distratto gli incassi derivanti dalla pubblicità, 62mila euro che non sarebbero mai stati impiegati nell’interesse della società fallita o a copertura dei debiti o consegnati al curatore. E anche quella di aver distratto 14.800 euro di contributi della Lega calcio dilettanti, ricevuti nella stagione 2015-2016, neanche questi utilizzati per la società.

I precedenti e il contesto sportivo

Pincione era stato condannato anni fa per un reato similare, commesso ai tempi in cui aveva gestito il Pescara calcio. Il 30 giugno 2015, al termine del campionato di Lega Pro, Piero Camilli aveva lasciato l’Us Grosseto; qualche settimana dopo Pincione si era presentato costituendo la Fc Grosseto, chiedendo e ottenendo l’iscrizione al campionato di Serie D. La squadra si era qualificata ai playoff ma la promozione era sfumata.

Il declino sportivo e societario

Le difficoltà si erano manifestate già quasi all’inizio del successivo campionato di serie D: sconfitte a tavolino perché la squadra non si era presentata, sconfitte sul campo anche con risultati clamorosi, retrocessione nel campionato di Eccellenza. Nel 2017 la società non si era iscritta ed era poi subentrata la stagione Ceri (di nuovo con Us Grosseto).

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