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«Grazie Massi di esserci stato», il cartello commovente dei bambini per salutare l’edicolante morto a Scarlino

di Ivan Zambelli

	Il cartello dei bambini dedicato alla vittima, l'edicolante Massimo Barcelli
Il cartello dei bambini dedicato alla vittima, l'edicolante Massimo Barcelli

La comunità si riunisce in chiesa per salutare Massimo Barcelli, il 64enne morto a causa di un malore mentre si trovava a cena con la moglie e il figlio

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SCARLINO. Un saluto dai clienti più giovani, quelli che la mattina andavano in edicola per prendere le penne, i quaderni o le carte dei Pokemon. Un modo loro per dire grazie, perché Massimo non era solo l’edicolante del paese, ma anche il papà dei loro compagni di classi.

Da ieri mattina, davanti l’edicola Nonsolocarta di Massimo Barcelli, il commerciante colto da un malore improvviso all’età di 64 anni, c’è un cartellone che stringe il cuore. “Grazie Massi di esserci stato”, contornato da cuori e rose rosse e firmato 2° A. L’avevano fatto gli alunni della scuola media di Scarlino Scalo, cioè i compagni di classe dei due figli di Massimo e della moglie Roberta Ontani. Un gesto spontaneo, che i bambini hanno voluto fare per ringraziare il babbo dei loro amici, molto conosciuto anche da loro. Ai piedi della saracinesca c’erano anche dei fiori. «Sono stati portati da qualcun altro», spiegano le insegnanti Elisa Salvo e Chiara Pini, a voler dire che a salutare l’edicolante non erano stati solo i bambini. «I ragazzi hanno voluto lasciare un proprio pensiero a Massimo e ai due gemelli. L’abbiamo fatto in classe, perché tutti i bimbi avevano un proprio ricordo personale con Massimo. Questa mattina – ieri per chi legge – durante la lezione hanno voluto condividere i loro ricordi più belli, perché Massimo è sempre stato presente nelle loro vite». E così una volta terminate le lezioni sono andati con le insegnanti a lasciare il cartellone che avevano disegnato in classe. «I ragazzi ci tenevano tanto a lasciare un loro pensiero, a dirgli “ciao Massimo”».

Ma a voler bene a Massimo Barcelli non sono soltanto i bambini. Ieri pomeriggio, fuori dalla chiesa di Scarlino Scalo, c’era letteralmente l’intero paese. A spanne almeno 500 persone, al punto tale che non tutti sono riusciti ad entrare per assistere alla liturgia, dovendo quindi restare fuori la chiesa.

Dentro Don Josè, tra le lacrime sue e di chi era presente, ha tracciato un ritratto bellissimo di Massimo, parlando della sua simpatia, cordialità e professionalità. Ha ricordato il dispiacere di Massimo nel poter passare poco tempo in chiesa, le opere di bene a favore della Caritas e della diocesi; le stesse opere di bene che ha chiesto la famiglia al posto dei fiori, con i bambini che hanno girato per la chiesa raccogliendo offerte in una speciale scatola. Il parroco ha poi ricordato i tanti, piccoli momenti della quotidianità di Massimo Barcelli dietro il bancone dell’edicola: i suoi “come stai? ” , il “che fai? ” , seguiti sempre da una buona parola su tutto, che rallegravano la giornata. E soprattutto, il suo proverbiale “mi raccomando..”, che accompagnava il saluto.

«Non ti dimenticheremo mai – ha concluso il parroco – perché ci hai insegnato che con il lavoro si può fare la differenza e perfino costruire nuove relazioni per avere un paese più bello e accogliente. Grazie di aver fatto del tuo negozio uno spazio per la gioia, il sorriso, l’accoglienza e la solidarietà di tutta la comunità di Scarlino. Riposa in pace carissimo amico. Mi raccomando..».

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