Il Tirreno

Firenze

La tragedia

Sesto Fiorentino, muore solo in casa: lo trovano dopo un mese

di Elena Andreini

	Sul posto anche i vigili del fuoco (foto di archivio)
◗
Sul posto anche i vigili del fuoco (foto di archivio)

A dare l’allarme alcuni vicini dell’uomo, 76 anni: l’auto di Domenico Castrogiovanni era parcheggiata da diverso tempo sempre nel solito posto

2 MINUTI DI LETTURA





SESTO FIORENTINO. Un uomo di 76 anni è stato trovato morto in un appartamento di via Signorini a Sesto Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo, Domenico Castrogiovanni, era deceduto da alcune settimane per cause naturali. Ad accorgersi che c’era qualcosa di strano, attorno alle 17 di martedì 20 ottobre, sono stati alcuni vicini che hanno sentito provenire dall’appartamento un cattivo odore.

È stato poi notato che l’auto dell’uomo era parcheggiata da diverso tempo sempre nel solito posto, così i vicini hanno chiamato la polizia municipale, raggiunta poi dai vigili del fuoco e dai sanitari del 118. L’uomo è stato trovato privo di vita all’interno dell’abitazione Erp, di edilizia residenziale pubblica, che gli era stata assegnata da tempo.

Castrogiovanni viveva da solo ed era piuttosto riservato.

Il punto dell’assessore

«Sembra che i vicini non lo incontrassero da circa un mese – spiega l’assessore ai servizi sociali del Comune di Sesto Fiorentino Massimiliano Kalmeta – e questo li aveva insospettiti. Poi hanno avvertito che c’era qualcosa che non andava e hanno chiamato la polizia municipale di Sesto Fiorentino. Nell’appartamento non c’era nessun segno di effrazione, nessun segno di colluttazione o ferita visibile, sembra proprio che l’uomo sia deceduto per cause naturali». La morte di Castrogiovanni in solitudine richiama l’attenzione su un problema: l’isolamento in cui si trovano alcune persone anziane.

«La risposta a questo problema ormai sono associazioni di volontariato come Auser e Associazioni Anziani – dice l’assessore Kalmeta – che promuovono azioni contro la solitudine. Ormai siamo una società che, per fortuna, vive più a lungo, segnale questo che dimostra che qualcosa ha funzionato nel sistema della rete della medicina e dei servizi territoriali e associativi e quindi ora ci troviamo a gestire una popolazione sempre più grande che presenta necessità di attenzione che fino a trent’anni fa non ci aspettavamo di dover affrontare». L’uomo non risulta essere stato seguito dai servizi sociali del Comune.

«Non ci risulta avesse particolari fragilità – afferma l’assessore Kalmeta – questo è un problema di solitudine, ma non di solitudine dovuta alla mancanza di opportunità. Sul nostro territorio c’è una rete molto ampia di associazioni che si occupano di anziani e anche gli operatori dei servizi sociali, quando avvertono qualcosa che non è una patologia da prendere in carico, ma una necessità di socialità, si confrontano con amministratori, medici di famiglia e associazioni per indirizzare le persone verso attività che possono creare un contesto di socialità e ricreare loro una rete che per ragioni di vita potrebbero aver perso». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Se ne parla ora

Le proteste

Blocco dei tir, Meloni convoca il cdm: decreto per autotrasporto e agricoltura. «Rimborsi e aiuti»

di Redazione web