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Firenze, uccise e fece a pezzi i suoceri: definitiva la condanna a 30 anni

di Redazione Firenze

	I carabinieri nella casa di via Felice Fontana. A destra Elona Kalesha e i coniugi Shpetim e Teuta Pasho
I carabinieri nella casa di via Felice Fontana. A destra Elona Kalesha e i coniugi Shpetim e Teuta Pasho

La Cassazione ha rigettato il ricorso degli avvocati difensori di Elona Kalesha, la donna albanese di 42 anni, imputata con l'accusa di duplice omicidio e soppressione di cadavere

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FIRENZE. Una sentenza di condanna, divenuta definitiva questa sera, che ha confermato la pena a 30 anni di carcere, come era stato già stabilito a febbraio del 2025 dai giudici della Corte d'Assise d'Appello di Firenze.

La Corte di Cassazione infatti, ha rigettato il ricorso degli avvocati difensori di Elona Kalesha, la donna albanese di 42 anni, imputata con l'accusa di duplice omicidio e soppressione di cadavere. Vittime del delitto furono i suoceri, Sheptim e Teuta Pasho. Dell'uomo e della donna, arrivati in Italia, nel 2015 in occasione dell'imminente scarcerazione del figlio ed ex fidanzato dell'assassina, che sarebbe dovuta avvenire da li pochi giorni. Ma la coppia sparì improvvisamente nel nulla.

Nel mese di dicembre del 2020 i loro corpi vennero ritrovati, fatti a pezzi, all'interno di quattro trolley in una zona rurale nei pressi del carcere di Sollicciano. La denuncia di scomparsa era stata presentata dalle figlie dei due coniugi. La 42enne ha sempre respinto le accuse, ma le indagini dei carabinieri portarono alla sua individuazione come unica responsabile dell'omicidio nonostante, secondo il pm che coordinò le indagini, la donna avrebbe agito con un complice che non venne mai identificato.

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